Noodles Journal

Solo il mio modo di vedere le cose

Funhouse (Pink, 2008)

Eh lo so, come fan faccio schifo. Ora mi son deciso a comprarlo? Un fan non dovrebbe scaraventarsi nel negozio appena esce l’album dei suoi cantanti? Anche perché, okay Pink non sarà ai livelli di furore indisciplinato che nutro per quel pugno di cantautori che mi fanno uscire pazzo, ma comunque mi garba parecchio, e mi garba sempre di più, album dopo album. Il titolo, Funhouse ha un senso ironico o quanto meno va letto in negativo; la casa del divertimento è assai lontana dallo stato d’animo di Pink che in quasi tutti i pezzi canta di un amore finito (col marito) senza nominarlo mai. L’album così si scinde quasi a metà tra le sue due nature predominanti: quella più ringhiosa e anche un po’ truzza (è il caso del primo singolo, So what, con un video che interpreta bene la sua natura da confetto al pepe) e quella più raccolta e intimista, fatta di ballate malinconiche in cui la sua voce ruvida risalta anche meglio mentre gratta le note. L’album si muove, proprio come gli altri, tra gli opposti, attraversando il rock riottoso come il ritmo sincopato. Se due anni fa urlava che non era morta affatto, rispondendo a critiche del mondo della musica, Pink non dichiara la resa neanche di fronte al fallimento della propria vita personale. Gli errori vanno divisi equamente, e quasi sempre nell’atteggiamento ringhioso, nella postura da maschiaccio serpeggia la sofferenza ch stenta ad andare via del tutto.

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4 risposte a “Funhouse (Pink, 2008)

  1. latendarossa 19 gennaio 2009 alle 12:05

    Mi piace perché, pur facendo parte del rutilante modo dello show business made in USA, cerca di non farsi appiattire dal sistema. Per certi versi lo combatte dall’interno. Le sue armi? La maleducazione, l’eccesso, l’ironia, se non il sarcasmo. Una simpatica ragazzaccia.

  2. NoodlesD 20 gennaio 2009 alle 19:42

    infatti mi piace proprio per i motivi che citavi. E’ una buzzicona, ma ha la grinta e l’irriverenza che mi garbano e poi musicalmente mi piace. La sua voce in particolare, ruvida e scomposta come la sua personalità ^^

  3. Cinedelia 21 gennaio 2009 alle 17:24

    come genere non ci siamo, io sarei più sul metallaro.

    Ma devo dire che esteticamente Pink mi ha sempre affascinato, forse proprio per quella sua aria rock…

  4. NoodlesD 23 gennaio 2009 alle 1:37

    si anche a me lei garba molto. aria rock e strafottente 😛

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