Noodles Journal

Solo il mio modo di vedere le cose

L’aquila e il pollo fritto (Vittorio Zucconi, 2008)

Due saggi introduttivi per dipanare il sottotitolo del libro (perché amiamo e odiamo l’America) e scandagliare alle origini del nostro rapporto ambiguo con la patria dei self made men e del McDonald’s, seguite da una miriade di più o meno brevi istantanee su un Paese che non manca mai di affascinare, pur nelle sue contraddizioni, accompagnati dallo stile del giornalista consumato, capace di stendere pagine all’acido prussico su un popolo assurdamente individualista e massificato, crapulone e avanguardista, così come di sfoderare un sincero cordoglio nel ricordo delle vittime per le libertà di ieri e per i soprusi di oggi. Elementi di Storia accanto a fatti quotidiani, dell’America di oggi, di ieri, dell’altroieri delle colonne di un quotidiano, scampoli di tragedie annunciate e cancerogene abitudini secolari. Nel calderone di Zucconi finisce tutto, al lettore poi scegliere la sua America, ammesso che ve ne sia una, perché è nella pluralità dei tipi, delle facce, degli atteggiamenti che si può leggere forse il vero volto di un prisma oggi forse in crisi, ma che pure riesce ancora a mandare bagliori sul resto del mondo, fossero anche gli ultimi fasti di un impero alla fine della sua decadenza.
Ah, e ho visto pure la vampiretta svedese.

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6 risposte a “L’aquila e il pollo fritto (Vittorio Zucconi, 2008)

  1. souffle 11 gennaio 2009 alle 8:05

    Quindi me lo consigli Zucconi. Io ho sempre avuto qualche diffidenza nei suoi confronti.
    Per me l’America è affascinante proprio per le sue contraddizioni, per essere diversa da Stato a Stato, per accogliere esempi di pensiero libero e aperto e al contempo di conservatorismo da secolo scorso.
    Buona domenica Noodles.

  2. latendarossa 11 gennaio 2009 alle 10:59

    L’america è la contraddizione fatta paese. E’ difficile solo amarla o solo odiarla. Ci sono tanti buoni motivi per l’una e l’altra opzione. Interessante il libro di Zucconi…
    Psss…su Internazionale della vampiretta svedese ne parlano bene…

  3. utente anonimo 11 gennaio 2009 alle 20:10

    Stimo moltissimo Zucconi (i suoi articoli, gli interventi a Radio Capital di cui peraltro è direttore, i suoi libri… con nota per “Gli spiriti non dimenticano”, uno dei miei libri preferiti), ma per un motivo o per l’altro non ho ancora acquistato questo suo ennesimo libro.
    Mi sa che sarà uno dei prossimo acquisti!!!

    Un saluto,
    Mr. Hamlin

  4. NoodlesD 12 gennaio 2009 alle 11:01

    souffle, io lo consiglio, ma devo anche premettere che a me Zucconi piace, lo leggo sempre su Repubblica. Sì l’America è una bella contraddizione. 😛 Buon inizio settimana ^^

    tenda, è quello il punto, si ha ragione in entrambi i casi, per cui è una questione soggettiva. Uno sceglie da che parte stare.

    Hamlin, be’ se hai tutti i suoi libri questo non può mancarti 😉

  5. utente anonimo 12 gennaio 2009 alle 14:59

    Infatti credo proprio lo recupererò.
    Il mio problema coi libri in genere è legato alla quantità dei medesimi.
    Ne compro troppi rispetto a quanti riuscirò a smaltirne in una vita sola!!!

  6. NoodlesD 12 gennaio 2009 alle 18:26

    nn dirlo a me: ho sempre almeno dieci libri che attendono di essere letti! e nel frattempo che compro altri!!!

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