Noodles Journal

Solo il mio modo di vedere le cose

I’m not there


La rivoluzione del bio-pic, ma che dico, la rivoluzione del cinema. Quando si dice una pellicola che cambia la forma a un’arte. Eccola qua. In sala ero stato piacevolmente travolto dalla musica e dai versi del menestrello, a casa ho potuto seguire con più attenzione i passaggi, i salti, i collegamenti. I’m not there vive dei suoi passaggi, il suo dato più geniale è il modo in cui il montaggio salta da una storia all’altra, da una faccia all’altra mediante elementi a volte infinitesimali, ma mai casuali (per dire io ne ho beccati alcuni, altri li scoverò alle prossime visioni – il bello dei grandi film è che puoi riguardarli fino allo svenimento e vedere ogni volta un film diverso, nuovo). Non starò qui a sottolineare i vari link, procedura oziosa, certamente, ma in fondo è pur sempre un film su Dylan (dichiaratamente). Ognuno dei sei interpreti rappresenta non solo una sua faccia, o a volte due – Jack Rollins – ma ognuno scavalca il suo frammento, come una melodia che sfuma via via nell’inquadratura successiva e si fonde con la successiva anticipandone alcune frasi. Tutte le procedure messe in campo, tutte squisitamente cinematografiche, tutti gli stili possibili, facenti capo a una delle più originali idee del cinema contemporaneo. Dai colori pastello delle pianura a quelli slavati della metropoli, filtrati attraverso l’occhio del documentario. Lo stesso bianco e nero, mai univoco, realizzato con diverse esposizioni, dalla citazione felliniana alla “sciattezza” documentaristica di Pennebaker.
Senza contare che da ieri ho ricominciato a rispolverare tutti i miei dischi del menstrello. Grossa goduria.

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6 risposte a “I’m not there

  1. AlDirektor 31 dicembre 2008 alle 14:57

    Ah, posti questo film quando io ne ho una fresca visione. Bel film, ma, almeno per ora, per me è stata una bella delusione….peccato.

    Buon 2009!!

  2. MrDAVIS 1 gennaio 2009 alle 19:15

    Meraviglioso!!!Inizialmente non seppi valorizzarlo a dovere, ma ora c’è poco da dire: capolavoro!

  3. Cinemasema 1 gennaio 2009 alle 23:20

    Possiedo il DVD e non vedo l’ora di riguardarmi il film. Anche se per il momento l’ho visto solo al cinema (grande Cinema!) dentro di me sento che non è solo il film che ho gradito sul grande schermo, ma molto, molto di più. E la tua recensione ne è una conferma^^

  4. Ale55andra 2 gennaio 2009 alle 0:20

    Straordinario, emozionantissimo, coinvolgente come pochi. Capolavoro.

  5. MASH84 3 gennaio 2009 alle 17:44

    già, concordo! Grande Bob forse (spero non la consideriate un’eresia) più come scrittore e pensatore che come musicista in senso stretto.

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