Noodles Journal

Solo il mio modo di vedere le cose

Nip/Tuck (S05)

I limiti delle soap sono sempre gli stessi: intrecci sclerotici tra i personaggi, accavallamenti filogenetici talmente complessi che è inevitabile l’incesto, protagoniste che prima o poi devono farsi tutti i maschi della serie, un tale nugolo di menzogne che porta a due conclusioni: a) coloro che se le bevono si sono prima bevuti il proprio cervello; b) il cervello ce lo siamo bevuti noi se ancora stiamo guardando e credendo a queste menate; in genere artefici di ciò sono personaggi femminili tratteggiati con una misoginia che dovrebbe essere la negazione di un programma rivolto alle casalinghe e invece, per certi versi che non vorrei definire manipolatori da parte dei maschi produttori-dominanti ma quasi quasi, associati a donne – sempre loro – spinte dalla gelosia a tramare cose che neanche trenta Macbeth messi insieme. Be’, signori, le ultime due stagioni di Nip/Tuck sono diventate una soap. E neanche delle migliori. Hanno veramente raschiato il fondo tirando fuori i più triti cliché (lo sparo omicida che la zoccoletta di turno vuol far passare per tentato suicidio, il risveglio dal coma e… sorpresa! non ricordo un cazzo chi siete voi? la tortura cinese-mortale di cui ci si rivela subito soggetto e modalità e poi per dieci puntate si fa finta come se non si sapesse e noi fossimo gli unici a conservare… il segreto, si ma è quello di Pulcinella!).

Al di là dell’esasperazione di tutti i tic nervosi nati a ridosso della terza, siamo nel pantano più totale. Ho sempre tuonato contro le ultime due stagioni di X files, ma qui, siamo anche oltre. Non so come sia possibile che una serie tv nata per mettere alla berlina l’ossessione del conformismo e della superficialità del nostro mondo… si sia trasformata nel suo bersaglio! È una delle più cocenti campagne di svendita cui abbia mai assistito. E ti fa rabbia perché sai che i personaggi sono interessanti, che potrebbero dare e invece sono costretti ad agire secondo un copione scolpito in collagene di marca scadente.Due cose proprio non posso reggerle. Da un lato la spiccata misoginia ormai imperante: tutte le donne del telefilm sono delle troie, o troie assassine ossessionatrici del maschio, o invidiose teen ager che molto irrealisticamente, ops scusate, molto telenovelisticamente, si tramutano in vere serpi in seno, arzigogolando la loro ragnatela in modo così evidente e fasullo che ti chiedi quanto abbiano speso in postproduzione per dargli un aspetto tridimensionale nelle inquadrature di profilo. Rispetto e amo troppo le donne per sorbirmi questa marea di stronzate: l’ultima stagione sembrano scritte dall’uccello di Christian, santiddio! E poi lo vogliamo dire che Julia è un cesso che somiglia inquietantemente a un agnello al forno con patate? No, seriamente, guardatele bene la faccia e poi ditemi se sto ubriaco. Non che la sua evoluzione stia messa meglio, anzi. Prima si fa un nano, poi diventa lesbica, nel finale della stagione che fa, si innamora di un rottweiler?
Secondo, questo trasferimento a LA si è tramutato in una tale accozzaglia di stereotipi sulla fama e sulla Mecca “vuota” del Cinema e della TV, vampirizzatori di buoni propositi, che è quanto di più ipocrita si possa immaginare. È come se io urlassi “ehi dobbiamo fare qualcosa contro questi succhiacazzi dei cacciatori”, mentre sparo allegramente ai cervi col mio winchester. Il moralismo è il primo step della caduta degli dei.
Ogni stagione non ha fatto altro che riproporre sempre le stesse dinamiche e gli stessi conflitti. I personaggi non sono mai evoluti, semmai sono stati esasperati, e l’esasperazione non è che l’anticamera di un prodotto ormai asfittico che cerca di spremere quanto più possibile da una gallina ormai sterile.
Vorrei anche terminarla qui e lasciar perdere cose inaudite come l’uscita di scena di Gina, ma non posso esimermi dal chiudere con una fragorosissima risata da pazzo per l’ultima puntata. Sembra, insieme, il remake di tutti gli slasher movie, delle attrazioni fatali, dei misery non deve morire. In meno di quaranta minuti l’intera famiglia McNamara pare colpita da un acutissimo attacco di violenza multipla in cui ogni elemento del clan è vittima di un mitomane diverso. Puoi credere a una roba del genere solo dopo esserti sparato un cannone di quelli grossi mentre ti strafoghi di funghi allucinogeni, sniffi un paio di strisce e annaffi il tutto con tre bottiglie di gin scadente. Qui è piovuta tanta di quella merda che non basterà una risciacquata nel Pacifico a far sparire la puzza.

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5 risposte a “Nip/Tuck (S05)

  1. steutd 23 dicembre 2008 alle 19:21

    concordo su tutto, soprattutto sull’imbastrdimento della serie e l’esere diventato tutto quello che una volta criticava.
    nel frattempo, cari auguri.
    alla prossima

  2. Cinemasema 25 dicembre 2008 alle 0:32

    Purtroppo ancora non ho cominciato a seguire un serial tv. Sono recidivo 😉

    Buon Natale!

  3. MrDAVIS 25 dicembre 2008 alle 20:45

    Io è dalla quarta che sento tanta tanta puzza..dopo la parentesi macellaio ho visto un calo enorme nella serie.Tuttavia ci ricasco sempre e vista l ultima puntata coem è finita: NON VEDO L ORA ARRIVA LA NUOVA STAGIONEEEEEEEEEEEE!

  4. Ale55andra 27 dicembre 2008 alle 15:40

    Ahah! Mi dispiace dirlo ma: te l’avevo detto!!!

  5. NoodlesD 28 dicembre 2008 alle 11:23

    Davis, hai ragione, uno dice no siamo alla frutta eppure… vuoi continuare a seguirlo! E’ una droga

    Ale55andra, hai ragione, e me lo disse anche Iggy; speravo di darvi torto e invece…

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