Noodles Journal

Solo il mio modo di vedere le cose

Racconto di Natale (Un conte de Noël, Arnaud Desplechin, 2008)

Poco più di tre giorni condensati in due ore e mezza in un giro di vite di famigliari riuniti per le feste attorno alla tavola e al (probabile) capezzale di una madre a rischio di vita. Ma nonostante la trama, Desplechin bandisce del tutto il melodramma, calando la sua materia in un’algida nube tipicamente francese e trova in Catherine Denevue, matriarca un po’ fredda, la sua interprete perfetta, simbolo vivente di femminilità cinematografica altera e distante. Intorno a lei un cast che vede il meglio del cinema d’oltralpe, a cominciare da Mathieu Amalric, certamente il migliore: il duetto-scontro perenne tra lui e la sorella interpretata da Anne Consigny è tutto giocato sul non detto e sull’acrimonia mai esplicitamente motivata.
Desplechin avvicina i personaggi uno ad uno, alternandone i punti di vista, per far sì che lo spettatore entri lentamente in questa famiglia e ne comprenda le dinamiche poco a poco, calandolo letteralmente all’interno del film attraverso il personaggio di Emmanuelle Devos, nuova fidanzata di Amalric, e unica “esterna” al milieu familiare. Guardando a Bergman il film predilige i tempi lunghi, senza che la narrazione ne risenta, e la teatralità del monologo (con tanto di sguardo in macchina dell’attore), per lasciare che i suoi personaggi si confessino direttamente, molto “francesemente”, allo spettatore, rivelando pulsioni e segreti.
Il midollo da donare alla madre terminale, la ricerca del donatore è la metafora più interessante del film: sarà necessario infatti andare al midollo dei rapporti, degli animi, per portare in superficie oscurità e fraintendimenti dei rapporti, senza per questo poter risolverli tutti: le rinunce del passato non possono sovrapporsi alla tranquillità di un focolare del presente, un sentimento congelato nel tempo può sciogliersi solo una notte, trovando uno spicchio d’appagamento destinato a morire il mattino successivo. Desplechin interseca i destini di tutti i componenti della famiglia, mescolando storie e rapporti, recuperi e aborti in una tranche de vie comune che, come ogni racconto natalizio che si rispetti, può avere una sola risoluzione; ma senza che la chiosa suoni in nessun modo scontata né tanto meno melensa.

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7 risposte a “Racconto di Natale (Un conte de Noël, Arnaud Desplechin, 2008)

  1. NoodlesD 16 dicembre 2008 alle 19:44

    http://cineb[..] Racconto di Natale Noodles [..]

  2. souffle 16 dicembre 2008 alle 21:45

    sono veramente felice che ti sia piaciuto tanto questo film.
    Io lo ho adorato.
    Ho pensato vedendolo che secondo Desplechin l’amore profondo si esprime solo attraverso un odio lancinante. E la cosa mi ha inquietato non poco, perchè la ho sentita come vera.

    Un abbraccio.

  3. AlDirektor 16 dicembre 2008 alle 22:20

    Oh, ho un motivo di più per cercare di recuperare questo film. Grazie delle tue recensioni. Come al solito grandiose.

  4. NoodlesD 17 dicembre 2008 alle 2:25

    souffle, è vero, è abbastanza inquietante quando ti accorgi che è molto più… realistica di quanto si crede di primo acchito.

    al, grazie

  5. cinescopio 19 dicembre 2008 alle 15:00

    stasera voglio vederlo, oggi giornata serena e dato che ho sentito parlare cosi bene di questo film, stasera mi rilasso un po
    buonagiornata
    ely

  6. Cinemasema 21 dicembre 2008 alle 11:07

    Leggendo questa tua interessante e affascinante recensione sono curiosissimo di vedere questo film che sembra molto bello.

  7. Ale55andra 22 dicembre 2008 alle 11:14

    In effetti, il commento di souffle che ha centrato forse l’assunto principale della pellicola, da modo di pensare…

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