Noodles Journal

Solo il mio modo di vedere le cose

True Blood (S01)


Le produzioni di Alan Ball si interessano sempre dell’eterno binomio apparenza/realtà, così il tema dei vampiri in True Blood ha un valore soprattutto sociologico. Siamo in un futuro prossimissimo, quando ormai l’esistenza dei vampiri è accertata da due anni e i non-morti vivono tra gli umani alla luce del sole (si fa per dire). Con la proliferazione odierna di un mito, va detto, mai tramontato (ironia della sorte, eh? per dei notturni), la neonata creatura americana ha almeno il sano semplicismo di non inventarsi chissà quali modifiche alla nuce originaria. Così i vampiri non possono uscire al sole, dormono nella terra, possono vampirizzare gli umani, rappresentano il classico binomio Eros/Thanatos… ma l’elemento balliano emerge nel nettare ematico venduto in bottiglie uguali a quelle della birra, con tanto di marchio registrato (True blood, appunto), l’orrore imbottigliato nell’ossessione mercificatoria e, soprattutto, normalizzatoria di quella stessa società che trasformava l’elaborazione del lutto in una cerimonia con tanto di banchetto e scelta di colori per la bara.
Certo, True Blood non è al livello di Six feet under, ma sarebbe ingiusto fare sempre dei paragoni. Specie se la nuova serie ha quel magnifico fiore all’occhiello che è l’ambientazione in una cittadina del profondo sud americano, ancora carico di leggende, di arretratezze culturali e mitiche, un sud accaldato e stagnante, ad alto tasso afroamericano (Tara Thornton mi sconvolge gli ormoni), che partorisce freak di vario genere (la stessa protagonista Sookie, alias Anna Paquin, può ascoltare i pensieri delle persone), e falsi perbenismi, vite doppie, tra apparenti condanne ai mostri e loro notturna ricerca.
L’unico rischio è quello di una certe ripetitività, specie nella seconda parte della sagione c’è, e l’ultima puntata vorrebbe svela l’identità del killer in modo assai maldestro; o meglio, sembra volerlo suggerire abbastanza evidentemente e poi voler anche creare suspense quando ormai lo spettatore già sa. Delle due, l’una.
Però, as usually, i titoli di testa sono una ficata.
Pensavo poi a questo tema del sangue, ormai imperante nella tv americana, eh? Sì sì, lo sapete a cosa mi riferisco ma non lo nomino se no dite che sono ripetitivo. Tanto più che mancano poche ore ormai all’uscita del cofanetto.

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7 risposte a “True Blood (S01)

  1. Iggy 30 novembre 2008 alle 21:06

    Noodles ti voglio bene! ^^

    Per me, parlando di novità, questa è la serie dell’anno. Vi ho ritrovato una vigore narrativo così affascinante che ad ogni puntata venivo assorbito nelle trame di Bon Temps manco fossi stato ammaliato dai vampiri! Tara è un personaggio grandioso (parliamo delle sequenze degli esorcismi!) e sul finale ho un mio punto di vista: c’è un certo gusto Hitchochiano nel fornire allo spettatore gli elementi per capire subito le cose, ma il bello è assistere a cosa combinano i personaggi ignari. I suggerimenti sono più per loro che per noi, ecco! Per il resto daccordo su tutto!

  2. Iggy 30 novembre 2008 alle 21:11

    Ah, intendi cofanetto italiano!?!?! Dimmi tutto perchè non ne so niente!!

  3. latendarossa 1 dicembre 2008 alle 15:13

    Dici bene: i titoli di testa sono veramente fantastici, sia per la sequenza di scene che per l’accostamento musicale ecc. ecc.
    Non conosco questa serie, ma mi domando se verrà un tempo nel quale anche in Italia si produrranno – anziché le solite fiction con preti, papi, carabinieri, poliziotti, marescialli, pompieri, dottorini fichissimi ecc. – delle robe del genere, che so, un true blood ambientato nel nostro Sud. La risposta è: probabilmente non le vedremo MAI. Sigh.

  4. NoodlesD 6 dicembre 2008 alle 18:31

    Iggy, forse a non convincermi è il fatto che hanno cstruito tutta la stagione sul mistero dell’assassino per poi rivelarlo, così ex abrubto, e solo a noi spettatori, invece di farcelo scoprire ATTRAVERSO i personaggi che indagavano… mi è sembrata una maldestra prova di velocizzazione.
    Per il cofanetto mi riferivo all’altra serie del sangue, eh. forse il riferimento non era chiarissimo. Insomma al signor D E X! (già comprata dal sottoscritto).

    tenda, no, non credo proprio. La nostra tv pratica solamente l’ottundimento; dove la tv americana è spesso (certo non tutte le serie sono pregevoli) ferocemente politically uncorrect,mette in discussione TV e società con grande sfrontatezza e soprattutto è scritta recitata e diretta da PROFESSIONISTI e non da manovalanza del GF.

  5. MrDAVIS 7 dicembre 2008 alle 12:27

    L ho divorata!!!!A me è piaciuta molto, nonostante il tema vampiresco non mi prenda quasi mai.
    Non vedo l ora arrivi la seconda stagione!

  6. Iggy 7 dicembre 2008 alle 22:46

    No Noodles, avevo capito parlassi di DEX! ^^ Lo devo prendere assolutamente..

  7. utente anonimo 11 dicembre 2008 alle 12:22

    ah dex dex!
    peccato sia finito..per ora..
    aspettando la 4′, la 5’…mioddio!
    Certo la 3′ si era ripresa bene nel finale, ma la 11 ci riporta indietro qualitativamente.
    Cioè, sono rimasti 8 puntate a cazzeggiare per poi accorgersi, alla penultima, che forse forse una o due puntate in più non avrebbero fatto male!
    Sbaglio?

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