Noodles Journal

Solo il mio modo di vedere le cose

Uomo nel buio, Paul Auster

L’ho aspettato per mesi, questo libro, ho visto l’intervista che Fazio ha fatto a Auster – e, lo dico ancora una volta, è sempre troppo figo, troppo divo, lo scrittore come categoria – dunque forse ho creato un’attesa troppo spasmodica. Uomo nel buio – che traduce quel Man in the dark dallo più spiccato pluri-senso originale – sembra un innesto tra le atmosfere riflessive di Follie di Brooklyn e i prediletti giochi metanarrativi. Tutto funziona bene per i primi tre quarti, anche se va detto che la struttura a vasi comunicanti tra realtà e fiction, tra autore e storia è a volte un pochetto telefonata, che è uno dei rischi cui vanno incontro alcune opere austeriane troppo scopertamente combinatorie. Ma il vero problema è quando questa storia nella storia si interrompe letteralmente ex abrupto. Ora, lo so che i difensori del postmoderno, del lambiccato e del cerebralismo giustificheranno subito: è l’irruzione della realtà che fa stoppare la fiction. Sissignore, ma che modi bruschi. Un conto è il senso, un altro è interrompere letteralmente una cosa perché ti sei scocciato o non sai più dove portarla e fai calare il deux ex machina della realtà. Che poi è una realtà un po’ prolissetta, con il nonno e la nipote che non lasciano niente al non detto e sproloquiano a 360° su tutto per (si ha la sensazione) informare il lettore, più che per parlare tra loro.
Intendiamoci, è un libro magnifico. Su anobii gli darei tre stello lo stesso, perché poi la scrittura – specie nella prima parte – è sempre sopraffina, il tocco resta, i paragrafi da segnarsi sul quadernetto pure, ma da austeriano convinto non posso. Fosse un altro soprassiederei pure, ma Auster non mi può fare questi giochetti, queste chiose un po’ frettolose e sperare di passarla, del tutto, liscia.

Annunci

5 risposte a “Uomo nel buio, Paul Auster

  1. honeyboy 24 ottobre 2008 alle 6:01

    non sono poi così d’accordo, caro
    anche se in generale ho anche io i miei dubbi (ma sono diversi)
    la parte con il nonno e la nipote è, a mio avviso, quella meglio riuscita
    “difensori del postmoderno, del lambiccato e del cerebralismo”
    hai dichiarato guerra ^^
    è mattino presto e devo andare via, sei fortunato… 🙂

  2. iosif 24 ottobre 2008 alle 9:48

    sto andando a prenderlo adesso. ma ho visto che nel 2008 è uscito anche “viaggi nello scriptorium”. sai cos’è?.

  3. NoodlesD 24 ottobre 2008 alle 17:56

    eh si sono sceso in guerra, che c’entra assai visto il tema. Secondo me sarebbe la meglio riuscita se non fosse per qualche passo falso nei dialoghi. Auster è sempre stato tutto tranne che melenso o scontato e qui qualche cedimento c’è secondo me.

    iosif, viaggi non l’ho letto, ma è un’opera “pirandelliana” a quanto ho letto, uno scrittore che dialoga con dei suoi personaggi…

  4. biancaneve 26 ottobre 2008 alle 21:26

    gioia,,,,non potevo anticipartelo prima…ma l’ho corretto io^^
    quando tempo fa ti domandavi se sarebbe uscito mai in italiano ;-D
    ahahahhh
    spero tu non abbia trovato refusiiiiiiiiiii
    bacilli e spic&spam

  5. NoodlesD 27 ottobre 2008 alle 21:17

    No. non c’erano refusi, brava bianca! 😀

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: