Noodles Journal

Solo il mio modo di vedere le cose

Spesso vado al megastore laFeltrinelli, in piazza dei Martiri, di mattina presto; approfitto del passaggio di mio zio (l’ebanista) che ha la bottega non molto lontano (un vicolo di via dei Mille). Quindi ci arrivo sempre presto, prima dell’apertura, che per qualche motivo, per quel negozio lì è decisa per le 10 anziché per il normale 8.30/9.00. Verso le nove e cinquanta, le dieci meno un quarto trovi già un gruppetto di persone che si ingrossa man mano che scorrono i minuti, diventa una calca, un branco di avidi lettori/ascoltatori/cineamatori che attende con spasmi evidenti di impazienza. Sembriamo atleti fermi sul via in attesa dello sparo dell’arbitro, quasi che una volta dentro i libri/cd/dvd ce li regalano, anziché venderceli.
Ogni volta che si avvicina alle porte uno dei commessi/e, anche se non è ancora d’ora d’apertura, ci alziamo tutti dalle panchine o ci avviciniamo alla vetrata come gallinacei in vista del fattore con la busta in mano, senza sapere se è piena o meno. Ci manca poco che ci mettiamo a beccare sul vetro. Capisco che tra la folla ci sono sempre dei ragazzi delle scuole, che hanno “fatto filone” e che dunque prima di tornare a casa per un’ora non sospetta devono spremersi queste ore in modo costruttivo. E quale migliore occasione che girovagare tra libri? ascoltare musica? sedersi al bar della Feltrinelli mentre si sfoglia un quotidiano? In un senso contorto si potrebbe dire che marinano la scuola per infilarsi comunque in un contesto ad alto tasso culturale… ma temo che la visione sia un po’ troppo ottimistica.

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6 risposte a “

  1. pickpocket83 23 ottobre 2008 alle 11:51

    Stessa identica scena al Megastore feltrinelliano barese di Via Melo. Filonisti inclusi. Purtroppo restano filonisti anche dentro… filonisti al pascolo. Più che altro approfittano della comoda seduta dei divanetti in pelle del negozio.

    Saluti 🙂

  2. NoodlesD 23 ottobre 2008 alle 14:39

    WD, dici eh?

    pickpocket, si hai ragione, molti lo usano solo come svago, ma non acquistano poi nulla. Però, ti dirò, che alle casse c’è poi quasi sempre folla…

  3. Cinemasema 23 ottobre 2008 alle 16:28

    Da me non saprei dirti, perché posso andare in libreria (Feltrinelli o altre) solo il pomeriggio. Quasi quasi una di queste mattine vado a vedere se capita la stessa cosa anche a Firenze.

  4. latendarossa 23 ottobre 2008 alle 21:49

    Io vivrei alla libreria Gulliver di p.zza della Repubblica a Firenze. Tre piani, bar interno, divani.
    Comunque ritengo che dopotutto, non entrare a scuola e andare alla Feltrinelli sia grandioso! Sempre meglio che rinchiudersi in sala giochi!

  5. NoodlesD 24 ottobre 2008 alle 1:13

    Cinemasema, be’ si ma credo sia simile il comportamento a qualsiasi latitudine italica.

    tenda, be’ si sempre meglio. Ma magari quelli ronzano lì ascoltando che so musica scadente o stando svaccati sui divani… concordo, l’idea di vivere in una libreria a più piani- con bar – è da nababbi.

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