Noodles Journal

Solo il mio modo di vedere le cose

The mist (id., Frank Darabont, 2008)

Frank Darabont in precedenza aveva lavorato sulle opere non horror del “Maestro”, c’era dunque da chiedersi cosa avrebbe tratto da una storia con mostri che assediano un supermercato emergendo dalla foschia. Il risultato è un interessante b-movie pieno di mostri diversi, che fa benissimo il suo sporco lavoro, ti fa saltare dalla sedia stendendo soprattutto un manto pressocché onnipresente di tensione, di attesa dell’apocalisse, più che ricorrere all’effetto sorpresa/sobbalzo continuo. Funziona un po’ meno quando tenta di allungare i tentacoli verso lo squarcio sociologico, rappresentando una serie di umani opposti fra loro, ognuno emulo di un atteggiamento topico del cinema di genere. E dunque abbiamo lo scettico, il padre di famiglia, il vecchio saggio, il redento, l’invasata religiosa (una Marcia Gay Harden brava e – come da copione – scassacoglioni come poche) che però eccede un po’ troppo nel suo fervore finendo col diventare un’insopportabile caricatura…
Ecco, qui mi ha convinto meno il film per il suo sociologismo spicciolo, quando vuole cioè versare in delle figurine bidimensionali (che vanno benissimo per un film horror volutamente citazionista verso il B-movie) concetti politici troppo ingombranti, sparandoglieli nel cervello con troppa violenza, tanto che finiscono, letteralmente, per fargli gonfiare la testa. Non gioca benissimo le sue carte, ad esempio, quando anticipa nei dialoghi ciò che avverrà dopo, trasformando i personaggi in pedine inanimate di un processo hobbesiano un po’ troppo scoperto.
Ma c’è la tensione, ci sono i mostri spesso volutamente “finti”, e c’è quel crudelissimo twist finale. Avevo letto in varie recensioni della chiosa molto più bastarda rispetto a quella pacificatoria di King (non ho letto il racconto), e durante tutta la proiezione facevo lo spaccone dicendo ah sì già ho capito come finisce, e invece mi ha sorpreso. Anche di più. Perché mi ha sorpreso quando ero convintissimo di non essere sorpreso. È una zampata beffarda che lega il film a quegli horror dei 70s e trasforma l’orrore del visivo in orrore della nebbia di ciò che resta e resterà per sempre come una macchia nel cuore.

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9 risposte a “The mist (id., Frank Darabont, 2008)

  1. Ale55andra 15 ottobre 2008 alle 10:24

    Eh si, quel finale ti lascia davvero a bocca aperta. Perlomeno io sono rimasta intontinta sinceramente. Per il resto concordiamo alla grande.

  2. utente anonimo 15 ottobre 2008 alle 10:45

    per quanto mi ricordo io, il racconto è come tu hai descritto il film… cioè, tensione tensione tensione, e in realtà poco altro ^^’
    -daria

  3. souffle 15 ottobre 2008 alle 10:57

    hai segnalato bene le note dolenti del film, credo che la maggiore differenza coi b-movie anni ’70 sia effettivamente questo tono predicatorio un po’ troppo scoperto e personaggi sfacciatamente bidimensionali.
    Un saluto.

  4. NoodlesD 16 ottobre 2008 alle 11:49

    Ale55andra, ha colpito anche me, soprattutto perchè ero convinto di avera capito invece come andava a finire…

    daria, no sul finale – che non ho citato – la questione credo sia diversa. Intendo proprio come far finire il racconto…

    souffle, esatto, il predicozzo è inammissibile. I personaggi bidimensionali facevano bene il loro lavoro senza quel predicozzo.

  5. utente anonimo 16 ottobre 2008 alle 20:31

    A me quel che non ha convinto del film sono le sequenze in cui i dialoghi diventano involontariamente (credo involontariamente) comici.

    Invece ho trovato ben sviluppate sia la componente più prettamente horror che quella sociologico/politica.

    Sul finale… sarò strano io, però ho iniziato a intuirlo quando sono ancora tutti in auto che decidono il da farsi.

    Ciao,
    Mr. Hamlin

  6. Cinemasema 17 ottobre 2008 alle 15:32

    A questo punto me lo devo segnare (se non riuscirò a vederlo al cinema cercherò di recuperarlo), perché sembra un film atipico (almeno in parte) anche se quella dei “mostri nella nebbia” è un’idea molto sfruttata.

  7. Cinedelia 18 ottobre 2008 alle 16:19

    SPOILER

    Però, quando esce dalla macchina dopo aver ucciso tutti, il finale lo capisci eccome…:)

    FINE SPOILER

    Cmq grandissimo film, erano secoli che non provavo tanta tensione…

  8. NoodlesD 18 ottobre 2008 alle 18:49

    Hamlin, be’ si abbiamo notato la stessa cosa (sul riuscito/meno riuscito).

    cinema, vai vai, merita la visione

    cinedelia, be’ SPOILER
    io avevo pensato a un finale come dire desolato, lui che attende i mostri, diciamo così. In questo senso avevo pensato il “bastardo” che molti citavano. FINE SPOILER.

  9. parachimy 19 ottobre 2008 alle 18:48

    Un film che mi ha colpito davvero moltissimo… leggendo in giro mi aspettavo un gran finale, ma quello che ho visto sullo schermo mi sconvolto più di quanto pensassi…
    finalmente un horror come si deve.

    Un saluto

    Chimy

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