Noodles Journal

Solo il mio modo di vedere le cose

Pushing daisies S01


Con una messinscena fieramente naif, che pare uscita da un film di Burton (quello di Big fish, in particolare), e una voce narrante dall’ostentato tono british (voglio proprio sentire come la doppieranno da noi brrr), Pushing daisies si spaccia subito per essere una fiaba moderna, ironica e dark, con una storia d’amore “impossibile” insieme classica e originalissima. Persino le trame “gialle” di ogni episodio trovano la loro conclusione quasi sempre in modo pretestuoso; ma visto il rinvenimento (delle persone) con cui nascono, non c’è da stupirsi. Senza nulla togliere ai protagonisti, la mia simpatia va soprattutto ai comprimari: a quel puffo di donna che risponde al nome di Olive Snook che mi fa ammazzare dalle risate, sintesi di bionda un po’ oca dalla vocina stridula (voglio proprio sentire…) ma che si scopre sin da subito come personaggio a tutto tondo e libero da stereotipi più vieti; e Emerson Cod col suo cinismo a tutto spiano e le freddure che sgancia in totale opposizione alla zuccherosa caramellosità dell’ambiente.
Grazie a lui, per la segnalazione.

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14 risposte a “Pushing daisies S01

  1. Ale55andra 10 ottobre 2008 alle 11:25

    Emerson Code!!! Miticissimo!!! Per non parlare di lei, grandissima Olive!!! Adoro questo telefilm, ho da poco cominciato a guardare la seconda stagione.

  2. honeyboy 10 ottobre 2008 alle 21:45

    la posseggo, la guarderò il prima possibile!

  3. MrDAVIS 11 ottobre 2008 alle 11:42

    Bellissima!!!!!Ormai sono addicted da mesi e ora sto guardando la seconda stagione (prima puntata m-e-r-a-v-i-g-l-i-o-s-a!!!!!!).Olive superstar!!!!!!

  4. Iggy 13 ottobre 2008 alle 8:31

    Ma grazie a te per aver accolto il consiglio! ^^

    Dai, è impossibile non perdere la testa per questo telefilm. Ogni puntata è il tassello di un puzzle affollato da mille dettagli, una gioia per gli occhi e intrattenimento intelligente! Vero, al di là dell’indubbio valore formale sono proprio i personaggi il fiore all’occhiello di Pushing Daisies, con le loro nevrosi, le loro esagerazioni, le loro paure: non ce n’è uno che manderei a casa! E poi, incredibile come un prodotto sotto alcuni aspetti molto classico (i riferimenti al cinema anni 50 e non solo sono tantissimi) diventi in realtà uno dei pochi veramente innovativi di questi ultimi anni!

  5. souffle 13 ottobre 2008 alle 11:32

    molto interessante. ne avevo già sentito parlare. Ora me la segno senz’altro. Un saluto.

  6. NoodlesD 13 ottobre 2008 alle 14:04

    Ale, si anche la seconda sta andando bene…

    honey, facci sapere 😉

    Davis, Olive for president! LOL

    Iggy, esatto, è quello l’aspetto più curiosamente innovativo. Non te l’aspetteresti, a prima vista sembrerebbe un’operazione di antiquariato cinefilo, invece è in realtà di un modernismo eccezionale.

    souffle, vale vale.

  7. MrDAVIS 13 ottobre 2008 alle 20:29

    ahhhhhhhhhhhhhhh..che header!!!!!!!!!!!!!Piuuuuuura!!!!!

  8. NoodlesD 13 ottobre 2008 alle 21:38

    grazie grazie, tutto merito della mia bravissima amica-sorè in queste cose fotoscioppiche! 😀

  9. utente anonimo 14 ottobre 2008 alle 0:30

    Caro Noodles,
    forse ti ricorderai di me per Insegna Provvisoria. Sono appena stato a vedere il film di Spike Lee e, come promesso, ecco che ti dico quel che me ne è parso.
    Allora: sarà che ormai ero pronto al peggio, ma non è male come ne dicono in giro. Mi è sembrato un progetto potenzialmente interessante, spesso totalmente fuori dalle corde di Lee, eppure gestito con un certo fervore che a tratti svacca ma a tratti produce anche scene di inaspettata beltà. Ed è anzi un peccato che l’argomento più originale, ossia il trattamento dei neri nell’esercito, chiaramente quello che più interessa a Lee, sia trattato in maniera efficace e con una drasticità spaventosa, almeno finché non viene praticamente abbandonato per dedicarsi a un brutto e noioso misticismo caramellato con un bambino e un gigante buono. Poi iniziano a sparare tutti.

    Insomma, sbagliato ma ammirevole, tranne il finale che è sbagliato e basta. La Cervi c’ha le tette di fuori.

    Il pubblico riconosceva le location e le commentava a voce medio-alta; e vedere un film del genere qui è un po’ come vedere Ombre Rosse nella Monument Valley. Il mio amico compare per un attimo. La formazione rocciosa che nel film è detta “L’uomo che dorme” si chiama in realtà “L’uomo morto” e lo si può vedere anche da qui vicino. Le signore dietro di me conoscevano la famiglia del bambino protagonista (“somiglia tutto il su’ babbo”). Peccato però che sia sceso il gelo quando ci si è resi conto che hanno fatto parlare in FIORENTINO un paese dell’alta val di serchio. Imperdonabile e offensivo!

    buonanotte!
    Lorenzo

  10. SumireNoHasu 14 ottobre 2008 alle 11:38

    -non c’entra con il post.. complimenti a Fra! 😀 –

  11. utente anonimo 14 ottobre 2008 alle 11:57

    PS: e ci sono almeno due brevi pezzi da maestro che mettono prepotentemente in mostra quanto cazzo sia bravo Lee non appena fa qualcosa che è anche solo tangenzialmente nelle sue corde.

  12. Iggy 14 ottobre 2008 alle 12:42

    Header dell’anno!!! ^^

  13. NoodlesD 14 ottobre 2008 alle 21:41

    Lorenzo, innanzittutto grazie per esserti preso il disturbo di tornare sino a questi lidi per raccontarci in diretta l’esperienza leeana. Devo dire che la tua recensione eterodiretta mi convince ormai quasi totalmente a lasciar perdere (anche perché ci sono troppi titoli ancora da recuperare e altri che arrivano venerdì). A me mancherebbe anche la tua curiosità topografica e quella di scandagliare i fotogrammi per riconoscere qualche volto noto. Quindi mi sa che lo aspetto in home video, il nostro ultimo Spike. (E poi ultimamente ho troppo rispetto per Lee, per rischiare un contraccolpo parzialmente negativo).

    socc, una genia quella sorella.

    Iggy, troppo buono!!!

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