Noodles Journal

Solo il mio modo di vedere le cose

Redacted, Brian De Palma, 2007

A pochi giorni dall’arrivo in Italia dell’autoremake hanekiano, ma pensando anche ai remake “filologici” di Van Sant o più personali come quelli di Jackson, verrebbe da fare un discorso complesso su questa nuova tendenza del cinema (americano). Cui però il vostro non dedicherà altre righe. Anche perché Redacted ha si una trama identica a quella del bellissimo Vittime di guerra, nelle sue linee generali, ma è al tempo stesso anche un film completamente diverso. La “classicità”, anche emozionale, del film sul Vietnam viene prosciugata qui in una riflessione sull’eterodiretto che rende Redacted un film assai più ambizioso e soprattutto più programmatico. La storia dei soldati in Iraq più che (o oltre che) un attacco polemico all’amministrazione Bush diventa il perno cui De Palma avvita la sua riflessione sulla pluralità dei mezzi di comunicazione, e dunque sulle influenze che essi hanno sul cinema, trasformandolo. Ed è in questo che il film raggiunge la sua vetta, incrociando al meglio la predilezione (e la maestria) di De Palma per il visivo, la sua ossessione per l’immagine in sé e il gusto barocco che unisce materiali diversi mescolando finti documentari, finte interviste, finti telegiornali, per far emergere, tuttavia, dalla finzione la verità. Forse. Visto che essa sembra sfuggirci anche di più quanto più la registriamo.
Eppure Redacted è, pur nel suo esasperato sperimentalismo, ancora cinema potentissimo e coinvolgente. Mai freddo, mai semplice compitino sulla visione. Ne è prova quel (finto) documentario francese, che apre il film mostrando scenario e attori del dramma, sottolineato dalla Sarabanda di Händel. Il miracolo si compie sotto i nostri occhi riempiti di immagini di altissima bellezza anche se registrano uno scenario sconvolgente e sconvolto. Qui la regia di De Palma, nella sua apparenza più “professionale” può aprirsi in un crescendo magnifico, proprio quando cita e imita – al meglio – il racconto documentaristico – il frequente uso dello zoom, una delle scelte-base di Barry Lyndon, una citazione complessa dunque, che investe più segni, come la Sarabanda che al suo naturale andamento marziale assomma – specie in un racconto cinematografico – l’accentuazione mortuaria della rilettura kubrickiana. E dov’è che la morte impera se non in Iraq. Uno dei protagonisti lo dice apertamente: «Ovunque ti volti, è Morte da ogni dove».
De Palma si chiede se siamo anche di fronte alla morte dell’immagine, non per carenza, ovviamente, ma au contraire per esubero. Talmente tanti punti di vista che la realtà esplode in mille pezzi finendo col diventare frammentaria e irricomponibile. Il riferimento a Peckinpah mi sembra stia anche in questo, oltre che in quella citazione diretta, visiva, all’inizio: uno scorpione assalito dalla formiche. Allora (il West, la fine dei Sessanta) come oggi l’America è un colosso che rischia di farsi mangiare dalla sua stessa ingorda opulenza, invadendo senza ritegno i nugoli di “formiche” straniere in nome di un’ottusa quanto fatale arroganza.
Permettetemi una banalità: Ang gli ha scippato il Leone giallo, non ci sono cazzi.

Annunci

11 risposte a “Redacted, Brian De Palma, 2007

  1. UnoDiPassaggio 7 luglio 2008 alle 0:40

    L’ho visto qualche mese fa e non sono riuscito a scriverne nulla. Potente e controverso. Ad essere stato scippato come e forse più di De Palma è anche Kechiche, mi piace ricordare.

  2. WilliamDollace 7 luglio 2008 alle 10:59

    ce l’ho ma ancora non l’ho visto. ho paura.

  3. latendarossa 7 luglio 2008 alle 14:29

    La tendenza alla citazione ossessiva e al rifacimento, più o meno tale, mi preoccupa quando l’autore cita se stesso, rifa cioè una sua precedenza opera…

  4. Ale55andra 7 luglio 2008 alle 16:24

    Un film di una potenza comunicativa mastodontica.

  5. countryfeedback 7 luglio 2008 alle 18:47

    Lo puoi dire bene che Lee ha rubato… Un film definitivo.

  6. gbanks 7 luglio 2008 alle 23:36

    opera eccezionale.
    complessa sotto ogni punto di vista, come hai ben descritto tu.
    secondo me una delle sequenze chiave è quella in cui viene rapito il film-maker amatore (è una specie di rivendicazione depalmiana del controllo delle immagini che spetta solo a lui, al regista, al demiurgo che sta dietro la macchina da presa).
    nonostante l’impegno civile, secondo me l’iraq passa persino in secondo piano: del tipo che non è un film sull’iraq, ma un film che si pone il problema di come farlo, un film sull’iraq.

  7. Cinemasema 8 luglio 2008 alle 23:27

    Me lo sono procurato e non l’ho ancora visto perché non ho trovato un giorno “tranquillo” (in cui niente deve “accadere”) per vederlo. L’emozione è forte e la tua ottima recensione aumenta la mia ansia.

  8. NoodlesD 9 luglio 2008 alle 16:38

    UdP, Kechine non l’ho visto 😦

    William, ne hai motivo!

    tenda, a volte può essere interessante, eh, dipende dall’idea che ci sta dietro e dalla sua realizzazione effettiva, ovvio.

    ale, ben detto.

    country, io glielo rifregherei.

    gbanks, senza dubbio. il j’accuse è in fondo il macguffin di De Palma in questo caso.

    cinema, aspetto di sapere allora della tua visione.

  9. unonn 10 luglio 2008 alle 0:37

    Ma è disponibile a noleggio, almeno?

  10. Iggy 11 luglio 2008 alle 18:02

    Visto pochi giorni fa e posso dire senza pentirmene che questo è il film sulla guerra della nostra generazione! Non sfigura affatto davanti a capolavori come Apocalypse Now e Full Metal Jacket. Enorme, nel riflettere su cosa intendiamo per realtà e verità che seppur minuziosamente descritta non sarà mai come chi l’ha vissuta in prima persona. La chiusura del film mi ha sconvolto.

  11. NoodlesD 12 luglio 2008 alle 15:43

    “questo è il film sulla guerra della nostra generazione”
    concordo a pieno.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: