Noodles Journal

Solo il mio modo di vedere le cose

Circolo chiuso, Jonathan Coe

Che Coe sia un abilissimo intrecciatore di destini lo sappiamo, e lo sa bene pure lui; ma qui se ne è convinto troppo. Ed è un peccato, un grandissimo peccato; perché per quanto riguarda i personaggi si ritrova qui il pathos che li aveva caratterizzati ne La banda dei brocchi. In particolare per Benjamin, personaggio che ho empatizzato più di tutti: la sua caduta, la svolta misera della sua vita, la mancata realizzazione sono tutti elementi che me lo hanno fatto sentire inquietantemente vicino, così come ero stato terrorizzato di fronte alla parabola discendente di un altro Benjamin.
Ma Coe chiede troppo ai suoi lettori, specie nelle ultime battute del romanzo, dove pretenderebbe di risolvere in venti pagine tutti i misteri (o – in precedenza – svelare il mistero delle sorti di Miriam in modo del tutto pretestuoso, una revolverata in faccia al lettore). L’uso indiscriminato dell’agnizione poteva essere accettato nell’atellana ma qui diventa un autogoal sarcastico che mi ha fatto letteralmente scoppiare a ridere di fronte a una rivelazione genetica. Troppo pilotato, troppe coincidenze, troppa voglia di chiudere il cerchio, troppo deus ex machina, fatto scendere sul palco con una corda così spessa che è impensabile che il lettore non la veda.
E in più, a fianco a questo, l’abuso dell’effetto troy-mclure: ogni due tre pagine c’era un personaggio che rispuntava dal passato e diceva forse vi ricorderete di me per l’evento della piscina, o peggio personaggi che andavano avanti a rievocare fatti del passato (dai Brocchi) che hanno il grave difetto di non diventare mai letteratura, ma solo un irritante bignami del capitolo precedente (ben noto ai lettori). Mi duole proprio dirlo, non fosse stato per quelle ultime pagine la sufficienza piena e anche con lode, gliel’avrei concessa. Ma di fronte a quella curva a gomito della logica narrativa resto un po’ perplesso.

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5 risposte a “Circolo chiuso, Jonathan Coe

  1. blueOrchid2006 30 giugno 2008 alle 7:55

    di Coe ho letto solo La casa del sonno (che mi è piaciuto molto) e L’amore non guasta.

  2. AmnesiaNo 30 giugno 2008 alle 8:19

    passando per caso di qui, trovo conferma della mia ritrosia nell’affrontare il seguito della Banda dei Brocchi, libro che avevo trovato gustoso..
    A volte i sequel trasudano diffidenza..

    un saluto

    n.

  3. Geakaren 30 giugno 2008 alle 8:45

    che coincidenza, questo libro, l’ho preso in mano proprio ieri sera!

  4. MissPascal 2 luglio 2008 alle 19:28

    noodles, te lo avevo già messo in classifica, lo sai che mi piace.
    😉

  5. MissBlum 4 luglio 2008 alle 21:51

    Aaaahh, e vedi che è arrivato il momento di andare d’accordo? Anche a me non era piaciuto, per gli stessi tuoi motivi.

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