Noodles Journal

Solo il mio modo di vedere le cose

Il treno per il Darjeeling (The Darjeeling Limited, Wes Anderson, 2007)

Ultimamente ho un’idiosincrasia violenta verso ogni forma di recensione. Non riesco più ad articolare un pensiero coerente in un post su un libro, film, o quant’altro. Ho visto il film venerdì pomeriggio e ancora non ho trovato un’idea per scriverne. E, vi dico, batto una serie di parole qua senza sapere dove diavolo sto andando a parare. Sarà il tempo, sarà che oggi sono stato a un’ennesima convocazione per supplenza e per la terza volta avevo più di un candidato davanti a me e dunque me ne son tornato da dove ero venuto mogio mogio. Sarà che ho attraversato un due settimane di scazzo, i cui effetti ancora perdurano; o che son impegnato ad ascoltare l’ultimo album di Madonna (che più lo ascolto, più ne resto invischiato).
Ma basta ciance. Sulla connection gli ho dato tre pallette e mezzo perché pur essendomi piaciuto e non avendo alcuna lamentela, al tempo stesso ho la sensazione che il cinema di Anderson – che, va detto, ha personalità in ogni fotogramma, questo è un dato di fatto – si regge spesso su una sorta di nulla o su una serie di stereotipi. Ora, è vero che sono manipolati con genialità dal Wessotto texano, che gli attori sono spettacolari, diretti con tale perizia che ti sembrano veri fratelli, anche se non si somigliano neanche per il ciuffo. E c’è quel corto iniziale che è una meraviglia. Ecco, per dire, anche se fossi entrato in sala per vedere solo Schwartzmann e la Portman che sulle note di Peter Sarsted amoreggiavano in calzini rigorosamente bianchi nella stanza dell’Hotel Chevalier, potevo anche uscirmene soddisfatto. E quell’accompagnamento musicale. Anderson è uomo di cinema a tutto tondo; sa come e cosa piazzare musicalmente sulla pellicola per farlo funzionare e farlo suonare come fosse la prima volta. Ci sono meno battute fulminanti (ma quella del treno che si è perso mi ha fatto ridere parecchio), la storia è più “realistica”, pur appartenendo al realismo andersoniano, alle sue famiglie esplose, che si muovono in contesti i cui confini oscillano sempre tra un realismo particolareggiatissimo e una sua reinvenzione autoriale tramite colori pastello.
Eppure non so cosa c’è che non va. Non c’è niente che non va, è solo che forse m’aspettavo qualcosa in più, perché era un film di Anderson. Ciò senza nulla togliere al suo altissimo risultato. Ma forse mi aspettavo gli alieni e gli alieni non sono arrivati. Tuttavia, se andassi ogni volta al cinema a vedere questo genere di film, sarei contentissimo. Magari a una seconda, prossima visione, e in inglese, chissà che il giudizio non salga. Succede spesso con i colossi come Anderson.

Ad ogni modo avrei potuto risparmiarmi la recensione, e rimandarvi direttamente da lui che ha scritto ciò che penso in modo in cui avrei saputo dire e col voto pure concordiamo.

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10 risposte a “Il treno per il Darjeeling (The Darjeeling Limited, Wes Anderson, 2007)

  1. MrDAVIS 5 maggio 2008 alle 20:04

    uhhh, a me invece è piaciuto moltissimo!!!!!!!!Mi sono commosso, ho sorriso e ho respirato i sapori e i colori dell’India!

  2. Flower86 5 maggio 2008 alle 20:47

    A me è piaciuto moltissimo.. se vuoi leggerlo ne ho scritto qualcosa anch’io.. E’ rientrato molto velocemente tra i miei film preferiti, e lo considero forse il più bello di Wes Anderson, regista che ammiro molto!

  3. latendarossa 5 maggio 2008 alle 21:32

    Sei il terzo blogger che parla di questo film!!! Ho capitoo dovrò andare a vederloo 😀

  4. ClaudioCasaz 6 maggio 2008 alle 12:51

    condivido quasi totalmente, io da ieri sera provo a capire cosa non mi ha convinto fino in fondo…

  5. Ale55andra 6 maggio 2008 alle 13:32

    Io mi accodo a Davis, mi è piaciuto davvero moltissimo!!

  6. Cinemasema 7 maggio 2008 alle 8:01

    E’ piaciuto anche a me, però anch’io ho difficoltà a scriverne. Sto lasciando scorrere il film nella mia mente ancora per un po’ prima della mia recensione.

  7. Iggy 7 maggio 2008 alle 22:42

    Nood! Secondo me ad una seconda visione capitolerai. Mi sembra ci siano i presupposti affinchè questo avvenga! ^^

  8. NoodlesD 7 maggio 2008 alle 23:58

    Iggy, in effetti è molto probabile. E lo spero anche. Anche perché ripeto, non è che non mi sia piaciuto eh.

  9. bagar 8 maggio 2008 alle 16:10

    Solo per dirti che tutte le volte che visito il tuo blog e vedo le foto di Totò ed Eduardo, Troisi, tutte le volte che pensa a Sergio Leone e a C’era una volta in America, ho un sobbalzo. E poi leggo che ti piace anche Auster…

  10. latendarossa 11 maggio 2008 alle 19:52

    http://tenda[..] Train de vie. Questo pomeriggio, sfidando il cielo plumbeo, sono andato al cinema a vederedi Wes Anderson. Avevo letto 3 diversi resoconti di questo film: uno entusiasta, di Missblum, uno positivo ma con qualche riserva di Noodles, infine quello di Mel [..]

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