Noodles Journal

Solo il mio modo di vedere le cose

Before the devil knows you’re dead (Sidney Lumet, 2007)

Prima di dire qualsiasi cosa, lo confesso: a questo giro sono partigiano in modo disgustoso. Lumet è uno dei registi artefici della mia passione per il cinema (e il cinema americano). Le sue opere degli anni 70 potrebbero essere la mia celluloide quotidiana (e uno di quei titoli è da sempre nella mia top). Il piacere dunque nel constatare che superati gli ottanta il regista non solo sia ancora in formissima ma che abbia ancora voglia di sperimentare e osare (col digitale, anche), non può che farmi danzare sotto la pioggia. Prende una storia già vista ma la spezza e la fa ripartire più volte grazie a un geniale montaggio a incastro delle prospettive e del tempo che non mira tanto a confondere lo spettatore ma piuttosto a far emergere lentamente il nero che si spande in una normale famiglia newyorkese. E ci riesce benissimo, con un ritmo via via sempre più incalzante fino allo scioglimento finale (che però non scioglie tutto, perché la vita «non conclude»). Se Woody Allen guarda alla tragedia classica, il riferimento più diretto di Lumet è il teatro elisabettiano, coi suoi intrighi sanguinario-familiari; fedele alla sua scuola il regista racconta ancora una volta una storia di uomini, e a farne (un po’) le spese è il personaggio della Tomei (che pure però in quei frangenti in cui appare è perfetta, anche perché ha un certo numero di nudi e capirete la cosa ci fa piacere essendo Marisa Tomei – ecco avrei evitato qualche nudo di Hoffman. Grand’attore per carità… ma nudo nun se po’ guardà). Il resto è un confronto tra leoni dai toni sommessi: Hoffman, Hawke, Finney. Before the devil knows you’re dead non cerca il melodramma, frena sapientemente le lacrime e la commozione, prediligendo l’affondo rapido che nello splendido finale si fa addirittura parossistico, eppure credibilissimo con i personaggi schiacciati da una pressione che ha raggiunto il suo acme. La metropoli, secondo Lumet, genera da sempre squilibri, e sono sempre gli uomini a pagarne le conseguenze, spesso artefici del proprio sciagurato destino.

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16 risposte a “Before the devil knows you’re dead (Sidney Lumet, 2007)

  1. DamnedFairy84 20 marzo 2008 alle 11:38

    Io sicuramente non l’ho visto con il tuo occhio esperto (di montaggio o di altre cose “tecniche” non ci capisco un tubo) ma devo dire che mi ha provocato un’insofferenza senza paragoni! La storia era avvincente ma secondo il mio modestissimo (e profano) parere, fatta male.

  2. Ale55andra 20 marzo 2008 alle 11:44

    Assolutamente d’accordo, soprattutto sul nudo di Hoffman! 😛

  3. Iggy 20 marzo 2008 alle 12:28

    Il nudo di Hoffman è utilissimo a ricordare che anche chi ha un’abbondanza di pancia può scopare. E il cinema spesso ci vuol far credere il contrario! :)) Comunque, film grandioso! Devo rivederlo al più presto in lingua originale!

  4. NoodlesD 20 marzo 2008 alle 13:18

    fairy, perché fatta male? L’insofferenza è proprio quello che il film cercava e se la ottiene ha centrato l’obiettivo no? 🙂

    Ale55andra & Iggy, sia chiaro era una notazione scherzosa. Non volevo asolutamente dire che il nudo era pretestuoso, ma solo esprimere un soggettivissimo “shock” :p Per fortuna che a equilibrare c’era quella gran gnoccolona della Marisa.

  5. Iggy 20 marzo 2008 alle 13:22

    La Tomei recita anche col corpo, hai ragione! ^^ Non è da tutte. Ecco, il suo doppiaggio per esempio è uno dei più brutti del film. Presente la “scena della valigia”? Mamma mia…

  6. NoodlesD 20 marzo 2008 alle 13:30

    uh sì, guarda volevo scriverlo poi mi sono frenato se no pare che dico sempre le stesse cose. Ma lei come la Atwell e le altre “dark ladies” del cinema americano odierno sono doppiate sempre à la cazzo proprio!

  7. countryfeedback 20 marzo 2008 alle 13:32

    Condivido in toto: un colpo da Maestro assestato da un Maestro.
    Ovazione.

  8. Edooo 20 marzo 2008 alle 17:24

    Sì sì grandissimo film. Sceneggiatura perfetta che spezza la vicenda come avviene per le anime dei protagonisti. Poi Lumet tiene un rtimo altissimo senza far respirare lo spettatore.

  9. honeyboy 20 marzo 2008 alle 22:32

    evvai, siamo d’accordo anche qui!

  10. Ale55andra 20 marzo 2008 alle 23:33

    Noodles, stavo scherzando anche io! Comunque concordo sul doppiaggio, la scena della Tomei quando lascia Hoffman era proprio da brividi di terrore…

  11. MrDAVIS 21 marzo 2008 alle 18:57

    Miii, quell’ uhhhhhhh detto dalla Tomei in quella scena mi ha provato un certo senso di “vabbè, ora faccio causa a chi ha dato la voce alla Marisa!!!”

    Film meraviglioso, una regia accattivante, riflessiva e profonda che muove personaggi di sicuro appeal, nonostante siano rozzi, vagabondi e sciagurati!Ethan Hawke grandissimo e Hoffman, beh Hoffman, è diventato a tutti gli effetti ciò che per anni riservavo solo al caro vecchio Jack Nicholson!!!!

  12. NoodlesD 23 marzo 2008 alle 16:49

    MrDavis, dici che si somigliano? In un certo senso hanno un certo atteggiamento luciferino, però Hoffman mi sembra più “umano” e “viscido” rispetto al ghigno mefistofelico di Jack. (che non è una critica, solo una differenza stilistica).

  13. MrDAVIS 23 marzo 2008 alle 18:33

    mmm..no no non volevo dier che si somigliano, solo che Hoffman sta piazzando una dietro l altra interpretazioni magistrali e spesso “negative”. Io solitamente dai persoanggi maschili nn rimango così preso, ma da lui ultimamente sempre…

  14. Cinemasema 24 marzo 2008 alle 0:43

    Spero di vederlo in settimana e non con il mio solito ritardo 😦

  15. gbanks 24 marzo 2008 alle 1:02

    lumet è rimasto molto elegante, anche se questo film (che ho rivisto dopo una prima visione alla festa del cinema) mi sembra abbia ben poco da dire.
    mi è sembrato un bell’impasto di clichè (di yuppies che si vanno a drogare in appartamenti con vista sul chrysler se ne sono visti a palate, e l’aggiunta dello spacciatore omosessuale è un iperbole…) – non ultima una certa fascinazione alleniana – che cerca di nobilitarsi con una struttura ad incastro tutt’altro che originale (mi viene in mente anche prospettive di un delitto).
    comunque, lumet continua a saperci fare (come del resto nichols), ma l’originalità dei suoi film degli anni settanta mi sembra davvero molto lontana.

  16. Cinedelia 31 marzo 2008 alle 10:07

    effettivamente Hoffman nudo (che fa sesso alla pecorina) è una cosa che ti segna…^^
    Il film comunque l’ho trovato meraviglioso…

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