Noodles Journal

Solo il mio modo di vedere le cose

Fm 35.00: note italiche (parte seconda)

Sono un neofita del gruppo, li ascolto da poco più di un mese e mezzo ma c’è già perfetta sintonia per il lato strumentale (tra me e la parte finale di Love affair s’è creato qualcosa di maGGGico che non saprei spiegare), un rock che affonda le sue radici nelle grandi esperienze del cantautorato italiano dei ’70 ma non rifiuta l’arpeggio orchestrale dei violini. Ho ancora qualche dubbio su quei testi che mi si parano dinanzi con un po’ di boria finto-autore, spesso confusa.
Nessun dubbio invece sulle interpretazioni di Rachele & Ciccio che spandono sulle note un’eleganza un po’ snob che ti fa venire voglia di metterti a fare il dandy per strada tutto tirato a lucido in un vestito attillato e con rigorosi occhiali a goccia nero fumo mentre sorseggi un Bacardi. E certo la mia attuale preferenza per un pezzo com L’aeroplano è merito della signorina Rachele, del suo registro roco e sensuale, tra i più originali del nostro attuale panorama canterino.

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14 risposte a “Fm 35.00: note italiche (parte seconda)

  1. Edooo 5 marzo 2008 alle 18:38

    Subito ero perplesso, poi dopo un bel po’ di ascolti mi ha preso. Bella l’aeroplano (Rachele è fantastica) ma la mia preferita del momento è Alfredo. Recuperare gli altri se questo ti è piaciuto: il Sussidiario… e la Malavita gli sono superiori secondo me.
    Un saluto

  2. latendarossa 5 marzo 2008 alle 23:20

    Mi incuriosiscono, hanno una poetica non-banale, alcune loro cose mi piacciono. Il loro cd potrebbe essere uno dei prossimi acquisti, ma 1) il fatto di essere stati recensiti su XL, nota rivista per fighetti, mi deprime un po’ 2) Rachele è bellissima, e sarà anche brava ma sorridesse un pelino di più (non c’è foto che non mostri sempre la stessa espressione arcigna)?

  3. MissBlum 6 marzo 2008 alle 0:09

    A me sai che invece sono le voci a non convincere troppo? A me l’aria dandy (sì sì, hai ragione, è proprio così) un pò fastidia.

  4. t3nshi 6 marzo 2008 alle 9:26

    Il mio pezzo preferito è Il liberismo ha i giorni contati (al secondo posto Andarsene così, un ottimo finale di cd!).
    Con questo disco i Baustelle hanno fatto un grande passo in avanti a livello di arrangiamenti e sono riusciti a rendere sempre omogenea la presenza delle due voci. A fine marzo andrò a vederli a Firenze, sono molto curioso.

  5. gaspad 6 marzo 2008 alle 10:58

    Casualità volle che lo stesso giorno, il mio socio postò la recensione dello stesso disco sul mio blog. Sono circondato da Baustelle questa mattina, ma già ne possiedo l’albumm e i biglietti per il concerto di Roma.
    Confermo che sono saliti di un gradino quanto a musicalità ed il segreto è nell’alternanza delle voci..anche se qualcuno dice che dal vivo calano alquanto..vi farò sapere..D.

  6. NoodlesD 6 marzo 2008 alle 14:04

    Edooo, per ora ho ascoltato questo e La moda del lento. La Malavita l’ho ascoltato solo un paio di volte.

    tenda, eh credo sia un atteggiamento ormai quel faccino un po’ incazzato. Si vede che ha capito che le sta bene ahah.

    miss, be’ ti fastidia perchè credo che molto del dandismo nasca proprio dalle voci

    t3nshi, il liberismo è una delle migliori canzoni, concordo 😉 Divertiti al concerto!

    gaspad, uno degli elementi che mi garbano di più è proprio l’alternarsi delle voci dei due cantanti.

  7. occhidaorientale 10 marzo 2008 alle 3:02

    non è mai troppo tardi per scoprire i baustelle, io li adoro! 🙂

  8. contenebbia 10 marzo 2008 alle 8:28

    Pure il Conte li adora, ma proprio tanto. E adoro pure la loro spocchia, il loro plateale dandysmo metropolitano: mi ricordan gli anni del Liceo, quando andavo a scuola col panciotto damascato e De Sade sotto braccio per far capire che io ero veramente alternativo e gli altri dei poveri pezzenti. Che tenerezza: personalmente trovo che sian cresciuti musicalmente, e che questa sia la loro opera più ambiziosa. Personali cult songs: “L’aeroplano”, “L” (sublime: sembra arrangiata da Bacalov!), “Antropophagus” (esempio calzante di humor secondo i canoni Baustelle.C’è persino una citazione dalla soundtack di Cannibal Holocaust) e “Alfredo”, bella e terribile.

  9. Raindog78 10 marzo 2008 alle 11:26

    Anche a me piacciono ….e tutto sommato l’ultimo regge il confronto con la malavita!

  10. NoodlesD 10 marzo 2008 alle 18:06

    Ero certo che il dandysmo era nelle tua corde, conte ahah. A me garba, in effetti; è che solo a volte quella spocchia mi pare più pseudo che vera.

  11. utente anonimo 14 marzo 2008 alle 19:04

    anche a me piacciono li ho scoperti con La Malavita che è un bel disco, questo invece non mi convince troppo…certo alcune canzoni sono interessanti per esempio Il liberismo ha i giorni contanti è una bella canzone e anche il singolo Charlie fa surf ti prende molto.
    cmq ancora non paragonabili agli Afterhours o ai Verdena o ancora ai Marlene, nella scena rock italiana.
    però sono sempre meglio di quella merda commerciale che ogni giorno invade radio televisioni ecc.

    Max

  12. LeonardHap 15 marzo 2008 alle 22:01

    Un disco niente male. Poi è uscito quello degli ELI a da allora non ascolto altro.

  13. gaspad 17 marzo 2008 alle 15:08

    non è pubblicità…solo per aggiornarvi sul concerto dei Baustelle. Ecco qui la recensione di una mia amica con mio susseguente commento

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