Noodles Journal

Solo il mio modo di vedere le cose

Certi bambini, Diego De Silva

Per un campanilista come me è curioso non leggere mai scrittori napoletani. Un controsenso che è stato piacevolmente abbattuto con la scoperta di De Silva, che al secondo romanzo affronta un tema difficile ad alto tasso di stereotipo come la criminilità minorile e pure non casca in nessun tranello, non cerca la facile commozione, è lucidissimo e freddo. Adotta un punto di vista semi-immerso, per porre un leggere distacco tra lui e il suo giovanissimo killer che, dopo l’omicidio iniziale, segue zavattinianamente attraverso il suo ritorno in metropolitana, intervallando le fermate con una sequenza di flashback che come scatole cinesi si riaprono ad altri squarci secondo un movimento temporale assai libero, per  riportare lentamente a galla motivazioni e “soluzioni” del “giallo”. Una volta si parlava di letteratura di impegno morale e civile. Ma Certi bambini è molto di più; è prima di tutto la rivelazione di una padronanza del mezzo letterario e dell’intreccio che ha davvero del miracoloso.

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