Noodles Journal

Solo il mio modo di vedere le cose

American Gangster, Ridley Scott

American gangster è un bel film, ma ci ha soddisfatti? Non proprio. La confezione di Scott è limpida, pregevole, inattaccabile, ma, come ha spesso scritto qualcuno, non aggiunge nulla, si siede un po’ troppo sugli allora, rubacchia un po’ qua e un po’ là ai film di genere, e a volte ruba pure male, tentando di rifare qualche sequenza magistrale e uscendo dal confronto con le ossa rotte. Parlo, ad esempio, di quel montaggio alternato accompagnato da rigorosa musica sacra che dovrebbe chiudere le fila della storia del gangster nero che presenzia a messa mentre i suoi scagnozzi fanno piazza pulita (ehi Michael, is you?) o dalla malsana idea di seguire il viaggio a stazioni della droga di Lucas con Across 110th street di Bobby Womack; o registi in lettura, qui vi si da un consiglio: mai e dico mai infilare nel vostro film – in una scena poi “tematicamente” simile (trasporto illegale) – una canzone già adoperata dal signor Q., specie se il signor Q. – il che è facile – l’ha usata in una delle sue sequenze più geniali, perché vi ha impresso sopra il suo marchio e ormai quella canzone è bruciata, è roba sua; qualsiasi riproposizione – salvo rarissimi casi – è destinata a cedere. E per chiudere, tre numero perfetto, Denzel Washington, che è bravissimo, sì, però che fosse un criminale certe volte proprio non ci convinceva; soprattutto quando tentava la via dell’escandescenza, soprattutto quando picchiava qualcuno. No, Denzel, la tua carriera t’ha lasciato addosso un’eccessiva patina da gentleman e bravo ragazzo (e non da “bravo ragazzo”); e quando hai fatto il verso a Michael Corleone, eh no, lì mi hai fatto quasi pena (per essere chiari: quando si lamenta con Assante che hanno attentato a sua moglie, alla sua famiglia! Cfr. scena de Il padrino – Parte II: Micheal a casa di Pentangeli).
Questa è ovviamente un po’ di pignoleria, perché comunque resta un film di due ore che non annoia e scorre bene e gli attori tutto sommato sono bravi, anche quando non convincono a pieno. Insomma, la classe c’è, e si vede. Ma un po’ sprecata, annacquata. Scott, che una volta era uno che sperimentava, che si inventava soluzioni innovative, ora ce lo ritroviamo a calcare – con maestria, certo, ma non ci basta – strade vecchie, a offrire un solido confronto senza particolari errori e senza rallentamenti, ma anche senza i guizzi di cui sopra. Insomma, cos’aggiunge Scott al genere? Semmai lo razzola sino in fondo e senza davvero catturarne tutto lo spirito (poi con un serpicano come il sottoscritto…). E il finale mi convince poco: il denoument è troppo lungo, fa quasi iniziare un secondo micro-film giudiziario, riassumendo un po’ troppo facilmente la pletora di eventi che richiude il cerchio.
Ecco, ora rileggendo quello che ho scritto sembrerebbe che il voto non dovrebbe raggiungere la sufficienza, ma invece ci sta eccome. È che a volte non so esprimermi bene, quando una parte delle cose mi delude, senza però intaccare la piacevolezza del racconto, o quanto meno la non noia (e per un racconto di due ore e passa è molto). O forse è la rabbia di doversi accontentare con uno che un tempo faceva robe da scavicchiare il cervello. Ma in fondo, poi, non m’aspettavo molto di più da American Gangster, dacché, ormai lo so, Scott è stato sostituito da un sosia ormai quasi vent’anni fa.

p.s. e poi cos’è sta storia che mi chiami la Carla e le fai fa giusto un pugno di – brevi – scene? Ma tienimela di più sullo schermo no??? Quando la gente non è estimatrice del fascino mi incazzo…

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25 risposte a “American Gangster, Ridley Scott

  1. ipitagorici 30 gennaio 2008 alle 11:22

    lo visto ier sera e mi è piaciuto. Forse non sarà innovativo o quant’altro però avercene di cinema così girato e così interessante.

    Le scene di Denzel picchiatore effettivamente non convincevano molto

  2. DamnedFairy84 30 gennaio 2008 alle 11:58

    Infatti sembrava più cattivo dal cuore tenero vs. buono dal cuore cattivo, Denzel Washington criminale rende poco hai ragione!
    Anche a me è piaciuto ma in certi punti l’ho trovato un pò lento…

  3. Edooo 30 gennaio 2008 alle 12:31

    Sono d’accordo su tutto, ma a me la prima ora e mezza ha pure annoiato quindi il mio voto è un 5 o giù di lì. Sì poi Denzel credibilità: zero.

  4. Cinemasema 30 gennaio 2008 alle 13:06

    Devo ancora vederlo e ammetto che dopo aver letto varie recensioni e visto il trailer non sono stato in grado di farmi un’idea del film. Istintivamente vorrei aspettarlo sul DVD, ma… devo pensarci.

  5. NoodlesD 30 gennaio 2008 alle 13:12

    pitagorici, senza dubbio è un bel film, è che uno spera sempre che Scott ritorni pezzo da Novanta…

    Damned, la definizione “cattivo dal cuore tenero vs. buono dal cuore cattivo” mi piace assai ^^

    Edoo, nn direi la prima ora e mezzo ma in effetti il film parte un po’ lento… non aiutato da quell’insistito uso del racconto parallelo.

    Cinema, secondo me una visione la vale, comunque eh.

  6. deliriocinefilo 30 gennaio 2008 alle 13:47

    concordo. ma. e se fosse sempre stato un sosia??

  7. Cinedelia 30 gennaio 2008 alle 14:46

    sai, io sono uscito dalla sala più che soddisfatto…ma più passa il tempo più mi rendo conto che, volendo ricordare qualcosa di veramente memorabile all’interno della storia, non riesco a trovare niente…
    Resta il fatto che, come dici, non annoia ed è una grande cosa e poi, no so perchè, ma ho adorato la fotografia…mi ha ricordato troppo i vecchi film di genere…

  8. latendarossa 30 gennaio 2008 alle 15:34

    Non avendo visto il film (e te pareva), mi associo però al lamento per lo spreco di Carla G.

  9. NoodlesD 30 gennaio 2008 alle 19:12

    @delirio, ammazza che cattiveria ahahah

    @cinedelia, si è quello il guaio, non ci si ricorda di alcuna scena in particolare, come un bicchiere d’acqua, va giù troppo liscio.

    @tenda, li attaccheremo per vie legali

  10. utente anonimo 30 gennaio 2008 alle 19:23

    Francamente il tuo giudizio mi è parso anche un po’ severo. Anche se, sicuramente, questa mia impressione è conseguente il fatto che a me AG è molto piaciuto. Per quanto mi riguarda resta il miglior Scott dai tempi di Thelma & Louise: asciutto, serrato (nonostante le due ore e rotti), girato magistralmente, con due straordinari interpreti. Ho trovato Washington particolarmente convincente ANCHE perché non ha ecceduto in pose “da cattivo”. Frank Lucas, almeno il Frank Lucas del film, è uno che lavora sottotraccia, che non si espone, che vuole arrivare senza farlo notare.
    Ah, a proposito di Washington “cattivo”, guardalo in “Training day”, ti ricrederai sulla patina di buono… 🙂

    Ciao,
    Mr. Hamlin

  11. deliriocinefilo 30 gennaio 2008 alle 20:27

    in Training day washington è fenomenale (forse la sua migliore interpretazione). a seguire philadelphia, si scrive così o questa è la marca di formaggino?

  12. Ale55andra 30 gennaio 2008 alle 20:42

    Insomma, è piaciut moltissimo solo a me? A me non pare che sia scopiazzato e pure male, a me pare invece che sia più che altro ispirato. E chi ha detto che l’ispirazione sia un male? E poi soprattutto, perchè bisogna necessariamente aggiungere qualcosa al genere? Non tutti i film di un genere ogni volta aggiungono qualcosa.
    Io l’ho trovato confezionato quasi perfettamente: ottima sceneggiatura, bellissima fotografia e ambientazione anni ’70, bravissimi gli attori (soprattutto Washington) e molto ben curata la regia.

  13. countryfeedback 30 gennaio 2008 alle 22:19

    No Ale55andra, è piaciuto molto anche a me.
    Anzi, a volte mi ha proprio entusiasmato: è tornato un Autore.

  14. gbanks 30 gennaio 2008 alle 22:39

    ridley scott mi sembra un po’ il fabio capello del cinema.
    squadre sempre vincenti, ma prive dell’anima, forte di grandi attori e grandi sceneggiature.
    non sono d’accordo solo sul fatto che ridley scott sia stato sostituito da un sosia.
    ridley scott è sempre stato così: alien deve molto a geiger e alla struttura claustrofobica della fantascienza anni cinquanta, blade runner deve molto a dick, alle scenografie, a rutger hauer…
    insomma, secondo me è uno che finalizza al meglio il lavoro di squadra, mettendoci il suo occhio che alla fine è quello di un pubblicitario.
    fermo restando che anche in questa veste, a me piace molto.

  15. NoodlesD 31 gennaio 2008 alle 0:21

    Hamlin, in realtà ho scritto che Washington m’è piaciuto TRANNE quando faceva il gangster incazzato e folle. Ecco quel ruolo lì non gli riesce bene. Training day l’ho visto e l’ho apprezzato, e ho apprezzato la sua interpretazione (anche se l’Oscar è esagerato, ma acome al solito hollywood premia i cambi di registro).

    @delirio, secondo me in Philadelphia è più bravo. e mi piace tantissimo anche in Inside man.

    @Ale55andra, sulla confezione nulla da dire. Ispirarsi va benissimo, Tarantino ci campa sulla citazione. Non è quello il problema. Dipende da COME lo fai.

    @country, mi piacerebbe essere ottimista come te :p

    @gbanks, be’ allora secondo questa logica – che certo ha del vero – dovrei dire che in passato è stato più fortunato… o più bravo a scegliersi i collaboratori.

  16. souffle 31 gennaio 2008 alle 9:19

    come hai giustamente detto tu, il finale è decisamente pasticciato.
    Come avesse avuto fretta di chiudere accortosi che il film durava troppo.
    E poi le pellicole che non presentano altre letture che siano quelle immeditamente leggibili e i personaggi poco sfaccettati mi interessano poco.
    Un saluto.

  17. ClaudioCasaz 31 gennaio 2008 alle 12:47

    questa è la mia mancanza mensile…

  18. parachimy 1 febbraio 2008 alle 15:24

    Ciao, insieme al Conte abbiamo iniziato una protesta contro la distribuzione. C’è bisogno di sostegno…. se ti va fai un salto da noi

    Un saluto

    Chimy

  19. deliriocinefilo 1 febbraio 2008 alle 23:48

    sì, anche in inside man è fenomenal.-

  20. NoodlesD 2 febbraio 2008 alle 0:25

    souffle, mi sa che se non è risorto neanche ora, scott è bell’andato e per sempre.

    chimy, post eseguito! 😀

  21. utente anonimo 3 febbraio 2008 alle 21:05

    Molti – me compreso, per quel poco che conta – pensano che l’Oscar per Training day in realtà sia un parziale risarcimento per quello mancato (e sarebbe stato meritatissimo) con Hurricane.

    Ciao,
    Mr. Hamlin

  22. NoodlesD 4 febbraio 2008 alle 13:25

    Hamlin, quella cerimonia degli Oscar fu un’evidente bufala. Io l’ho ribattezzata l’anno dei negretti: Oscar alla carriera a Poities, oscar a halle berry, oscar a denzel… e entrambi onestamente un po’ regalati. A me Hurricane non piace molto, troppo didascalico-polpettone. Per me Washington, come dicevo, è migliore in Inside Man o anche in Philadelphia.

  23. Avag 4 febbraio 2008 alle 18:03

    a me quando francuzzo se la piglia per la moglie mi e’ venuto in mente mastella: devo avere sbagliato contesto.. :/

  24. NoodlesD 4 febbraio 2008 alle 20:36

    quando la politica italiana entra di prepotenza pure ar cinema mmeregano ^^

  25. utente anonimo 6 febbraio 2008 alle 9:09

    AG è un film di produzione..quindi è un film di B.Glazer..l’unico scopo di Scott è realizzare la commissione…si cita the french connection..se uno si guarda quel film vedrà che gli attori erano prima di tutto delle facce prese dalla strada..poi loro malgrado divi…qui è il contrario..con le ovvie risultanze sul pino della percezione filmica..
    nickoftime

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