Noodles Journal

Solo il mio modo di vedere le cose

Eastern Promises, David Cronenberg

Un’amica i cui gusti cinefili rarissime volte vanno a braccetto coi miei, mi aveva mezzo stroncato il film perché, a suo dire (e a dire di molti altri che ho letto/sentito in questi giorni), non avrebbe una trama avvincente, che è prevedibile, è fatto di stereotipi… Ancora prima di vederlo ero convinto che si sbagliasse, soprattutto perché mi sembrava di riascoltare le medesime critiche che allora mossero molti contro il meraviglioso A history of violence. Parliamoci chiaro: ma quanto ce ne frega della trama se dietro la mdp c’è David Cronenberg? e quanto ce ne frega oggi in particolare, quando ormai l’originalità delle storie è questione del tutto marginale, quando l’accento è posto sul come e non sul cosa. Aspetto che, se non metabolizzato, non permetterà mai di apprezzare il genio di questo Cronenberg. E poi, magari ho travisato io, ma quel finale a me tanto tanto scontato e prevedibile non è sembrato; tutt’altro: quel carrello in avvicinamento, dentro il luogo-teatro che era stato burattinaio sinora dell’intreccio, sottolinea, mi sembra, un’ambiguità mai del tutto svelata. Dovere e potere in fondo sono due parole che si somigliano molto, troppo.
Personalmente, pur essendo un cronenberghiano di vecchia data, ho l’ardire di sottolineare che la sua nuova svolta “normalistica” mi piace anche di più. Ma lo dico ridendo sotto i baffi, perché è evidente che si è appena appena spostato l’obiettivo, giacché la sostanza, ciò che ce lo fa amare incondizionatamente, è sempre la stessa: e dunque ecco che questa storia (convenzionale, sì, e allora?) di gangster della mala russa a Londra è in realtà solo il tavolo (operatorio) su cui il regista poggia la sua nuova, ennesima riflessione sulla carne in trasformazione. In tutto il film non si vede una sola arma da fuoco, e quando pure – l’unica volta – si parla di una pistola, il dialogo la mette volontariamente alla berlina. Solo lame, per Eastern promises, lame che fendono, attraversano la carne, squarciano le gole, tagliano dita e bucano occhi. E dunque quella magnifica (sì, sfoderate pure tutta l’aggettivazione superlativa che vi salta alla mente; è di più) sequenza della sauna, con Viggo completamente nudo e disarmato contro i due scagnozzi ceceni muniti di minacciosissimi coltelli ricurvi (che danno un’impressione di macelleria più che di assassinio), quella sequenza non è solo visivamente portentosa, ma anche il punto nevralgico dell’intera riflessione del film (e della poetica di Cronenberg). Corpi/carne nudi tra i vapori dell’acqua che si sfidano all’arma bianca a suon di cazzotti, ossa fracassate e lame affondante negli occhi.
Le lame del film non sono che il mezzo narrativo-strumentale che meglio interpreta le regia chirurgica, tagliente, fredda (in questo del tutto simile al suo precedente) del regista canadese, una lucida discesa nelle tortuose evoluzioni dell’animo umano, rappresentato da un parterre d’attori di gran lusso (e praticamente distrutti dal nostro doppiaggio, vaffanculo Eagle Pictures!*, in cui per far capire che sonno russi di russia da, parluano cuosì e dicuono lui è muorto in fredda ruussia, da, ci mancava solo ti spiezzo in due poi stavamo a posto). Né la mafia russa è scelta a caso: come poteva non solleticare l’estro di Cronenberg una cupola di malviventi che scrive sul suo corpo – attraverso i tatuaggi – la propria vita da galera e da gang? Sembra quasi l’incrocio tra le mutazioni della Mosca e le riflessioni cerebro-psicotiche di The naked lunch (che personalmente adoro alla follia). Imperdibile. Roba da scompaginare le idee per il classificone finale…

*anche per quel titolo da idioti che qui s’è ovviamente evitato come la peste.

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23 risposte a “Eastern Promises, David Cronenberg

  1. gbanks 18 dicembre 2007 alle 22:18

    uhm, a me cronenberg non è mai piaciuto più di tanto.
    ritengo il suo cinema tarato non tanto dal fatto di non essere avvincente, ma di essere sempre troppo pensato.
    detto questo, eastern promises mi sembra un ottimo film.
    viggo mortensen straordinario per come finge di essere cattivo spegnendosi una sigaretta sulla lingua.
    naomi watts così così.

  2. honeyboy 18 dicembre 2007 alle 22:22

    sono con te in ogni singola lettera e segno di punteggiatura (e sono felice di ciò, ultimamente non concordavamo più troppo sovente!)

  3. NoodlesD 18 dicembre 2007 alle 22:30

    gbanks, pensato, lo è senza dubbio. Poi è questione di gusti.
    A me Naoma è sembrata bravissima. Forse risalta meno per il ruolo un po’… come dire, da ingranaggio, che ha nel film (specie a confronto coi gangster).

    @honey, brindiamo alla pace (ri)fatta ^^

  4. Iggy 18 dicembre 2007 alle 22:34

    Applausi scroscianti caro Noodles! Ma quanto sono daccordo con la riflessione sul finale, penso esattamente la stessa cosa! Ma a parte Viggo, vogliamo parlare dell’ottimo Cassell?? E’ pure riuscito a farmi commuovere! ^^

  5. deliriocinefilo 18 dicembre 2007 alle 23:38

    effettivamente la naomi più controllata come in EP la preferisco.

    ottima rece noodles, ma questo lo sai già..^^

  6. ipitagorici 19 dicembre 2007 alle 11:36

    Viggo Mortensen bravissimo.
    Il film molto interessante, forse Cronenberg segue tutti i clichè del genere gangster proprio per metterlo a confronto con le sue tematiche personali.

  7. Cinemasema 19 dicembre 2007 alle 13:18

    Stavo per andare a vederlo dato che miracolosamente era arrivato dalle mie parti ma un guasto alla macchina me lo ha impedito. Ormai tra film che non arrivano in “periferia” e sfiga varia è un mese che non riesco a vedere niente di buono. Mi consola la tua ottima e precisa recensione. Se dovessi vederlo ti farò sapere la mia opinione, ma con Cronenberg sottoscrivo sempre anche a scatola chiusa.

  8. NoodlesD 19 dicembre 2007 alle 13:28

    Iggy, lui è la vera sorpresa in effetit. almeno per me che non lo sopporto. Su Viggo sapevamo che è attore di razza…

    @delirio, la preferisco anche io. per esempio in 21 grammi non mi garbò del tutto [anche se quando l’ha diretta il Daviduccio nel ruolo di Diane, lì era “incontrollata” e furiosa ma era perfetta!]

    @ipitagorici, assolutamente. la trama è del tutto secondaria per cronenberg.

    @cinema, credo che quelo della periferia siia prolema assai annoso. qua siamo in città e a volte qualche titolo non arriva!

  9. Ale55andra 19 dicembre 2007 alle 15:04

    Ma soprattutto Viggo Mortensen nudo!!!! XD

  10. monia86 19 dicembre 2007 alle 17:12

    non posso dire niente sul film perchè non l’ ho ancora visto; volevo dirti però che sono arrivata a questo blog dopo aver letto i tuoi commenti su cinemasema approposito di truffaut (che io adoro) e quindi ti ho linkato sul mio blog, spero non ti dispiaccia!
    ciao

  11. SumireNoHasu 19 dicembre 2007 alle 19:17

    Non parlare mai più di Viggo nudo 😮
    Ti prego 😮

  12. cosedapaz 19 dicembre 2007 alle 19:42

    Noodles, cos’hai fatto in tutti questi anni?

    Sono andato a letto presto.

  13. NoodlesD 19 dicembre 2007 alle 20:13

    @ale55andra, eh questo film attirerà un sacco di donnine… ^^

    @monia, complimenti mi trovasti, meglio di marlowe. Non mi spiace affatto, al contrario, t ringrazio 🙂

    @soccc smetterò quando tu vedrai il film e vedrai quant’è gagliarda quella sequenza

    @cose, eheh.

  14. MrDAVIS 19 dicembre 2007 alle 20:42

    Stupenda riflessione!sul finale come ben sai la penso esattamente come te!Vero, ottimo Cassell e brava la Watts anche se, come dici te, il suo personaggio non aveva queste grandi sfumature. In 21 grammi invece secondo me è straordinaria, soprattutto nell’urlare il suo dolore al telefono.

  15. deliriocinefilo 20 dicembre 2007 alle 14:08

    @noodles: vero! ecco in cronenberg manca il bacio lesbo, ecco cosa manca a questo film…^^

  16. Cinedelia 20 dicembre 2007 alle 15:06

    Finalmente sono riuscito a vederlo…Cronenberg si dimostra ancora una volta una garanzia…

  17. NoodlesD 20 dicembre 2007 alle 16:52

    @Mr, grazie. A me 21 grammi sta sempre un po’ indigesto. Si grida un po’ troppo, si piagne un po’ troppo. Pure Naoma mi pare sovraesposta.

    @delirio, eh se c’era pure il bacio erano cinque pallette sicure! ahah ^^

    @cinedelia, garanzia assoluta!

  18. MissBlum 22 dicembre 2007 alle 17:28

    Anche io mi rifiuto di usare il titolo tradotto, non si può nemmeno vedere!

    Ma dicono (chi ha visto l’originale) che il doppiaggio non è poi così male…insomma, che poteva andare peggio.

  19. 06yukiko 23 dicembre 2007 alle 19:37

    Anche a me dicono che il film non è tradotto così male (amica che parla russo, per la precisione).
    La trama effettivamente qualche buchetto qua è là lo mostra (quanti ospedali ci sono a londra? e quanti ascensori? Perchè sembra : uno e uno), ma il rigore di mr. C risolve ogni dubbio.
    Meravigliosa la scena dell’iniziazione alla mafia.
    Bisogenrebbe dire alle troppe fanciulle in sala che viggo nudo lo si vede conficcara un falcetto ceceno in un occhio ceceno (scena che tra l’altro mi ha ricordato hana bi, dove però Takeshi era vestito e conficcava le bacchette in occhi di un’altra mafia) per cui si rispiarmissero i loro commenti “che inpressione-che schifo-svengooooo!” e si comprassero un POSTER di viggo nudo, lasciando la sala silenziosa.
    Anche a me questo film ha messo in crisi la calssificona finale

  20. 06yukiko 23 dicembre 2007 alle 19:38

    Scusa, di solito non scrivo “anche a me” due o più volte.

  21. NoodlesD 24 dicembre 2007 alle 1:39

    Miss, non lo è finché Insegno e il doppiatore di Cassel o altri attori-russi non tentano di sottolineare la loro personaggità russa.

    yukiko, basta che invece di lamentarsi che schifo-svegno per tutto il tempo tengano gli occhi fissi sulle parti basse del Viggo, così non vedono le coltellate e si gustano a pieno il pipino ^^

  22. 06yukiko 24 dicembre 2007 alle 11:28

    Sì, sì, Viggo è nudo ma non per tanto[..] Un Cronemeberg sotto le festa non fa male a nessuno. Che poi entri in una saletta piccola di un città piccola dove nelle altre salette (meno piccole) prioettano, per il veloce suicidio neuronale, una moglie bellissima e il cine merda. Sospetti, [..]

  23. utente anonimo 28 dicembre 2007 alle 9:52

    visto ieri sera, scusa il ritardo, mi è piaciuto molto. la storia, quella che vediamo, quella a cui crediamo e quella che raccontano i tatuaggi, qual è la vera? ciao (parlardi)

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