Noodles Journal

Solo il mio modo di vedere le cose

Paranoid Park, Gus Van Sant

Non vorrei essere quello che rompe i maroni, o la voce fuori dal coro rispetto alla rispettosissima standing ovation unanime (o quasi) della cinebloggers-connection ma mi vedo costretto a fare un passettino indietro. E, dico, passettino, perché ho trovato Paranoid Park film davvero eccellente e soprattutto mi sento in dovere di omaggiare uno come Van Sant che da anni va avanti con la sua idea di cinema personale e “indie”, senza però – deo gratia – sfociare in quei pericolosi autismi che non risparmiano a volte anche autori di grosso calibro. Seguendo dunque la scia della trilogia precedente (o forse dovremmo parlare di quadrilogia a questo punto?) il regista segue, racconta, pedina, ma non giudica la vita di questi ragazzi di Portland, e di Alex, il protagonista, in primis, adolescente come tanti altri, borghese, senza problemi di sorta, eppure indeciso, insicuro, a volte rischiosamente vuoto come tanti altri alla sua età.
Mi ha convinto un po’ meno il modo in cui Van Sant (non) presenta e (non) mostra i genitori: ricorrere a trucchi vari come inquadrarli perennemente di spalle (madre) o propendere per un’inquadratura in cui solo Alex è a fuoco (e non il padre) o frapporre tra lui e i genitori persone/oggetti per nascondere il parentame m’è sembrata una scelta un po’ facilina per sottolinearne l’incomunicabilità. E, a dirla tutta, anche i movimenti della mdp che seguono gli skaters, per quanto affascinanti, anzi a volte meravigliosi, a un certo punto risultavano un po’ ridondanti (qualcuno in meno, e il film ne avrebbe giovato).
Ma restano pure alcune sequenze di altissimo cinema, sequenze che ancora ricordi a (ormai) ventiquattrore dall’uscita sala; cito a vanvera: la scena di sesso tra Alex e la ragazza, esempio eccellente di come il cinema possa raccontare l’intimità di un momento con un’inquadratura fissa e per niente pruriginosa, che fa anche il paio con l’insensibilità (momentanea?) di Alex; la sequenza del treno, e lo shock successivo; Alex da solo sul ponte, di ritorno dal fattaccio… e via discorrendo. Per non parlare di quella meravigliosa struttura a incastro (tutta frutto della scrittura di Van Sant), col tempo che va avanti e indietro senza un centro apparente, ma che al tempo stesso non vuole smarrire lo spettatore, donandogli alla fine la chiave di lettura, la ricomposizione dentro la scomposizione, il filo che ricompone e riattiva la matassa (e senza ricorrere, ovviamente, ad alcuna scena-esplicativa in senso stretto).

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13 risposte a “Paranoid Park, Gus Van Sant

  1. Iggy 13 dicembre 2007 alle 18:12

    Nooooo!!! Hai intaccato la media della connection, buuuu!! ^^
    Comunque, io non l’ho trovata una scelta facile quella dei genitori “fuori fuoco”. Considerando che in genere nei film che parlano della stessa gioventù, l’incomunicabilità viene rappresentata coi grugniti dell’adolescente di turno e sequenze di isteria collettiva con porte sbattute in faccia, trovo che questa “negazione” sia molto più efficace. E’ si incomunicabilità, ma ancora prima ignorarsi a vicenda e, in un rapporto in cui non si riesce nemmeno a guardarsi in faccia, i genitori diventano per forza figure sfuggenti. Per il resto, godo per le lodi nell’ultima parte della recensione!

  2. honeyboy 13 dicembre 2007 alle 19:35

    cattivone!
    (ti perdono per via della seconda parte 🙂 )

  3. utente anonimo 13 dicembre 2007 alle 19:47

    Ciao. Dicevo, sull’altro blog, di evitare il Delle Palme perché la visione, secondo me, non vale il prezzo del biglietto: quella saletta (la grande, lo sai, ormai è solo per il teatro) è un disastro, l’audio è vergognoso, in più c’era come una macchia scura sull’angolino in alto a destra dello schermo. Se cinema storici come questo è un bene che sopravvivano in tempi di megaplex, che almeno si adeguino con attrezzature successive agli anni ’70. O mettano il prezzo del biglietto a 3 euro (utopia pura). Non so dire quanto mi sia piaciuto ‘Paranoid park’ perché il Delle Palme mi ha rovinato la visione. Se Cronenberg dovessero proiettarlo solo lì, mi darei un pizzico sulla pancia e, sebbene smanioso e curiosissimo di vederlo, mi metterei ad aspettare con molta pazienza l’uscita del dvd.

    Flavio

  4. NoodlesD 13 dicembre 2007 alle 20:55

    Iggy, mi hai scoperto! in realtà ho dato 3.5 e non 4 proprio per intaccare la media . *aaaaaahhahahah* sorriso diabbbolico

    honey, (grazie) :p

    flavio, be’ quello che dici non è del tutto sbagliato. sono anni che dico che i cinema che hanno salette così piccole dovrebbero per lo meno decurtare il prezzo, visto che a rigore quello non è cinema, ma una proiezione su formato più grande. E confermo quella macchia. Tuttavia è anche vero che se non fosse per il delle palme e per il filangieri… chissà quanti film NON vedremmo qua. Le multisale son belle, ma proiettano sempre gli stessi film, leggi i più ricercati. L’anno scorso vidi cronenberg slo grazie al delle palme [nella saletta schifida…

  5. deliriocinefilo 13 dicembre 2007 alle 23:10

    al di là del voto (ognuno mette quello che crede indipendentemente da cazzi e medie) non ho capito molto perchè un elemento così secondario ti ha dato così fastidio in un film a mio avviso eccellente. ad es. io avrei aumentato le scene con lo skate, erano fantastiche, sonoro incluso. Son opinioni naturalmente..^^

  6. NoodlesD 13 dicembre 2007 alle 23:21

    Be’ non è quell’aspetto lì da solo che mi ha fatto portare il voto a 3.5 eh. E’ una questione generale. Trovo che sia un film bellissimo ma non un capolavoro. Poi potrei anche trovarlo più bello ancora alla seconda visione. E’ stata una recensione-voto al primo impatto, come cerco di far sempre :p

  7. deliriocinefilo 13 dicembre 2007 alle 23:38

    ok. io l’ho rivisto la seconda volta ed ha “tenuto” alla grande come accade solo per i grandissimi film.

  8. Iggy 14 dicembre 2007 alle 10:18

    Delirio, sul voto si scherzava , eh!

  9. erbasalvia 14 dicembre 2007 alle 15:48

    (un trucco classico di van sant, cmq)

  10. MrDAVIS 14 dicembre 2007 alle 20:57

    Un film di rarefatta bellezza.

  11. Cinemasema 16 dicembre 2007 alle 13:05

    Da me non è arrivato e non posso dialogare con voi. Mi sarebbe piaciuto esprimere la mia opinione rispetto alle vostre (lievissime) divergenze sul film. Comunque è evidente che siamo davanti ad un film imperdibile.

  12. Cinedelia 16 dicembre 2007 alle 16:08

    Spero di riuscire a vederlo al più presto….

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