Noodles Journal

Solo il mio modo di vedere le cose

Con le mie ultime attività narrativo-oniriche faccio ormai concorrenza ai romanzieri russi ottocenteschi: storie lunghissime (durano anche un’intera notte) e una sequela sconfinata di personaggi, che per fortuna non si chiamano Ivan Alevicic o Sonja Skapulaviola… e altri epiteti impronunciabili e irricordabili (che non si dice ma io sto a casa mia e parlo come mi pare).
Stanotte era un poutpourri di persone che conosco, altre che non so chi siano e come abbia fatto a immaginarle e farle parlare nel sogno. Si partiva dall’ambiente conferenziale cui Noodles ha preso parte ultimamente per costruirci intorno di tutto e di più – pure un’ipotetica histoire d’amour, che ormai quelle solo nei sogni possiamo sperare di viverle (ma pure lì era ipotetica eh, il mio inconscio non capisce deve usare droghe narrative più potenti).
Alla fine c’è stato anche il coup de thèatre: io che prendevo posto con altri amici a una lunga tavola – rotonda – per magnare e mi accorgevo che noi non si veniva serviti mai mentre altri sfaticati si riempivano il gozzo deridendoci, dicendo voi mica avete conferenziato… E io che sdegnato mi alzavo e accompagnando il gesto teatralissimo di gettare il tovagliolo (sostituzione culinaria del fazzoletto da taschino che non avevo perché non avevo neanche il taschino) e zittire il mio accusatore sbattendogli in faccia le prove della nostra conferenziata di poco prima. Poi uscivo sbattendo rigorosamente la porta.
Sogno molto reale, come molti miei. Al risveglio per un attimo ho cercato il tovagliolo.
E la tipa che mi aveva dato il suo numero. Non ho trovato né la tipa né il suo numero.

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3 risposte a “

  1. latendarossa 9 dicembre 2007 alle 17:45

    La scena del tovagliolo e del taschino, non so perché, ma me la sono immaginata molto chapliniana. Cioè, era in b/n, c’era una musica di pianola in sottofondo e comparivano i cartelli con le scritte. Scusa se metto piede nei tuoi sogni (ovviamente tutto materiale che riciclerai per il tuo primo film, presumo).

  2. Parlardi 9 dicembre 2007 alle 21:17

    la tavola rotonda sembra il classico sogno: tavola rotonda dei blogger, i quali comunicano ma non mangiano, al contrario del mondo fuori dove si mangia ma non si comunica.
    ‘conferenziare’ deriva da ‘conferire’=portare qualcosa da mangiare – chi non conferisce non mangia.
    qua anch’io non posso conferire da mangiare, ma abbiamo le ‘prove’ di altro tipo di conferenza.
    (questo è un tentativo di psicanalisi di gruppo-ciao)

  3. NoodlesD 10 dicembre 2007 alle 0:52

    tenda, non era così però come interpretazione-visione è fichissima, potrei davvero riutilizzarla se mai diventassi un filmmaker LOL

    parlardi, tentativo molto profondo e specifico devo dire. Dubito fossi così profondo nell’inconscio-onirico, ma diciamo che lo ero così sembro intelligente.

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