Noodles Journal

Solo il mio modo di vedere le cose

Nella valle di Elah, Paul Haggis

In una delle sue geniali interviste in tv, Troisi ironizzava con paradossi (ma neanche tanto poi) sul fatto che gli americani fanno le guerre solo per avere materia su cui girare i film. Alcune atmosfere del secondo film di Haggis ricordano e riecheggiano (in bene e in male) molti altri combat-movie, a volte citati esplicitamente (un soldato dice quando sono qua vorrei essere là e quando sono là… eccetera di coppoliana memoria), altre volte basta la sola presenza di un personaggio (Tommy Lee Jones, veterano in pensione di altre “sporche” guerre). La guerra la si vede solo attraverso brevi scorci filmati da un telefonino, la trama si gioca tutta in America, alla ricerca disperata degli eventi che hanno portato alla scomparsa di un reduce dall’Iraq, figlio del nostro protagonista. Quindi più che un war-movie è un’indagine poliziesca, che, è ovvio, porta a scoprire delle verità più scomode di quanto ci si aspettasse; perché è sempre rischioso grattare via la scorza dalle uniformi: sotto ci trovi il marcio e soprattutto un padre è costretto a fare i conti coi suoi demoni, i suoi dubbi, l’educazione che ha impartito, anche silenziosamente, ai figli.
Retto quasi tutto sulle spalle delle due splendide performance di Tommy Lee Jones e Charlize Theron, meravigliosamente sobri, mai un tono alto, mai un accento in più. Grigie esistenze di persone qualunque lanciate allo sbaraglio in uno scontro (forse) invano con un Golia Statale e omertoso quale può essere l’Esercito. Indubbiamente solido, scarno, senza abbandonarsi troppo al melenso (a parte qualche caduta nel finale), non proprio perfetto ma certo affascinante, anche se la metafora biblica appare un po’ posticcia.
Ma prima di chiudere ho due lamentele.
1. Perché nei film americani bellici ci sta sempre questa scena (ad apertura o in chiusura) con la bandiera che sventola… eddai! ma basta! Roba che coglie tutti indistintamente (Spielberg, Eastwood…) non se ne salva nessuno. Si vede che la retorica della bandiera per loro è roba forte e sentita, mentre a noi europei ci viene un po’ da ridire (mi è tornata in mente la scena dei Simpson in cui Milous vomita sulla bandiera davanti a un plotone di ottuagenari reduci dalla IIa Guerra Mondiale e per poco non li stronca per l’oltraggio).
2. Lettera aperta alla signorina Charlize: Cara signorina Charlize, è stata da poco eletta (a fuoror di giornali e da gente competente) donna più fascinosa del pianeta. Se ne facci una ragione. Non stia a sentire quelli di ollivùd: lei non è solo bella, è pure brava (con Elah l’ha confermato). Quindi, per piacere, non si faccia influenzare da questi stereotipi al contrario della nuova ollivùd: è inutile schiaffarsi delle occhiaie posticce per abbruttirsi o schifizzarsi col lattice altrove. Che poi, scusi se glielo diciamo, ma resta un gran pezzo di figliola pure con quelle occhiaie; quindi ci facci il favore: la prossima volta non intacchi ciò che madre natura le ha gentilmente donato; che tanto le qualità recitative pure ce l’ha e le sta affinando.
Distinti saluti.

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23 risposte a “Nella valle di Elah, Paul Haggis

  1. deliriocinefilo 5 dicembre 2007 alle 8:06

    Sono molto contento che anche tu l’abbia trovato affascinante e non melenso (riconosco anch’io il peccatuccio sonoro finale). Non sei solo.

  2. gbanks 5 dicembre 2007 alle 10:18

    è la prima recensione “democristiana” che leggo su questo film.
    democristiana in senso buono, cioè non partigiana.
    il resto delle recensioni si dividono tra chi lo ha adorato senza riserve (mi ci metto io) e chi invece si presta a sbeffeggiarlo e spernacchiarlo.
    complimenti.

  3. NoodlesD 5 dicembre 2007 alle 12:58

    @delirio, a dimostrazione, come dire, che non mi piacciono i preconcetti. Se Haggis fa un bel film uno lo dice :p

    @gbanks, è la prima volta che mi definiscono democristiano, è originale come cosa ^^

  4. gbanks 5 dicembre 2007 alle 14:06

    spero che si sia capito il tono dell’aggettivo “democristiana”.
    non era un’offesa, volevo dire che è una delle poche recensioni tranquille che ho letto sull’argomento.
    pacata, sobria, pertinente.
    ciao!

  5. Cinemasema 5 dicembre 2007 alle 17:48

    Non ho ancora visto il film (a questo punto aggiungo “purtroppo”) e mi pare che la tua recensione, pur affermandone la non eccelsa qualità, riconosce appunto un certo fascino al film di Haggis. In generale non è piaciuto, escluso (in base a quello che ho letto) tre cinefili. Inizialmente non ero molto attratto dal film, dopo aver letto anche recensioni negative. Proverò a vederlo (sempre mi sia possibile perché non ho trovato nessuno che voglia farmi compagnia). Ciao.

  6. NoodlesD 5 dicembre 2007 alle 18:22

    gbanks, si si era chiarissimo, tranquillo 😀

    cinemasema, secondo me una visione la merita (e forse meriterebbe ancora di più guardarlo in originale, per apprezzare a pieno i due attori).
    Io spesso vo da solo al cinema, proprio perché mi è difficile a volte trovare disponibilità di compagnia (per alcuni titoli in particolare).

  7. deliriocinefilo 5 dicembre 2007 alle 19:56

    @cinemasema e noodles: peccato non star vicini, che pure io vo al cinema spesso da solo (polpettoni esclusi)

  8. honeyboy 6 dicembre 2007 alle 0:25

    uh
    io al cinema sono sempre quasi in piena solitudine (e poi quando sono in compagnia non riesco a dare libero sfogo al pianto, dunque, meglio!)
    sul film divergiamo un po’ ma tutto sommato nella valutazione complessiva siamo sulla stessa linea (più o meno)
    A me piace la retorica della bandiera! ^^

  9. deliriocinefilo 6 dicembre 2007 alle 0:32

    @honeyboy: se andassimo insieme non oso immaginare l’inondazione..^^

  10. MrDAVIS 6 dicembre 2007 alle 1:30

    Non mi è piaciuto affatto, peggio di CRASH.

    Circa l’andare al cienma da soli, io pure mi inserisco e dico “Amo!”^^

  11. MissBlum 6 dicembre 2007 alle 1:33

    Vorrei proprio vedervi lì tutti lacrimosi al cinema. Io da Miss quale sono cerco sempre di darmi un contegno…Non ci sono più gli uomini tutti di un pezzo di una volta! (E meno male…)

    Al padrone di casa: come ti ho già detto da me in modo diverso, forse noi italiani questa cosa della bandiera (a parte honeyboy :P) proprio non la capiamo…

  12. honeyboy 6 dicembre 2007 alle 10:52

    sarà perchè mia madre è del New Jersey he he

  13. NoodlesD 6 dicembre 2007 alle 13:45

    @delirio, dovremmo accorciare lo stivale, lo dico sempre.

    @honey, anche io per certi versi preferisco la visione in solitudine, perché a volte quando sono in compagnia (e specie quando sono in compagnia femminile tendo a distrarmi)
    a te piace la bandiera perché sei mezzo mericano, ti abbiamo scoperto!

    MrDavis, ormai se organizzassimo il circolo di quelli che vanno da soli… diventeremmo una folla, riempiremmo da soli la sala.

    Miss, eh si tramite la commozione ci stiamo evolvendo noi uomini della clava.
    (honeyboy è un caso a parte anche per questioni… di provenienza geografica! ^^)

  14. souffle 6 dicembre 2007 alle 14:39

    caro noodles mi perdonerai se intervengo solo per dire che a me pare ci siano state tante persone che di questo film hanno parlato (non bene) in modo sereno e pacato.
    Certo, chi ne ha parlato male è un cattivone che sta coi guerrafondai, brutta carogna che non è altro.
    Perchè, a quanto pare non si può fare.

    Succede con tanti film, non sarà il primo questo.
    Però in questo caso è molto curiosa la cosa: si guarda un film che presenta una opinione su una guerra e i suoi effetti, e si trattano i detrattori della pellicola così come Bush e la sua amministrazione trattarono i teorici della guerra ingiusta e quelli che erano contro l’intervento preventivo.

  15. souffle 6 dicembre 2007 alle 14:44

    Su Charlize Theron: se tutti dicono prima: “bella” e poi: “si, ma anche brava” mi sa che dovranno continuare a imbruttirla per renderla credibile nella parte di una poliziotta sfatta da ore di lavoro, mobbata dai colleghi e incattivita da una vita di merda.
    Grace Kelly poliziotto di provincia? Naaah

  16. Avag 6 dicembre 2007 alle 16:37

    magari farla anche mangiare la povera charlise? con quel completo pantalone blu sembrava la gruccia dell’upim.. grama fiura!

  17. latendarossa 6 dicembre 2007 alle 19:50

    Direi che con le occhiaie lo è ancora di più Capisci ammè.

  18. NoodlesD 6 dicembre 2007 alle 20:39

    souffle, il tuo ragioanamento con riflesso politico è interessante, da da pensare in effetti a quanto a volte molte persone poi cadano senza rendersene conto negli errori che addita agli altri.
    su Charlize, stavo pensando che in effetti anche io ho scritto prima bella poi brava ahahah LOL Per carità, non per difendermi, ma non volevo certo sottendere inconsciamente che è prima bella poi se mi ricordo è anche brava, ma proprio sottolineare in primis ciò che è sotto gli occhi di tutti che non ha bisogno di conferma (la bellezza) e ciò che sta emergendo ANCHE con quella bellezza, senza bisogno di schifiltudini… [è inquietante, mi sono fatto l’apologia di me stesso non richiesta, fo tuto da solo].

    @avag, è vero qualche chiletto in più non le starebbe male

    @tenda, ma si capisce solo lei però.

  19. ipitagorici 7 dicembre 2007 alle 0:07

    concordo appieno col giudizio su Charlize…

    Il film mi è piacciuto assai, come scrivo anche da me, mi piace questo regista/sceneggiatore, da Crash alle sceneggiature degli ultimi film di Clint.

    La bandiera è un simbolo molto sentito in America, quella retorica probabilmente ha una base molto diffusa nella popolazione, capovolgerla dev’essere un atto di accusa molto forte agli occhi di un americano.

    Bruno.

  20. NoodlesD 10 dicembre 2007 alle 0:54

    indubbiamente capovolgerla è un atto importante nel film: io ne facevo un discorso più generale, sulla sua presenza (dritta o al rovescio) negli incipit e nei finali…

  21. ipitagorici 14 dicembre 2007 alle 16:10

    ah, ho trovato un film visto quest’anno che mi è piaciuto di più… Espiazione

  22. NoodlesD 14 dicembre 2007 alle 16:24

    io l’ho trovato carino ma niente a che vedere col bellissimo romanzo di McEwan. Ne han fatto una versione da romanzetto sentimentale.

  23. ipitagorici 15 dicembre 2007 alle 14:18

    non ho mai letto niente di McEwan, quindi non posso esprimermi..

    Buon weekend !

    Bruno.

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