Noodles Journal

Solo il mio modo di vedere le cose

La leggenda di Beowulf, Robert Zemeckis

Sono entrato in sala senza avere una previsione precisa su cosa aspettarmi: da un lato temevo una fredda esecuzione pixellosa che non fosse né carne né pesce dall’altro avevo una genuina (infantile?) curiosità di papparmi questa versione cinematografica (d’avanguardia?) su un poema classico (che non ho letto). Diciamo che mi sono fermato nel mezzo; specie per l’incipit: tutte quelle evoluzioni ricercate della mdp mi hanno fatto storcere un po’ il naso. E anche ora a ripensarci, non accolgono la mia compiacenza: l’idea che il digitale, la performance capture, quest’ibrido live action/anime potesse permettere movimenti arditissimi e impossibili nel cinema di carne ed ossa ha evidentemente dato alla testa a Zemeckis che s’è dimenticato della storia e ha infilato una giravolta e una capriola di più, in eccesso soprattutto perché non avevano nessuna ragione d’essere se non sbattere in faccia allo spettatore un po’ di onanismo digitalizzato.
Poi però il film prende l’avvio e ti lascia libero di sognare, ti fa pure dimenticare un po’ quei volti un po’ freddi, quell’espressività monocorde. Insomma la leggenda e il poema entrano di forza e coinvolgono, grazie anche a un paio di scelte di “cast” (le virgolette sono obbligatorie) davvero azzeccate, a cominciare dalla Jolie-Madre-di-Grendel, evocazione quanto mai palpabile del potere della seduzione, al Hrothgar (per la cui pronuncia aspirata – chhhh – si consiglia all’ascoltatore/interlocutore di munirsi d’ombrello) di Hopkins (salvo alcune stecche di doppiaggio, come al solito). E poi insomma la regina la interpretava Robin Wright Penn (grazie sempre a Zemeckis creatrice di uno dei personaggi cinematografici che qui ricordiamo con più passione): anche se era la meno riconoscibile nella versione morfo-capturizzata faceva la sua bella figura.
Ora però, al di là di quella meravigliosa sequenza finale, quella lotta col drago che ce l’ho ancora nell’hard disk delle pupille e un altro pugno di scene e un’atmosfera tutto sommato interessante (anche se un po’ imbolsita)… dopo tutto questo sfarfallio che comunque non riscalda davvero mi chiedo che senso abbia l’intera operazione? che senso ha catturare la performance di un attore per poi perderne un buon 50% quando la si stende su un volto animato? Se uno vuole la verosimiglianza e il calore di un volto si va a (ri)prendere l’attore dal vivo no? se invece vuole astrarre al massimo sceglie di disegnarselo. E non serve dire la tecnica va affinata… affinata per cosa? per rendere più credibile il volto del personaggio? che comunque non arriverebbe mai a competere col volto reale dell’attore supportato da vene e muscoli e cartilagini?
Secondo dubbio (e cosa che mi ha un po’ fatto incazzare): ma che diavolo mi metti a fare Beowulf in scena nudo se poi usi tutti i più vieti e ridicoli (perché continui) aggiramenti tecnici per coprirne in modo pseudo naturale le pudenda (una volta ci metti la mano di un tizio davanti, un’altra il tavolo, l’altra il pomello della porta… e andiamo!). Poi se ne esce a dire ahah Grendel non ha il pistolino, be’ a rigore qualcuno dovrebbe dire che – cinematograficamente – non ce l’ha manco lui!

Annunci

11 risposte a “La leggenda di Beowulf, Robert Zemeckis

  1. cune81 28 novembre 2007 alle 1:15

    Oddio ma infatti! Questo che saltella nudo per la stanza e mai che si veda nulla, sembrava il Ken della Barbie, era veramente demenziale! Ecco, penso a tutti sia rimasta impressa questa scena:)

  2. kafka 28 novembre 2007 alle 12:33

    Ciao,
    ho letto il tuo commento al film. ti volevo chiedere se per caso ti era capitato di leggere o anche solo iniziare il poema da cui il film è ispirato.
    Nel mio blog ho inserito un post che parla del passaggio dalla letteratura al cinema cercando di fare un elenco di esempi di passaggio positivi o negativi.
    Se vuoi lasciare un tuo contributo con un tuo commento mi aiuteresti!

  3. Cinemasema 28 novembre 2007 alle 18:43

    In effetti questa tecnica mi lascia perplesso. Il film in certi punti non è male e comunque le leggenda a cui è ispirato (non ho letto il poema) meritava di meglio. Avrei preferito il film con attori in carne ed ossa, magari con qualche evoluzione in meno e risultati un po’ più scarsi.

  4. heartshapedbox86 28 novembre 2007 alle 19:20

    Oramai è un’abitudine lasciarti commenti non inerenti ai post, ma volevo lasciarti un saluto. Spero che le cose ti vadano bene e che tu non abbia abbandonato la penna (un giorno di questi voglio leggere i tuoi ultimi prodotti “librari”, sono sicura che ce ne sono!) A bientot!

  5. Edooo 28 novembre 2007 alle 19:46

    Io mi aspettavo una cosa tamarra alla 300. Poi ho letto che la sceneggiatura è anche di Gaiman e ho letto un po’ di commenti positivi in giro…non so ancora se guardarlo…

  6. NoodlesD 28 novembre 2007 alle 21:02

    cune, e non credo che Zemeckis volesse che fosse quella la scena più ricrdata! LOL

    kafka, come scrivevo all’inizio, no non l’ho letto.

    Cinemasema, “Avrei preferito il film con attori in carne ed ossa, magari con qualche evoluzione in meno e risultati un po’ più scarsi” esattamente. E’ questo il punto. Non l’ho trovato male il film ma mi viene il dubbio: che motivo c’era di girarlo così? e non alla Jackson-trilogia ecco?

    @ros, dovrei riprendere a scrivere delle cose, fui un po’ impegnato ultimamente. wè ma sei tu che sparisci però ^^ fatte sentì

    edooo, secondo me un’occhiata la merita.

  7. Cinedelia 29 novembre 2007 alle 9:58

    Personalmte, la computer grafica non mi è mai andata troppo a genio…ho sempre preferito gli effetti speciali “vecchia maniera”…cmq ho una mezza intenzione di vederlo, se capita ti farò sapere le mie impressioni…
    Ciao

  8. souffle 29 novembre 2007 alle 13:08

    la scena che hai citato, con il personaggio nudo che però non si ha il coraggio di fare vedere nudo, direi che in modo esemplare testimonia cosa sia questo “nuovo cinema”.
    Confezione tecnica sempre più strabiliante, vecchi moralismi.
    Quando il coraggio si estenderà dal contenitore al contenuto allora si saranno fatti passi in avanti.
    Per ora è solo la voglia di giocare con un nuovo programma e fare vedere “dove andrà in futuro il cinema”.
    Ok lo abbiamo capito, non ci piace ma lo abbiamo capito. Adesso si può anche parlare agli adulti e mostrare il corpo senza vergogna. O no?

  9. NoodlesD 29 novembre 2007 alle 15:15

    Cine, a me va a genio finché è usata con intelligenza, cosa che qui avveniva a intermittenza (perché poi Zemeckis non è un fesso eh).

    @souffle, guarda hai delineato con perfezione ciò che pensavo ma che non son riuscito a mettere giù con la semplicità e la chiarezza invidiabile che hai usato tu.
    è proprio quella frizione tra avanguardismo e “moralismo vetusto” che mi fa storcere il naso.

  10. gbanks 29 novembre 2007 alle 20:13

    l’aspetto tecnico del film non mi ha affatto impressionato.
    a parte il volo d’uccello iniziale, l’occhio si abitua presto alla novità e al prodigio, e rispetto a king kong (altro film in cui il digitale tendeva ad essere stucchevole) do il merito a zemeckis di non essere andato sull’accumulo.
    beowulf mi è piaciuto molto dal punto di vista della scrittura, sulla rivisitazione dell’eroe epico.

  11. LucyLumiere 4 dicembre 2007 alle 14:02

    Io questo film l’ho odiato…noiosissimo,non ha alcuna morale e ,come hai detto tu , applica una tecnica digitale che nn ha un senso….prossimamente sul mio blog metterò la recensione….la più crudele mai scritta di mio pugno( a parte quella su COME TU MI VUOI, li mi sn sbizarrita,ihihih)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: