Noodles Journal

Solo il mio modo di vedere le cose

La quasi luna, Alice Sebold, 2007

È sempre difficile tornare sulla scena letteraria dopo aver dato alle stampe un romanzo-bestseller di altissima qualità letteraria ed emotiva come Lovely Bones, ma anche facendo pubblica ammenda sulle pericolose e devianti attese di noi lettori giubilanti, va detto che quest’ultima fatica della Sebold ha qualche problemino di suo, in senso assoluto, anche a non volerlo confrontare col suo titanico predecessore. Pur iniziando in medias res, snocciolando quasi subito l’evento cardine (l’omicidio della madre anziana da parte della protagonista) ha in realtà un avvio in diesel, che sembra ingranare soltanto nella metà inoltrata. E sebbene sia riconoscibile lo stile che ci ha fatto amare le due opere precedenti della scrittrice, si nota uno scarto in negativo, un lieve appiattimento dovuto soprattutto a una duratura mancanza di empatia da parte del lettore per la storia narrata (e visto l’argomento è ancora più scandaloso): buona parte della storia è costituita da flashback sul rapporto tra la protagonista e la madre, che, nell’intenzione della Sebold, dovrebbe illuminarci sul gesto ferale della donna; il fatto è che invece non si trova alcuna motivazione; e soprattutto il personaggio della madre viene fuori come una strega insensibile bidimensionale, senza alcuna verosimiglianza o capacità di mostrare le sue ragioni (anni luce di distanza dall’indimenticabile madre in fuga – da un dolore che non riesce a tirare fuori – di Lovely Bones). In più una serie di imperdonabili inverosimiglianze, com’è noto capaci di distruggere anche la storia più interessante. Senza contare che viaggia in sottofondo, ma è solo una fievole minaccia per ora, il rischio che la Sebold tramuti brittlanti ossessioni d’autrice (la violenza sulle e delle donne) in una forma cristallizzata e preconfezionata da adattare alle varie occasioni.
Forse La quasi luna non è davvero così come l’ho descritto – sebbene, vorrei sottolineare, non lo trovi un brutto romanzo, ma solo riuscito a metà – forse la mia è solo la delusione cocente di uno che qualche mese fa era stato letteralmente folgorato da un romanzo (e sostanzialmente rassicurato dalla lettura a ritroso di ciò che l’aveva preceduto) e che ora non è riuscito a ri-trovare il canto di quella sirena ineffabile e praticamente perfetta. Il bello ma… il così così non lo accettiamo per Alice Sebold; Alice Sebold deve darci LA letteratura, anche se mi rendo conto dell’infantilismo da fun dell’affermazione.

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2 risposte a “La quasi luna, Alice Sebold, 2007

  1. mafaldablue 12 novembre 2007 alle 15:43

    anche a me incuriosiva molto dopo aver letto amabili resti…
    grazie per la recensione.
    Senti maaaa … aNobii non ti ha ancora “acchiappato”, o sbaglio? Nel caso…
    http://www.anobii.com/
    fatti un giro ;-))

  2. NoodlesD 12 novembre 2007 alle 17:47

    no, non mi acchiappò, mi scoccio di infilare i libri vecchi o nuovi ed è meglio non creare troppe stazioni di scrittura. In fondo quando mi va di recensire un libro lo faccio già qua.

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