Noodles Journal

Solo il mio modo di vedere le cose

Devo diventare famoso per farmi invitare da Marzullo. Dovrò ricordarmi di preparare prima una domanda e una risposta da farmi, ma si può fare questo sforzo per ricevere poi le informazioni sul sogno ricorrente dalla psichiatra/pissicologa telefonica. Sebbene non sia mai riuscito a terminare il testo di Freud (e ci ho riprovato tre volte eh) ho sempre avuto una passione per l’interpretazione dei sogni, fatta però, come dire, sul retaggio della cultura partenopea. Ma come Antonio La Puzza, in Totò e Peppino divisi a Berlino, mi interessa soprattutto usare i sogni per interpretare le mie azioni, non per giocare a Lotto. Solo che io lo faccio a ritroso, senza alcuna pretesa vaticinatoria. Ultimamente per esempio non faccio che sognare di tornare al liceo, sogno classico interpretato in genere (insieme a quello di ri-sostenere gli esami di stato) come un modo dell’inconscio di metterci alla prova, sogno che ricorre soprattutto nei periodi in cui ci sentiamo “sotto esame”. Che poi il mio modo di sognare la scuola è tutto un programma. Sogno LA SCUOLA, una sorta di entità onirica che è un po’ costruita con i pezzi di varie scuole frequentate e/o viste chissà dove. Ragiono come un cinematografaro: le varie scuole conosciute fungono da semplici locations, per cui posso prendere un pezzo di una per un’inquadratura, poi svoltare un corridoio e ritrovarmi in un’altra o (soprattutto), fondere i vari pezzi senza soluzione di continuità, facendo scolorare l’una nell’altra e addobbando senza essere troppo invasivo ogni ambiente alle mie esigenze… di regia.
Giorni fa ero tornato (oniricamente) all’edificio del liceo, il Liceo Scientifico «Niccolò Copernico» del Parco San Paolo (eh si eravamo a un tiro di piede dallo stadio…); l’altro ieri in quello delle medie, anche se nel sogno stavo prendendo parte al primio giorno di liceo. Analizzando il quotidiano è facile (forse un po’ troppo, ma intendiamoci la mia è un’interpretazione all’acqua di rose… se no perché vorrei andare da Marzullo?) notare che forse questi sogni si riferiscono ai dubbi sulle mie capacità di “insegnante di recupero”, per la bimba che ho a fare il doposcuola. Non so mai se sono davvero capace di spiegarmi visto che tendenzialmente nella vita sono una specie di torre isolata e balbettante quando dovrei essere chiaro. Però poi l’altro dì l’alunna arriva dicendo: «Ho avuto una nota in matematica».
Noodles si vede già trascinato in galera da due secondini-formato-armadio per non essere riuscito a risolvere le lacune dell’alunna (che in matematica sono significative), blaterando un’ultima arringa sconnessa sulle sue attenuanti. Ma si ricompone quando apre il quaderno e intende che c’è stato un fraintendimento: essendo ormai anziano, il Noodles associava il concetto di nota a un significato negativo (ricevere una nota ai miei tempi – Gesù, ai miei tempi? sembro Matusalemme… – celava un senso incontrovertibilmente negativo, dove invece in senso assoluto l’espressione non garantisce affatto un pregiudizio valutativo di qualsiasi tipo). Infatti sul quaderno noto un bel distinto, che mi fa allargare il sorriso da pagliaccio mentre una manina immaginaria mi batteva sulla spalla e una vocina immaginaria diceva (sorta di schizofrenia casalinga alla buona): bravo, jà, qualcosa l’hai ottenuta…
Ora mi chiedo se dopo questa piccola conferma sognerò ancora il liceo… Se non altro se inizia a fiancheggiare l’altro sogno ricorrente – che a dire il vero non faccio più da tempo – posso chiedere a Marzullo, quando e se mi intervisterà, quando sarò famoso che so come valletto di maria de filippis, una puntata intera sull’indagine dei miei sogni. Sai come li facciamo addormentare presto gli italiani…

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9 risposte a “

  1. MainMan81 18 ottobre 2007 alle 1:00

    Mmm… Non voglio assolutamente calarmi nella parte dello psichiatra dell’ultim’ora..ma secondo me questo tipo di sogni sono un’innaturale conseguenza del senso di spaesamento che può averti colpito -in modo più o meno cosciente- dopo aver conseguito la laurea.. mi spiego: prima avevi nun obbiettivo “forte”, una sorta di meta ideale che consisteva appunto nel conseguimento del tuo titolo di studio.. Adesso che l’hai conseguito ti manca una meta chiara e -in un certo senso- “stabilita” da raggiungere. E in quest’ottica ti manca anche la gratificazione che può risultare dal dare un esame -ad esempio-, che in ogni caso rappresenta una obbiettivo a breve termine ed evidente da raggiungere, una tappa intermedia che ti porta a superiori mete da raggiungere..una sortta di prova che, una volta superata, OLTRE a darti un senso di gratificazione ti dà anche una certa sicurezza in te stesso..
    Ora, magari ho scritto tutta una serie di cavolate senza senso, però è in questo modo che mi viene da interpretare questo ritorno ai tempi scolastici, ossia un’era in cui il tuo futuro era più o meno delineato -una cosa che di per sè ti dava una certa sicurezza- e costellato di “prove” -come esami, interrogazioni et similia- che eri assolutamente in grado di interpretare e affrontare con le tue capacità..e che potevano assolutamente nutrire la tua personalità grandiosa.
    Ho paura del momento in cui tutto ciò capiterà anche a me [se e quando, ovviamente] :dead:
    Un abbraccio zio, e scusa lo sproloquio 😉

  2. mafaldablue 18 ottobre 2007 alle 9:11

    alla mia veneranda età ed essendo passata dall’altra parte della barricata, anch’io qualche volta sogno di essere al liceo, di dover essere interrogata in matematica e di non sapere un tubo. Credo di aver passato notti a cercare di ricordare la formula delle equazioni di secondo grado o la sezione aurea. Se proprio il sogno decideva di girare ad incubo mi accorgevo improvvisamente di essere pure in pigiama.

    P.S. i miei feed sono disabilitati perché il blog adesso è privato. L’ho appena scoperto. Prima o poi tornerò pubblica. Ma non so ancora quando…;-)

  3. NoodlesD 18 ottobre 2007 alle 11:16

    ma che sproloquio zio, invece mi sa che hai centrato perfettamente il punto. Sarà anche una questione di abitudine, l’uomo è così. dopo anni e anni di prove reali e concrete, ora che queste – almeno in forma scolastica, giacchè come diceva eduardo “gli esami non finiscono mai – insomma ora che sono terminate, si son trasferite in zona onirica. ciò non toglie tra l’altro che si la tua interpretazione la si può integrare a quella che facevo io, e così la cosa acquista anche un senso più pieno. Niente è mai unidirezionale, meno ancora nei sogni e dunque nell’inconscio.
    siamo mejo di freud e jung, diciamolo.

    @maf, ma a me la cosa strana però è che in genere sogno la scuola ma non di essere interrogato. sogno solo di trovarmi di nuovo in aula, con amici vecchi e nuovi. è più un sogno da rimpatrio LOL
    aaah ecco. risolto il mistero dei feeds di maf.

  4. Cinedelia 20 ottobre 2007 alle 0:34

    ah…la matematica…non mi è mai piaciuta…ero la condanna della professoressa…però che belli gli anni del liceo, penso di non essermi mai divertito tanto…e pensare che quando (i grandi) mi dicevano: “Li rimpiangerai questi anni” io gli ridevo in faccia…
    Cmq se vogliamo parlare di sogni ricorrenti, i miei sono tutto un programma…ultimamente sto sognando una saga romeriana (divisa per capitoli) dove la mia città è invasa dagli zombi.
    Il primo sogno era di introduzione…ieri ho sognato la seconda parte, la mia città era completamente invasa dai morti viventi e io e miei amici, insieme ad altri sopravvissuti vivevamo in piccole roccaforti…ovviamente io sono l’eroe e a colpi di fucile a canne mozze mi facevo largo tra schiere di zombi, per correre a salvare la mia ragazza (il primo sogno fu abbastanza inquietante, ma quello di ieri però è stato alquanto adrenalinico…^^).
    Giuro che è vero!
    Sai darmi un’interpretazione?
    Non c’è più speranza o è solo la mia passione per il cinema horror che ogni tanto riaffiora?
    Ricordo un mio amico, laureato in scienze storiche, che ci sognava all’interno delle più importanti guerre (compresa la rivoluzione francese…^^).

  5. NoodlesD 20 ottobre 2007 alle 20:14

    E’ interessante il carattere telefilmico, a puntate del sogno. A me capita rarissimamente. Probabilmente è solo la passione per l’horror a riaffiorare ma io non essendo un esperto ti direi di venire pure tu dal Marzullo nazionale… ^^
    Io a volte – ma è raro devo dire – ho sognato Brando (e qualche altro attore, de niro forse), una volta in versione Don Vito, un’altra nelle vesti di Kurtz.

  6. Ale55andra 21 ottobre 2007 alle 9:43

    Uno dei miei sogni ricorrenti è di essere ospite a Sottovoce da Gigi Marzullo e ogni volta il sogno si interrompe proprio quando devo farmi la domanda e darmi la risposta, giuro.

  7. NoodlesD 21 ottobre 2007 alle 20:55

    forse quando troverai la domanda e la risposta da porti smetterai di sognarlo!

  8. Ale55andra 24 ottobre 2007 alle 15:46

    Allora credo che lo sognerò in eterno. Per inciso, a me piace un sacco Marzullo e Sottovoce, anche Cinematografo se per questo 😛

  9. NoodlesD 24 ottobre 2007 alle 17:15

    A me piacerebbe molto di più se Marzullo non fosse così fiscale e robotico. E poi far condurre un programma di cinema a uno che non ne capisce un tubo e lo conduce col cronometro alla mano non è proprio tutta questa eccellenza.

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