Noodles Journal

Solo il mio modo di vedere le cose

My personal Grindhouse: the Beauty-writer and the zombie

Espiazione (Atonement, Joe Wright, 2007).
Si ha più o meno la sensazione di trovarsi di fronte a una cartolina paesaggistica: il film di Wright mostra un gran bel paesaggio di scorcio, un invito a visitare la città/nazione intera, ma un invito appunto, un assaggio seppure degnissimo, cui manca un po’ il cuore. Ho molto amato il libro di McEwan per cui mi è difficile leggere il film dimenticandomi l’origine letteraria; ma tenterò di non esagerare con i confronti. Anche perché l’opera di Wright non si può dire certo fallita, sebbene trovo il finale eccessivamente didascalico: far parlare il personaggio in un’intervista e fargli “spiegare” la vera realtà del film è un po’ una situazione di comodo per fare presto. Per il resto pur avendo amato molte scelte del regista (le hanno già citate, quindi mi astengo, sarebbe ripetere le stesse cose) continuavo ad avere la sensazione che il modo di raccontare la storia si perdesse troppe cose, uno spettatore che non conoscesse il romanzo potrebbe pensare che Atonement sia tratto da un Harmony, perché Wright lascia da parte quello che a me sembrava l’elemento più interessante: la metafora della solitudine dello scrittore, chiuso fuori dal mondo e dai suoi stessi personaggi, condannato a scrivere per vivere e viceversa, senza mai trovare una vera reale espiazione. Ma, sottolineo, questi sono difetti del film in sé, anche senza paragonarlo al lavoro di McEwan.
Questo comunque non mi porta a bocciare il film, ma a sottolineare che lascia un po’ l’amaro in bocca per non aver saputo sfruttare al meglio delle soluzioni che gli si presentavano lì, davanti agli occhi. Fortuna che il cast riesce a tenere in piedi tutto in modo degnissimo, in particolare – e lo dico con un certo piacere – Keira Knightley che da vita a una Cecilia convincentissima (tanto da convincermi che il personaggio che avevo immaginato leggendo non poteva che essere interpretato da lei). Poiché m’era piaciuta molto anche in The Hole spero sia l’occasione giusta per far prendere il salto di qualità alla sua carriera di modo da lasciarsi alle spalle Pirati e Caraibi, degno esempio di quando un successo blockbuster può solo danneggiare un (bravo) attore.
E non parliamo del fatto che per aver aspettato di nuovo tizio e caia che volevano vedere il film, l’ho perso in sala e mi son dovuto sorbire questa copia-cesso via mulo: messa a fuoco impazzita, inquadratura di sguincio che tagliava un po’ la base e persistente opacità sul lato superiore. Fortuna che l’audio era buono.
Fine primo tempo/spettacolo.

Trailer: la recensione che leggerete nei prossimi giorni. Non si uccidono così anche i cavalli? America. 1932. Un’umanità abbruttita dalla povertà e dal cinismo. Una gara di ballo. Ne resterà soltanto una coppia. Che porterà a casa mille e cinquecento dollari. Jane Fonda sublime diretta da un Pollack in stato di grazia. Prossimamente!

Secondo tempo/spettacolo.
28 settimane dopo (28 weeks later, Juan Carlos Fresnadillo, 2007).
Ho recuperato il capostipite girato da Boyle pochi giorni fa, proprio per prepararmi. E m’era piaciuto non poco. Però vorrei capire come faccio a farmi convincere poi a vedere in sala, il seguito, quando è risaputo che sono un cagasotto di fronte a questi generi qua. E l’inizio mi ha messo in una situazione terribile, quell’apertura in medias res, senza orizzonte e senza possibilità di capire in che punto si fosse attacca un panico d’annata. Poi il film di Fresnadillo ritorna alla Londra desolata di Boyle e nel corso dell’ora e mezzo di storia perde ogni tanto il ritmo, ma riesce a consegnare comunque un degnissimo seguito, facendo leva su uno spunto interessante: frammenta i membri di una famiglia tra infetti e sani, ma pur affidando il ruolo ingrato ad attori di tutto rispetto come Robert Carlyle e Catherine McCormack non riesce a costruirne una vero dilemma morale né a trarne una conclusione toccante, tutto si perde nella frenesia dell’action.
Il ritmo di montaggio impresso stavolta è infatti più frenetico, velocissimo, troppo forse. Lui ne fa una questione di camaleontismo modernista (se mi si passa il termine); io sono d’accordo fino a un certo punto, perché spesso m’ha dato un po’ l’impressione di un escamotage di comodo per fare in fretta e spendere poco (oltre che aggirare di nuovo con passo felino il gore). Il film pecca un po’ in quelle che dovrebbero essere le sorprese, i booh da film horror, perché qualche sequenza e qualche morto sono un tantino scontate e prevedibili. L’aspetto però forse più curioso è la quasi totale assenza del gore – non che nell’altro capitolo avesse questo grande spazio. Mi chiedo ancora se sia una precisa scelta stilistica o un modo di non rendere il film troppo disturbante (e soprattutto di recluderlo a una fascia d’età troppo grossa).
Il finale è come da copione. Ad ogni modo la prova è riuscitissima e getta nuove, crepitanti attese per il terzo (finale?) capitolo. Che forse sarà il caso di attendere in home video, se no strappo un’altra federa da poltroncina…

Annunci

12 risposte a “My personal Grindhouse: the Beauty-writer and the zombie

  1. latendarossa 14 ottobre 2007 alle 10:20

    Ooh ma qua si spazia da Philip Roth a Keira Knightley…beeene :))
    L’idea del trailer mi sembra una figata (anticipare un pò il prossimo post che magari si ha già in mente, bravo Nood). Vorrei andare a vedere 2 giorni a Parigi che ne pensi? Ho letto che è una commedia alla Woody…

  2. Iggy 14 ottobre 2007 alle 10:33

    Devo proprio vederlo “28 settimane dopo”!! Avevo paura fosse un sequel banalotto, ma vedo che è stato promosso anche dagli estimatori di Boyle più incalliti.

  3. MrDAVIS 14 ottobre 2007 alle 10:35

    A me il finale di Espiazione invece ha convinto molto per quella parte, un pò meno il fatto che Wright lo ha fatto diventare harmony con le immagini:una camera fissa sulla Redgrave sarebbe stato decisamente meglio.
    Vero, potrebbe venire interpretata coem furbata l’intervista ma se si pensa che tutto il film è impostata come se lei stesse scrivendo il romanzo, questo finale diventa l’unica soluzione.O almeno questo è ciò che penso.

    ps:bella l idea del trailer!

  4. NoodlesD 14 ottobre 2007 alle 20:25

    @tenda, Voglio vederlo anche io il film della Delpy, mi pare, non solo alleniano ma anche molto nouvelle vague.

    @Iggy, io mi son fatto convincere a vederlo proprio grazie alle recensioni di rispetto della connection.

    @MrDavis, la vedo così: non che il film debba essere una copia del libro, ma se il romanzo chiosava lo “svelamento” in modo tanto eccellente e “in punta di piedi”, se lo cambi – visto che è anche uno dei pochi cambi – mi devi proporre una scelta migliore o quanto meno più coerente, se no tanto vale riprenderla in toto.

  5. Raindog78 15 ottobre 2007 alle 12:32

    a me è piaciuto un sacco…anche se il primo rimane superiore…complimenti per il blog..davvero bello!!!

  6. utente anonimo 15 ottobre 2007 alle 17:07

    OT: quando ti va mi fai sapere se il fedd funziona di nuovo? Stranamente nel pannello di controllo di splinder era disabilitato…strano eh.
    Marcello sloggato

  7. Avag 18 ottobre 2007 alle 12:38

    mannaggia non dici nulla sul pianosequenza del rientro da dunkerque, (che io ho odiato) e sarei stata molto curiosa di sapere il tuo parere..

  8. NoodlesD 18 ottobre 2007 alle 14:13

    In effetti ha dello stucchevole. Mi sembra la classica sequenza in cui il regista dice ma guarda quanto sono bravo eh? senza che ce ne sia davvero una necessità poetico/artistica.

  9. Cinedelia 19 ottobre 2007 alle 1:32

    uff…spero proprio di riuscire a vederlo…ne parlate tutti bene…

  10. ipitagorici 19 ottobre 2007 alle 10:18

    sono solo un appassionato di cinema ma il pianosequenza era bello, anche se forse non c’entrava tantissimo con la vicenda.

    Il film mi è piaciuto, poi lei è bravissima, oltrechè molto bella.

    Bruno.

  11. NoodlesD 19 ottobre 2007 alle 12:05

    Per quanto mi riguarda non dico che non sia bello o non sia girato bene, ma mi ha dato la sensazione di un virtuosismo un po’ fine a se stesso, il “pezzo di bravura” da esporre al pubblico.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: