Noodles Journal

Solo il mio modo di vedere le cose

Severance, Christopher Smith

Il cinema di genere americano da sempre rimasticato, ripensato e riproposto dalla “vecchia” Europa trova di tanto un suolo prediletto che in un paio d’anni dona nuova linfa, rinnovandone gli approcci. Severance si infila nel filone oggi quanto mai fruttifero (ri)portato agli allori dal (pessimo) Hostel filtrandolo attraverso la propria sensibilità, giocando un po’ con tutti gli stereotipi degli slasher movies li ibrida con la commedia nera, con un gusto dell’ironia macabra tipicamente british, presente soprattutto nella prima ora, con gustosi inserti da cinema degli albori per illustrare – letteralmente – i racconti dei protagonisti sul luogo che li ospita e sequenze costruite col preciso intento di “sfiancare” lo spettatore, di farlo girare a vuoto lanciandogli al tempo stesso segnali inquietanti, spesso falsi o costruiti per distogliere l’attenzione dal vero problema (la scena del ragno). Ma l’ironia la fa da padrona anche nelle sequenze della mattanza, dove l’efficentismo lavorativo di marca inglese trova una sua nerissima satira al sangue, facendo leva sul cinismo (i sette malcapitati lavorano per un’azienda che fabbrica armi), mescolando continuamente il riso alla suspense, facendo convivere in un’unica sequenza l’uccisione di uno dei carnefici con un’ironica inquadratura da “tettone con le armi” che pare arrivare direttamente da un film di Russ Meyer e che piacerà moltissimo a Tarantino (o a Ordell). Cast decisamente azzeccato a raffigurare una serie di “tipi” senza banalizzarli, e una Laura Harris davvero gagliarda. L’unico appunto che mi viene da fare (al genere) è questo: capisco la serialità e i codici di un genere ma non sono diventati un po’ troppo prevedibili gli intrecci a procedimenti progressivamente sottrattivi dei vari protagonisti? Severance ha il pregio di beffare un po’ lo spettatore, sparigliando la sequenza mortuaria che sembrava preparare dall’inizio, ma io a questo punto vorrei un film in cui degli X malcapitati/e non ne morisse neanche uno, giusto per rendere la beffa completa. Ma poi, uno dice, il sangue da dove lo fai scorrere? Sarebbe un film vegetariano…

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Una risposta a “Severance, Christopher Smith

  1. utente anonimo 8 ottobre 2007 alle 16:14

    E già… ci prova ma non ci riesce a stupire lo spettatore. Niente di nuovo. Peccato.

    Neville

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