Noodles Journal

Solo il mio modo di vedere le cose

Stanley Kubrick. L’umano né più né meno, Michel Chion, 2005

Uno attende tanto la lettura di questo saggio che nella sua testa avrebbe dovuto essere «né più né meno» il Nuovo Testamento sul Maestro (dove il Vecchio sarebbe quello di Ciment) e che invece s’è rivelato parecchio irritante. Irritante è proprio il termine giusto, che non c’entra con la qualità dell’analisi critica, peraltro indiscutibile e rigorosa, ma il problema (il mio problema) è nato sul taglio dato a tutto il lavoro.
Innanzittutto quel titolo ingannevole che prometteva un’analisi antropocentrica del lavoro di Kubrick, che mi aveva spinto a comprare questo testo prima di altri sul regista che pure mi solleticano, e invece ti ritrovi con un testo che ne analizza la filmografia in modo generale senza focalizzarsi su quell’aspetto nello specifico. Poi io odio quei critici che adoperano precedenti lavori, o che si autocitando rimandando ad essi, per rimpolparne uno nuovo. Avendo già letto il testo di Chion su 2001 ho potuto appurare che il capitolo qui dedicato al film non è che una ricopiatura con qualche aggiunta di quel saggio. E questa è paraculaggine inammissibile, se si conta anche che viste le sue dimensioni è un saggio a parte, pure un po’ troppo slegato dal resto dell’analisi.
Ecco dunque l’altro problema: la disomogeneità nelle analisi dei vari film. Non per fare il fiscale, ma di 600 pagine – indici-compresi – non è comprensibile che 2001 – seppure sia il capolavoro e IL capolavoro – ne occupi ben centocinquanta! Ossia l’estensione quasi né più né meno del saggio precedentemente pubblicato. E Barry Lyndon? 50 e passa. E Eyes Wide Shut? Intorno alle 100 (ed è un caso che quest’ultimo sia un rimpolpamento di un altro suo saggio monografico?). Al di là di questa macchinosa citazione numerica, il problema è il seguente: Chion si sofferma di più sui film che preferisce del Genio. E, questo in teoria, sarebbe anche lapalissiano, se non fosse il suo un testo di critica che ambisce a una certa oggettività (teorica ovviamente), ma che “gioca sporco” elevando e discutendo maggiormente dei film che l’esimio reputa i migliori, riservandosi invece di sputare delle riserve nelle ristrette venti-trenta pagine appena che dedica più o meno a ognuno degli altri film.
Chiunque venisse a demolirmi Eyes wide shut si beccherebbe i miei strali infuocati, ma è inammissibile – a mio modesto parere – considerarlo più riuscito di Arancia meccanica! E addirittura addurre a questo film qua difetti vari di struttura o di intenzioni-realizzate. Per non parlare della solita solfa della critica ufficiale che deve romperci i maroni su Shining ritenendolo un passo non del tutto riuscito, solo perché – si legge tra la righe – sarebbe il film più “commerciale” di Kubrick. Nel 2005/7 siamo ancora a dover difendere la validità dei generi più “popolari” (l’horror nel caso) nella loro discussione critica?
Non so davvero se lo consiglierei, dopo averlo letto.

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5 risposte a “Stanley Kubrick. L’umano né più né meno, Michel Chion, 2005

  1. deliriocinefilo 5 ottobre 2007 alle 22:30

    sono sempre stato li li per comprarlo…grazie dell’info.

    p.s.: Secondo il mio modesto parere Eyes Wide Shut è alla pari se non superiore a 2001, per me il suo capolavoro più grande e più penetrante, ad ogni visione diventa sempre più enorme, stratificato, immenso, una vera e propria spina nella carne. (poi ognuno rimane giustamente del suo parere)

  2. PogoOpossum 6 ottobre 2007 alle 18:10

    Qualsiasi cosa di Chion mi procura prurito. Mo se messo pure a scrive su cubric? Namo bene…

  3. NoodlesD 6 ottobre 2007 alle 18:42

    delirio, senza nulla togliere a EWS (che ha delle sequenze che la maggior parte dei registi si sogna col binocolo), restano alcune piccole cosucce che ancora non mi prendono del tutto, fermo rimanendo che siamo in un’orizzonte eccellente.

    Pogo, in effeti anche il saggio su 2001 mi aveva causato qualche… prurito…

  4. Ale55andra 7 ottobre 2007 alle 11:48

    Io non riuscirei davvero a dire qual’è il film migliore di Kubrick, anche perchè secondo me sono tutti dei grandi capolavori…

  5. snaut 11 ottobre 2007 alle 22:48

    Molto utile questo post, stavo pensando già da tempo di comprarlo se non per quelle 150 pagine su 2001 che già ho letto.. uno schiaffo all’onestà.

    Più che altro c’è il “The Stanley Kubrick Archives” della Taschen che è un autentico monolito rosso da avere immediatamente, se non fosse per quei 150 euro 😐

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