Noodles Journal

Solo il mio modo di vedere le cose

Shrek Terzo, Chris Miller, Raman Huim

C’era una volta un formaggio. Voi mi direte e che c’entra? Aaah abbiamo capito, il puzzo di Shrek che è formaggioso e quindi… No, vi dico io. C’era una volta un formaggio che ci piaceva. Aaah e Shrek poi se l’è magnato e noi ora… E noi ora un paio di castagne! Insomma la volete sentì o no sta cosa? Scuss. Dov’eravamo rimasti? Dunque, dicevamo: c’era una volta un formaggio. Il primo assaggio ci piacque assai, al secondo giorno però già ci sembrò meno buono, e iniziammo a chiederci se forse non avrebbe necessitato di qualche abbellimento e contorno in più per essere davvero buono. Ma non eravamo ancora arrivati al terzo giorno. Piatto speciale: un’altra volta formaggio, e stavolta, sospettiamo, si sono pure dimenticati di tenerlo in frigo. In due parole, ecco cosa penso di Shrek Terzo. Il fango è poco e l’orco non ci sguazza; la maggior parte delle “battute” giungono telefonatissime, come se io fossi alla fermata e quando il bus arriva con due ore di ritardo il conducente pretendesse pure che gli sorridessi e gli dessi una pacca sulle spalle. Il gioco citazionista, iconoclasta e “postmoderno” che aveva fatto la fortuna dell’orco verde è ormai fuori tempo massimo: la ricetta è sempre la stessa, con la pregiudiziale di giungere quando siamo pure sazi di favole ri-raccontate e ribaltate (pure una mezza chiavica). Lo spettatore non sa se prendere un’ascia o semplicemente uscire dalla sala. No, dico, ma si aspettano pure che ridiamo? La novità è giusto Banderas che doppia il gatto pure in italiano. Che aveva poi Rossi che non andava più? Per carità, niente contro il bell’Antonio, che è pure bravo, ma a volte le battute sono un po’ moscettine (non ne ha colpa ovviamente, visto che deve recitare in una lingua che non è la sua, neanche per adozione). Secondo me hanno scelto lui giusto perché tanto a sto giro il gatto apre bocca sì e no cinque volte, allora avranno detto ma senza che ingaggiamo un altro doppiatore che lo dobbiamo pagare per intero, meglio che ci teniamo Antonio qua un’altra oretta e gli facciamo leggere sto copione italiano e via.
Come se non bastasse in questa nuova avventura il patetico si vende a frotte, grazie anche al tempestivo intervento di Re Artù detto giovanilisticamente Arty che ci sta dentro un sacco anche perché nell’originale lo doppia giastin timberleic*. Vero è che Shrek pure prima chiudeva sempre con una nota molto moralistica e convenzionale, al di là dello scimmiottamento “iconoclasta” che precedeva il finale, ma stavolta lo sbracamento arriva troppo presto e accompagna per troppo tempo tutta la faccenda. A questo punto è meglio Shrek IV resti molto molto lontano da noi.

*qui c’è un velato autocompiaciuto riferimento a un’altra passata recinzione del sottoscritto che ovviamente “riferisce” solo egli.

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15 risposte a “Shrek Terzo, Chris Miller, Raman Huim

  1. honeyboy 20 settembre 2007 alle 11:59

    sempre più contento di averlo evitato!
    e il IV non avrà certo miglior destino

  2. trinitysdc 20 settembre 2007 alle 13:50

    A me il secondo era piaciuto parecchio. anche + del primo(anche se per esserne certa dovrei rivederlo). Questo qua sì era abbastanza triste.
    E nn voglio sapere come saranno il 4 e il 5!
    Ciao!

  3. NoodlesD 20 settembre 2007 alle 15:07

    @honey, hai fatto benissimo, io lo vidi solo perché la sala per gli omini gialli era piena!

    @trinty, meglio restare nell’ignoranza!

  4. MrDAVIS 20 settembre 2007 alle 21:30

    ahahahahh!
    Anche a me il secondo piacque più del primo ma questo davvero è stato deludente….

  5. Deadlock 21 settembre 2007 alle 13:26

    C’è qualcosa che mi sfugge…
    sinceramente non riesco a capire che “utilità” possa avere fare le pulci ad un cartone animato ( e non stiamo parlando di Miyazaki o che ne so, di Appuntamento a Belleville) che è pensato sopratutto per bambini.

  6. mafaldablue 21 settembre 2007 alle 15:34

    rispondo all’ultimo commento: le reazioni dei bambini, posso testimoniare per almeno una decina di loro, sono state identiche a quelle di Noodlesd. I bambini da me interpellati , con capacità dialettica certamente inferiore a quella di Noodlesd hanno però fatto, all’uscita stessa dalla sala cinematografica la seguente classifica: il secondo, poi il primo poi – ma molto molto molto dopo – il terzo.

  7. NoodlesD 21 settembre 2007 alle 16:26

    mr, infatti

    Deadlock, pensato per i bambini fino a un certo punto, perché i “rimandi” di Shrek spesso sono più per gli adulti che per i bambini. E poi comunque il problema è che a questo giro Shrek non fa RIDERE e come ci testimonia mafalda, neanche i bambini, quindi vuol dire che proprio l’acqua è poca.

  8. ohdaesu 22 settembre 2007 alle 15:24

    Il discorso di deadlock è come dire “Non vedo perché preoccuparsi di questa gang di delinquenti che va in giro a spegnere le sigarette sulla fronte dei bambini, voglio dire, dopotutto sono solo bambini”.
    Non so voi, ma se io avessi dei figli (tocchiamo ferro) vorrei che crescessero vedendo film che possibilmente non siano una merda e li facciano divertire con intelligenza. Considerare i bambini come fessi da mettere di fronte a un qualsiasi schermo acceso è un errore triste.

  9. utente anonimo 22 settembre 2007 alle 19:11

    @deadlock e io ti faccio le pulci alla grammatico (mazziane una per educarne cento) perchP quasi tutti nella blogsfera scrino sopratutto. Si scrivo con due T, porcoggiuda

    io shreck terzo l’ho visto e il giorno dopo l’ho dimenticato, l’unica cosa che ricordo è che arthur prendragon somiglia al kekkoz

    la reine

  10. utente anonimo 22 settembre 2007 alle 19:13

    mi faccio le pulci da sola anche grammatica – perché – scrivono

    ecco

    la reine again

  11. NoodlesD 22 settembre 2007 alle 21:58

    oh, hai centrato il punto. Secondo me uno cresce in un certo modo anche in base alle cose che vede e gli propinano. Già la tv fa rischiare l’ottundimento, se ci si mette pure il cinema d’animazione…

    reine, in effetti la somiglianza c’è tra arthy e kekkoz. Ciò che scrivevi su non l’ho capito: o sono dislessico o la grammatica-logica lì ha subito un attentato.

  12. Deadlock 23 settembre 2007 alle 2:00

    non voleva essere questo il senso del mio commento, probabilmente mi sono anche spiegata male, per carità lungi da me difende i film idioti (che come si sa al botteghino rendono).. volevo solo “spezzare una lancia” a favore di shrek, non l’ho trovato così tragico e di gente a cui non è piaciuto non ne ho vista poi così tanta, ma vabbè. Io sinceramente preferisco che un bambino venga portato a vedere shrek piuttosto che un film demenziale o che cresca con l’idea che andare al cinema voglia dire vedersi i panettoni natalizi.
    @Noodles: il punto forte di shrek era appunto il fatto che fosse appunto un cartone animato che divertisse i bambini e allo stesso tempo gli adulti, con quest’ultimo non si ha avuto gli stessi effetti, ma vabbè ti passi sempre un’oretta e mezza “leggera” o almeno io la vedo così.
    @ ohdaesu: un bambino lo devi abituare, c’è chi porta i bambini a vedere qualsiasi cosa, tanto per tenerli occupati un paio d’ore, questo secondo me è l’errore

  13. NoodlesD 23 settembre 2007 alle 13:30

    la mia filippica contro questo Shrek in realtà nasceva dla fatto che a me il primo era piaciuto, e non poco. Quindi mi spiaceva che poi lentamente fosse naufragato verso queste derive ignobili. Questo Terzo non è certo la cosa peggiore vista negli ultimi anni, ma al paragone coi suoi precedenti mette tristezza e fa sperare malamente per il prossimo IV.

  14. utente anonimo 23 settembre 2007 alle 23:54

    be’ ma non è proprio per bambini. E’ il classico film a doppia lettura, con un sacco di battute decifrabili solo da parte di un adulto e che vuol divertire in egual modo tutta la famiglia. E toppa alla grande.
    “un libro non merita di essere letto a dieci anni, se non merita di essere letto anche a cinquanta”

    ciao, domenico

  15. utente anonimo 26 settembre 2007 alle 0:12

    (c’è stato un attentato alla grammatica confermo, e troppa mexcalina, aggiungo ecco)

    😉

    la reine

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