Noodles Journal

Solo il mio modo di vedere le cose

Disturbia, D.J. Caruso

Più che a Disturbia, il film di Caruso sembra girato da Trony: ci viene spaparanzato sul tavolo tutto l’hi-tech contemporaneo in un orgasmo di modernismo che poteva essere sfruttato con un intelligente riflessione sullo sguardo, aggiornando al digitale la riflessione cinefilo/sociologica esplorata da sir Alfred, e invece è solo una vetrinetta per attirare il pubblico. Mi immagino i produttori seduti nelle loro poltroncine (di pelle umana) a discutere: come facciamo a portare in sala quanti più tineger possibili?
1. Shia LaBeouf – che è bravo, questo sì, anche se il migliore è Morse – con la sua faccia da sfigatello che però attira la gnugna del quartiere (attenzione ciò che segue sfida le leggi della realtà così come la conosciamo) anche se vive relegato in casa e non può andare oltre il suo giardino e riesce a conquistarla con una delle dichiarazioni più cariche di cliches che abbia sentito da qualche anno a questa parte (se io dico quelle cose a una ragazza e le dico che la spio quotidianamente, l’ultima cosa che può accadermi un minuto dopo è di far piroette con la mia lingua intorno alla sua).
2. Mettere nel carniere tutte le cose che piacciono a tinegersss, così si identificano dicendo uuh ce l’ho pur’io quello uuh l’X-Box, uuuh la videocamera digitale precisa alla mia, uh anche loro scaricano musica, uh pure loro hanno l’iTunes… e suggerire che anche se vivi da sfigato 24h su 24 davanti al pc domani la tua vicina bussi alla porta in costume da bagno e tutta umidiccia per fare sesso con te.
3. Le aziende produttrici della chincaglieria di cui sopra staranno danzando tenendosi la mano (poi non si capisce perché dobbiamo ridere di fronte alla razzia in odore di ammodernariato di Notte degli esami oggi e ammirare poi quella ammeregana).
4. Sarah Rohmer è caruccia ma ha l’espressione limitata e ci sarebbe stata più simpatica se la sceneggiatura non avesse insistito nel sottolineare che lei legge “libri pesanti”. La signorina ha cervello dunque? Ma allora com’è che si comporta come una semisgallettata qualsiasi durante tutto il film?
Il problema di Disturbia non è neanche il confronto con Hitchcock (e né ci va di farlo per non sparare sulla Croce Rossa), perché le similitudini sono solo di superficie: ciò che Caruso mette “in luce” non è tanto il guardone che è in tutti noi (anche se si citano i reality show!*) quanto la “paranoia” della cultura americana. E anche questa in realtà è appena accennata, giusto per dare un colore sociologico all’oretta e mezza di sbobba. Senza contare quanto siano diventati pigri gli sceneggiatori, che si affidano sempre ai soliti trucchi, sperando di cogliere in castagna lo spettatore, ormai invece talmente smaliziato che devi scrivere storie con l’idea di aver di fronte la CIA: quel trucchetto della rossa che esce con l’auto dopo il trambusto… be’ ci credeva solo Caruso che potesse funzionare. La sensazione finale è di un film non proprio orrendo ma che non sfrutta le (alte) potenzialità che aveva messo in campo (a cominciare dal braccialetto-detector): un’asta di strumenti superfighi, ma che poi, quando apri le scatole ti accorgi che sono vuote.

* che in questo film sarebbe come se io prendessi parola a una conferenza sulla cultura giapponese e mi giocassi tutto l’intervento sul fatto che i giapponesi hanno gli occhi a mandorla<

Annunci

11 risposte a “Disturbia, D.J. Caruso

  1. nienteinordine 25 agosto 2007 alle 3:10

    l’ho visto. la mia analisi era stata molto piu’ superficiale della tua, che mi e’ piaciuta molto.
    globablmente mi e’ piaciuto ma lui fa tanto justin e lei fa un po’ britney. per il resto, mi piace il sovrammercato di tecnologia nei film 🙂

  2. utente anonimo 25 agosto 2007 alle 10:13

    ciao oggi per caso mi sono imbattuta nel tuo blog..è molto bello sai? mi piace molto la commistione vita privata, libri cinema..questo blog è un vero e proprio scorcio di vita quotidiana..
    ps ti capisco per la questione della 3fascia. sono anche io una laureata ion lettere pre riforma moratti, alle prese con le graduatorie…
    rovistata

  3. Edooo 25 agosto 2007 alle 14:09

    Ah ah bellissima recensione. Concordo su tutto tranne per il “Sarah Rohmer è caruccia”, io sarei stato più generoso nel giudizio! Ciau

  4. souffle 25 agosto 2007 alle 18:11

    Il peccato maggiore di Disturbia è che è un film noiosissimo che avrebbe meritato opinioni ben più severe.
    La finestra sul cortile aveva un erotismo presente in ogni fotogramma, e non possiamo dire che i due protagonisti di Disturbia siano capaci di stillare una goccia, solo una, di erotismo (che non è mettere il culo in mostra o tuffarsi in piscina, ma leggere Harper’s bazar su un letto con grazia, anzi con Grace).
    Inoltre l’ho trovato un film tremendamente repubblicano e conservatore (non sempre vanno insieme le cose).
    Come la guerra dei mondi, infatti.
    Shia LaBeuf non è brutto (altrimenti scapperebbero le ragazze) nè bellissimo (altrimenti niente solidarietà maschile).
    Il problema che ebbe invece il bellissimo DiCaprio di inizio carriera, quando in pochi lo esaltavamo, mentre i maschietti hanno cominciato ad apprezzarlo una volta divenuto bolso, barbuto e grandicello.
    Ma questo è normale.

  5. NoodlesD 25 agosto 2007 alle 18:48

    @niente in ordine, devo dire che all’inizio stava andando bene poi man mano s’è perso un po’ per strada, s’è annacquato.

    @rovistata, allora sai bene che bei casini ci ha regalato l’esimia attuale sindachessa milanese… -_-”
    e grazie x i complimenti al blog 🙂

    @edooo, non so, ovviamente non è brutta ma neanche mi pare questa sventolona.

    souffle, parole sacrosante. Grace Kelly senza bisogno di tuffarsi in piscina era 300 volte più sexy della rohmer. E poi, mi pare che lo stilasse jerry il paragone, Ozon con la Segnier (gran pezzo di gnocca, quella sì) aveva fatto ben altra roba con swimming pool.
    Shia non è brutto, ma ha quella faccia da sfigatello o gli fanno averw quella faccia per vendere più biglietti e adulare gli sfigati che vanno al cinema.

  6. latendarossa 26 agosto 2007 alle 12:27

    Che è successo al font dei commenti è diventato tutto lilipuzianoo…di questo film contesto già il titolo: “Disturbia?”, “No, no preghia”. Mah.
    ieri Nood eri in tv lo saiii 🙂

  7. honeyboy 26 agosto 2007 alle 19:40

    sono solo io a vedere i commenti in un carattere microscopico?
    comunque io disturbia l’ho “snobbato” (e leggendo ciò che scrivi non me ne pento molto ^^)

  8. Iggy 27 agosto 2007 alle 13:17

    Applausi per il punto 1! ^^
    Nel sentire quelle cose ho provato vergogna!

  9. NoodlesD 27 agosto 2007 alle 14:07

    tenda & honey, non so cosa sia successo. io nn ho mosso niente nel template, almeno così mi pare. chiederò ad amici più esperti di controllare.

    iggy, grazie ^_^

  10. Cinedelia 28 agosto 2007 alle 0:15

    tutti concordi nella delusione…devo dire però che questo aumenta la mia curiosità…

    PS: bel blog, ti aggiungo subito tra i miei link…;)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: