Noodles Journal

Solo il mio modo di vedere le cose

Raymond Carver – Kevin Canty

Raymond Carver, Se hai bisogno chiama

Certi miei comportamenti lasciano davvero campo al mistero: pur non essendo un fan integrale di Carver ho comprato e letto tutte le sue raccolte di racconti. Spesso, alla fine della lettura di un suo racconto, resto insoddisfatto, come se il viaggio intrapreso si fosse fermato a metà per un guasto al motore. Capisco che è proprio quello il punto della sua scrittura, della sua visione “minimalista” della vita e infatti non credo neanche che Carver sia sopravvalutato, solo non entra troppo nelle mie corde. Più misterioso è capire a questo punto perché abbia comprato tutti i suoi libri (e ora anche le raccolte poetiche), se non sono così convinto del suo stile. E ho forti sospetti che in parte dipenda dalle bellissime edizioni/copertine che la Minimum Fax ha dedicato alla collana dei suoi libri. Molto poco intellettuale, è vero, ma io ho sempre avuto un certo feticismo per il libro in quanto libro, per la sua struttura fisica, la rilegatura, l’aspetto grafico… Se hai bisogno chiama raccoglie cinque racconti inediti, appartenenti all’ultima fase di Carver, vengono dopo la “svolta” di Cattedrale, con un andamento più corposo della scrittura e storie un po’ più complesse.

Tenersi la mano nel sonno (Honeymoond and other stories, Kevin Canty, 2001).

Un po’ carveriano nello stile essenziale, capace di indagare meravigliosamente in un’altra America, quella piccola e celata, in questi undici racconti Canty presenta un’umanità con cui si empatizza subito, pur nei brevi squarci presentati. Anzi, la potenza miracolosa del suo stile sta proprio nel creare un’alchimia immediata tra lettore e personaggi nello spazio di poche pagine. Dal primo innamoramento di un bambino grasso a una storia d’amore a tempo determinato, da un incontro con due sconosciuti con esito imprevisto alla morte improvvisa della propria (ex) ragazza, Tenersi la mano nel sonno somma realismo a capacità introspettiva rara, sa raccontare anche tematiche “scabrose” con una originalità e una tranquillità invidiabili (Acquario). Molto carina l’idea finale dei “titoli di coda del libro” come fosse un film. Immagine in copertina meravigliosamente naif.
L’unico dubbio è la traduzione del titolo, come si diceva tempo fa con lei che ironicamente sottolineava come il titolo nostrano fosse più “puccioso” e dunque più utile ad attrarre i lettori, senza farsi scrupolo però di sviarli dalla vera anima del libro.

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3 risposte a “Raymond Carver – Kevin Canty

  1. honeyboy 6 agosto 2007 alle 22:33

    carver piace più a me che a te, ma alla fine hai letto più suoi libri tu di me ^^
    questo “Honeymoond and other stories” non lo conosco (non conosco nemmeno Canty), ma mi incuriosisce molto, prendo appunti

  2. NoodlesD 7 agosto 2007 alle 17:52

    in effetti è parecchio strana sta cosa e si aggiunge al resto delle cose strane mie ^^

    Canty mi sento di consigliarlo vivamente, poi magari fammi sapere 🙂

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