Noodles Journal

Solo il mio modo di vedere le cose

Mi chiamo Billie Morgan e sono un’assassina (Billie Morgan, Joolz Denby, 2004)

Un mesetto fa più o meno presi questo libro alla Feltrinelli, dallo scaffale delle Novità senza saperne nulla, di un’autrice che non conoscevo affatto, spinto solo dalla curiosità della trama (e anche dal prezzo basso). Cosa che non faccio praticamente mai. Potevo ritrovarmi tra le mani un pastrocchio, invece è andata bene. Più che bene.
La trama e le frasi della quarta di copertina possono fuorviare il lettore, dipingendo Billie Morgan come uno di quei thriller a basso costo, un bestseller scritto con uno stile industriale, mentre invece Joolz Denby ha una voce molto più personale. Raccontando in prima persona (e io vado pazzo per i racconti di personaggi che si guardano indietro e raccontano le proprie vicende) il suo passato remoto e prossimo, Billie Morgan presenta al lettore la sua vita fatta di droga, sesso e violenza, quando ancora faceva parte di un gruppo di motociclisti nell’Inghilterra dei Seventies e dell’ombra che l’omicidio di un uomo anni prima rischia di distruggere tutto ciò che ha costruito. Ma la Joolz abolisce ogni vieto stereotipo, non calca affatto la mano sugli abusi, non le interessa costruire un personaggio maudit, racconta quell’evento soltanto nelle ultime pagine rimandando psicologicamente il confronto di Billie con se stessa solo alla fine, tutti motivi per cui il libro ci è piaciuto: Billie riconosce i suoi errori e non chiede affatto compassione. Il finale è davvero interessante e originale, e mi preme però qui sottolineare come le recensioni delle copertine dei libri ultimamente anticipino o rivelino buoni 3/4 del libro, che poi il lettore vorrebbe sapere che diavolo lo legge a fare se conosce già (quasi) tutta la trama.

«Indimenticabile e lirico, con una conclusione intimamente devastante, Billie Morgan è un animale raro: un racconto che esamina in profondità lo smarrimento, il sacrificio, il dolore, senza perdere mai di vista una verità immutabile: senza l’amore non siamo nulla. Un romanzo che conferma Joolz Denby come una delle più talentuose e sensibili narratrici di oggi».
John Connolly

Annunci

6 risposte a “Mi chiamo Billie Morgan e sono un’assassina (Billie Morgan, Joolz Denby, 2004)

  1. latendarossa 23 luglio 2007 alle 14:43

    Sì il vizio delle quarte di copertina di rivelare tutto o quasi (mi è capitato da poco qualcosa del genere). E’ sempre bello fare questo genere di scoperte: entrare in libreria senza un’idea precisa e fare un po’ come un rabdomante in cerca dell’acqua 🙂

  2. deliriocinefilo 23 luglio 2007 alle 20:17

    l’ho visto anch’io in libreria. buono a sapersi. grazie.

  3. NoodlesD 24 luglio 2007 alle 14:53

    tenda, infatti ci voglio riprovare :p

    @delirio, de nada ^^

  4. danysil 26 luglio 2007 alle 8:44

    nud ma ti si è spaginato tutto il blog o è solo un problema mio?

  5. souffle 27 luglio 2007 alle 6:58

    OT: qui si lavora per il nostro noodles!
    ecco dove puoi trovare i film di tutte le sezioni del Festival di Venezia.

    http://www.labiennale.org/it/cinema/mostra/programma/

    un saluto affettuoso. 🙂

  6. NoodlesD 27 luglio 2007 alle 11:06

    no questo l’avevo trovato. Io cercavo proprio il file in .pdf con gli orari e i giorni di programmazione. Ma forse esce più in là…
    Grazie lo stesso, cmq 🙂
    saluti ^_^

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: