Noodles Journal

Solo il mio modo di vedere le cose

Hostel, Eli Roth

[attenzione spoiler] L’unica vera grande tortura di Hostel è dello spettatore, costretto per un’ora e mezzo a vedersi questa accozzaglia di stronzate spacciate per cinema e racconto quando non sono altro che pornografia, senza esserlo poi davvero. Roth azzacca sì qualche scena e dimostra pure in qualche frangente di saper usare la mdp ma non ha il coraggio (o la capacità) di riflettere su quelle pulsioni violente che (non) mette in scena. Così alla fine non da neanche ciò che promette per la sua prima noiosa metà, che accumula con un’ottusità scandalosa una valanga di stereotipi dell’americano all’estero e del popolo dell’est Europa, prendendosi maledettamente sul serio e non riuscendo a giocare la carta di chi ride sugli stereotipi (Roth insomma non è Tarantino, e questo ce l’aspettavamo, ma non ci va neanche vicino). Tutti gli elementi e le “spie” seminate nel primo tempo che dovrebbero poi attivarsi successivamente non fanno che rendere la trama ancora più ridicola, dato che tutti e dico tutti sappiamo dove cavolo sta andando a parare il film, tranne ovviamente i tre ragazzotti del film: solo un americano cinematografico di fronte a una tale valanga di fica e droga che gli cala addosso come acqua fresca pensa ancora che sia tutto okay e non gli viene il minimo sospetto che se lo stanno fottendo alla grande.
E quando poi “finalmente” il film passa a queste promesse torture… lo spettatore dice embè? Tutto qua? Tutto questo casino, questo vociare montante a proposito dello shock di questo film…? Ma dove? Io sono pure uno che s’impressiona parecchio, che non ama i film splatter, e qui invece nelle sequenze cruente sbadigliavo. Uno perché i dialoghi erano talmente scemi e ripetitivi (possibile che questi ragazzi implorassero tutti allo stesso modo con le stesse parole? Magari un dizionario dei sinonimi…?) che era impossibile credere davvero a ciò che accadeva sullo schermo; due perché le sequenze non aggiungono un cacchio a qualsiasi altro filmetto horror splatter. E Roth non si riscatta neanche con un finale crudele, che sarebbe stato anche più logico, ma ci spara addosso questa fuga muscolare con tanto di soddisfatta vendetta del ragazzotto su tutti quelli che hanno cercato di fregargli la vita, a cominciare da quelle troie puttane dell’est (che un po’ di sana misoginia il cinema americano deve sempre eiacularla, fermo rimanendo ovviamente che poi la bitch di turno schiatti nel modo più splatter possibile – e in effetti qui lo fa e genera pure un attimo di soddisfazione, ma ormai la corda s’è allentata da un’ora e mezzo).

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8 risposte a “Hostel, Eli Roth

  1. honeyboy 21 luglio 2007 alle 9:45

    è grazie a recensioni come questa che evito di vedere certa robaccia
    evitai il primo, ho fatto lo stesso con il secondo, e farò lo stesso con qualsiasi altro film del genere

  2. utente anonimo 21 luglio 2007 alle 13:58

    Ah che tortura Hostel davvero. Eppure se ne parla in giro come se fosse un gran film. La prima metà da teen movie è imbarazzante e la seconda metà che dovrebbe invece cambiare le sorti del film è altrettanto orrenda.
    Edo

  3. NoodlesD 21 luglio 2007 alle 21:05

    @honey, anch’io l’avevo evitato. L’ho guardato su Sky proprio per vedere se forse non avevo torto coi miei pregiudizi. Avevo straragione -_-

    @Edo, d’accordissimo, niente da aggiungere.

  4. gbanks 22 luglio 2007 alle 22:14

    uno degli horror più insulsi e fastidiosi del decennio.
    condivido in pieno la recensione.
    il secondo gli è un po’ superiore, comunque.
    quanto meno, più provacatorio, anche se di pugni nello stomaco non ce n’è nemmeno uno.
    ma poi, quello che mi domando è: e questo sarebbe un film splatter, o un film gore? mah…

  5. NoodlesD 23 luglio 2007 alle 11:24

    eh appunto. se questo è splatter… mah. Il secondo a questo punto ho ancora meno voglia di vederlo…

  6. Isognatori 23 luglio 2007 alle 17:40

    Avevamo scritto un commento, ma Splinder (come al solito in manutenzione) l’ha cancellato.
    Va beh. Riassumendo: da cultori del cinema horror, possiamo dire che Hostel è un film noioso, inutile, a tratti palesemente cretino, certamente irritante (soltanto “Alta tensione” ha fatto di peggio, recentemente). Roth è un regista mediocre, che spreca budget non certo da terzo mondo, a differenza di gente (Yuzna, per esempio) che con quattro soldi riesce ogni volta ad offrire qualcosa di decente.
    Il sequel non lo vedremo neanche sotto tortura (per restare in tema col film). In fondo, il dvd di “Battle Royale” è lì a pochi centimetri…

  7. NoodlesD 24 luglio 2007 alle 14:52

    Io non sono neanche un cultore dell’horror, ma anche dalla mia “ignoranza” mi sento di bocciarlo del tutto (o quasi) il film di Roth.

  8. utente anonimo 25 luglio 2007 alle 19:53

    i miei tormentoni su ‘sto film sono:

    – per essere una società segreta, alla faccia del cerca persone discreto;
    – spisellati e contenti;
    – barbeeeeera e champagne (gaber cantato sul trenitalia)

    la reine

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