Noodles Journal

Solo il mio modo di vedere le cose

Ocean’s Thirteen, Steven Soderberg

Steven Soderbergh mi è tanto simpatico quando gira questi film senza pretese, quanto indigesto ogni qual volta si mette in testa di fare “l’autore” e realizzare quei film che nella sua mente bacata dovrebbero consegnarlo all’empireo di hollywood e che invece sono carichi di una spocchia pseudo-intellettuale da farti desiderare che in uno dei movimenti a mano di macchina inciampi nei fili e finisca con la capa per terra; così, speri, magari rinsavisce e fa un altro Ocean’s e capisce che lui è bravo a fare questo e non Full frontal. Per cui analizzare questo film alla luce cinematografica lascia il tempo che trova: qua siamo nell’ambito del divertimento, del cool a tutto spiano, tra le smorfiette del bel Giorgino, come dice sara, e le belle facce degli attori. In più, bonus track di questo giro, un signor attore americano, che magari certo non è proprio ai suoi massimi sistemi, si diverte a giocare e proprio per questo ci piace, anche perché elimina un po’ degli eccessi gigionistici che ultimamente pare siano per lui una sorta di antidoto alla mancanza di parti seriamente cazzute. Però giorni fa al cinema, guardandolo lì mentre parlava con la voce un po’ troppo enfatica di Giannini, ho potuto notare un aspetto curioso che ho definito “la marcetta sul posto del signor alfredo pacino”: fateci caso e ditemi se non ho ragione, Pacino ha questa recitazione ballabile, ogni tanto sta fermo lì, parla, apre le braccia e fa quei movimenti col corpo, leggeri come una coreografia, eleganti e nervosi al tempo stessi; è una cosa che faceva pure Michael Corleone e che emerge soprattutto nei momenti di (apparente) stasi, quando il personaggio-Pacino attende una risposta (specie se già conosce la risposta), scorie diamantine di quell’atteggiamento “nervoso” tipico della grande stagione da cui questo figlio del Bronx è nato. Sono di quelle perle che mostrano la stoffa del vero attore, del vero gigione di classe.
Il resto poi è il solito congegno divertente dei mariuoli di Vegas che fregano qualcuno e la fanno franca e tirano dentro sempre più gente. Gli Ocean’s sostanzialmente sono delle palle di neve: ogni episodio tira nella squadra nuovi elementi che poi sono i vecchi nuovi cattivi (spesso) dell’episodio precedente. Un gioco appunto, con lo spettatore, con gli attori, col regista. Ma quando penso che il mentecatto Soderbergh gira film come questo, alimentari, per produrre le opere che cambieranno la forma cinematografica… be’ a quel punto preferirei che la smettesse pure con gli Oceans’.

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17 risposte a “Ocean’s Thirteen, Steven Soderberg

  1. souffle 6 luglio 2007 alle 11:42

    sui “gesti” degli attori, mi viene in mente (e cito il tuo film del cuore) De Niro-Noodles mentre ha in mano la tazzina di caffè e gira il cucchiaino in un crescendo che ci apre un mondo su quello che è e quello che pensa quel personaggio.
    Buon fine settimana. ^^

  2. latendarossa 6 luglio 2007 alle 14:55

    A me il tuo discorso, convincente, ha fatto pensare ai vari film dei Vanzina, Neri Parenti da noi. Loro però non hanno pretese di girare (né girano) film intellettualistici, a parte.

  3. NoodlesD 6 luglio 2007 alle 20:02

    @souffle, be’ oltre che definire benissimo la tensione del momento, quel gesto era anche un omaggio di De Niro alla “lentezza” del cinema di Leone 😉

    @tenda, a loro però manca la classe che se non altro giorgino, alfreduccio e bradduccio hanno.

  4. utente anonimo 8 luglio 2007 alle 9:56

    sono curioso di vedere cosa combina con Guerrilla visto che ha buttato nel cesso la sceneggiatura di Malick per riscriverla lui… (!!!!), si profila un nuovo Solaris…ciao.
    deliriocinefilosloggato

  5. utente anonimo 8 luglio 2007 alle 14:46

    pickpocket è tornato, sottoforma di forum, il primo forum di cinema gestito da critici cinematografici. Uscite dai vostri blog dorati, venite e partecipate, dite la vostra, mettete alla prova le vostre idee, apriamo il dibattito, ammazziamoci di insulti, fateci il culo se ne siete capaci ; )
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    Foxy Brown

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  6. NoodlesD 8 luglio 2007 alle 15:54

    delirio, ecco già uno che butta via una sceneggiatura di malick… come dobbiamo prenderla? -_-

  7. honeyboy 8 luglio 2007 alle 17:08

    bè lo sai no….
    a me sta molto antipatico quando gira sti ocean’s
    il soderbergh più “serio” lo preferisco (certo mai oltre il discreto)
    traffic, e soprattutto bubble, non sono affatto da cestinare

  8. sarathehutt 9 luglio 2007 alle 8:56

    Le mossette di Giorgino e la marcia sul posto di Alfredino… ma che bel film 🙂
    … e grazie per la citazione.
    Un bacio

  9. PogoOpossum 9 luglio 2007 alle 12:45

    Definire Soderbergh un mentecatto (antipatico sì) è blasfemia. Il resto, le critiche, lo sparare a zero su un vero autore e tutto il resto, son cose che in Italia sappiamo fare benissimo. Infatti noi ci abbiamo i Muccino e compagnia bella…

  10. NoodlesD 9 luglio 2007 alle 22:28

    @honey, be’ i gusti son gusti e sono inappellabili. Non dico che gli Ocean’s siano dei capolavori ma almeno mi stanno simpatici, scorrono e non hanno quei “vizi autoriali” degli altri suoi film.

    @sara, dovere e piacere 🙂
    baci

    @pogo, non raccolgo neanche l’accusa guarda. Già associarmi a questa ipotetica “tendenzia italiana” non so come ti venga visto che neanche mi conosci. Sul un blog uno scrive ciò che pensa senza ovviamente pretendere che quello sia il Verbo, se uno non è d’accordo può sottolinearlo con ben altri modi molto più civili. Tanti saluti.

  11. deliriocinefilo 9 luglio 2007 alle 22:40

    qualcuno ormai mi deve spiegare chi è l’Autore, un concetto ormai dilatato a piacere ovunque tra l’altro.

    “Sul un blog uno scrive ciò che pensa senza ovviamente pretendere che quello sia il Verbo” amen

  12. NoodlesD 9 luglio 2007 alle 23:46

    come ogni termine abusato forse lo si può definire più in negativo che in positivo: nel senso dire ciò che non fa un autore. Nel caso di Soderbergh a me quello che indispone è la sottolineatura compiaciuta di alcuni aspetti del suo cinema, che sembrano dirti dall’inquadratura guarda un po’ quanto sono intelligente eh? Ma per dire non ne è immune anche gente che io adoro, come Tarantino che con l’invasamento mediatico ricevuto ogni tanto rischia un po’ un parlarsi addosso un tantino pericoloso che potrebbe condurlo a una sterilità da circolo vizioso e chiuso priva di nuovi sbocchi per il suo cinema.

  13. souffle 10 luglio 2007 alle 14:03

    Soderbergh per me è un furbacchione.
    E condivido appieno la “spocchia” che noodles citava nel suo commento.
    Quella stessa spocchia che gli fa fare Solaris o Kafka, o anche lo stesso Bubble che sono purtroppo pieni di inquadrature che suonano: “sono più autore se riprendo così oppure così, o così?”
    Probabilmente se Soderbergh si mettesse in testa di essere un onesto e ottimo artigiano ci regalerebbe film migliori.
    Per me lo ha rovinato Cannes premiando il suo esordio.

    PS. Se solo qualcuno avesse letto questo blog meno superficialmente, saprebbe che chi ci scrive è, oltre che persona piacevole, dolce e simpatica, un ragazzo di un gusto notevole. (difesa d’ufficio del Comitato amici di Noodles). ^^

  14. PogoOpossum 11 luglio 2007 alle 9:50

    “Modi più civili”…
    E beh? Che ho detto? Che è blasfemia definirlo mentecatto. Mi sembrava quella un’offesa gratuita (non che io sia pagato per difendere quell’antipatico).
    Ad ogni modo, se avessi voluto offendere avrei detto ben altro (e non brutte parole).
    Certo, ognuno scrive quel che vuole sul blog, ma se non si accetta neanche il “mettere in discussione”, il blog rischia di diventare un circolo culturale di coretti affermativi per ogni frase di un membro. E spero che questo non risulti offensivo. In fondo tu mi stai “virtualmente simpatico”… mica come Delirio.
    Saluti.

  15. NoodlesD 11 luglio 2007 alle 13:24

    souffle, hai espresso benissimo ciò che volevo sottolineare. Soderbergh x me non è che sia il male, anzi; è che non capisco la sua ostinata volontà di fare lo spocchioso quando poi riesce bene e meglio quando fa filare tutto liscio e simpaticamente cool.

    @pogo, sei fuori strada, scusami. Non mi sono infuriato per il fatto che tu non fossi d’accordo con ciò che ho scritto, che è invece il sale della discussione ed è accaduto già molte altre volte qui e l’ho accolto con piacere. Il problema che ho sottolineato io era un altro: non mi andava proprio giù essere associato a una indistinta pratica italiana e il tono della tua affermazione era quanto meno sarcastico e un po’ villano, tutto qui. Siccome credo che quando uno arriva su un blog di un altro è come se entrasse in casa sua, lo può certo contestare ma con una certa forma adeguata.

  16. PogoOpossum 11 luglio 2007 alle 22:53

    Ok, capito.
    Ti contesto però due cose:
    1) sei in linea con la maggioranza in Italia, quindi mi perdonerai ma l’associazione di idee parte
    2) questa cosa del blog come casa sua l’ho riscontrata parecchie volte, ma con alcuni non vale la pena parlarne: credo che sia casa di splinder, che mette a disposizione uno spazio virtuale. Uno ci mette i contenuti e ne può essere moderatore (da me sono vietate bestemmie e razzismo, sul resto, anche sangue tra i partecipanti).
    Con te credo valga la pena parlarne.

  17. NoodlesD 12 luglio 2007 alle 1:09

    ma con la maggioranza italiana a dire cosa scusami? sparare a zero su un “presunto” autore? Mi sa che hai sbagliato casa guarda, allora. Ci sono molti sedicenti autori pure onorificati e applauditi che proprio io trovo indigesti e siccome è un’ovazione quasi unanime ovunque mi piace, dalla parte di casa mia, dichiararmi contrario. Lo sparare a zero è demolire qualcuno senza dire il perché o dimostrare il proprio assunto, cosa che non mi pare di aver fatto (poi ovvio un po di ironia ci vuole xkè un blog deve essere letto e deve essere piacevole se no la gente giustamente fa altro).
    Poi, sì, okay siamo ospitati da Splinder ma ognuno nella sua piattaforma decide come e cosa dire e fare, altrimenti tanto varrebbe stare su un forum splinder in cui tutti siamo ospiti e nessuno a casa propria. Se no che senso ha avere un blog personale (nel senso che ci scrivi solo tu e non altri?)

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