Noodles Journal

Solo il mio modo di vedere le cose

Grindhouse – A prova di morte (Grindhouse – Death proof, Quentin Tarantino, 2007)

Lo ammetto, un po’ ci sono rimasto male, perché volevo proprio scrivere una recensione da due in pagella e smerdare tutti quanti i suoi esaltatori. Invece no. Perché per quanto Death proof non arrivi a essere un capolavoro (su chi l’ha detto è in evidente momento di eiaculazione precoce cinefila), è comunque un gran bello spettacolone, divertente e divertito. Non è un capolavoro forse perché è un mezzo film “gonfiato” per trarne uno intero e questo – immagino – ha portato lo zio Quentino a mettere sul fuoco roba che poteva pure essere scartata e a schiacciare un po’ troppo il pedale (scusate) con dialoghi che non hanno nessuna vera raison d’etre. Né questo sarebbe il vero problema, perché in passato ci ha offerto vagonate di chiacchiere genialmente cool che grufolavano sostanzialmente sul nulla o sull’apparente nulla della massificazione culturale. Il guaio di alcune liners di Death proof – come dei Kill Bill – è semmai la loro insistita voglia di essere cool (sceriffo), di autosottolinerarsi e dire ehy attenzione brutte teste di cazzo in sala che il genio vi sta cacando delle perle da citare davanti alle vostre zoccole per fare scena. E idem per tutte le autocitazioni che iniziano a fare un po’ troppo roba museale per essere davvero ficcanti (anche perché ciccio okay ti piacciono i piedi delle donne, hai tramutato il tuo feticismo in vezzo d’autore, però nun esagggerà e che cazzo, vai a casa fai un bel massaggino ai piedi alla tua squinzia, guardale i piedi per tutta la serata o fatti fare una sega coi piedi ma nel prossimo film fa che le inquadrature dei piedi non superino il tasso stabilito dalla legge).
Tutto sommato però questo è un film che piace, e tutta la congerie di graffi, spuntinature, scene saltate, battute ripetute mi ha proprio divertito – durante la proiezione ogni tanto notavo che mi si allargava quel sorrisetto da topastro cinefilo che si lecca i baffi. In più una colonna sonora (as usually) terribilmente cool, attori in partissima (Russell for president!), Tarantino che quando muove la mdp e monta le sequenze provoca un piacere pari a un pompino offerto da una professionista*, uno stuolo di gnugne da paura, Vanessa Ferlito (Vanessa Ferlito!!!**) che si esibisce nella lap dance praticamente piscia ormoni sulla sala dal telone bianco, la Dawson simpaticissima (ma quella frangetta non le sta bene per niente, le fa sembrare la faccia un teschio), un paio di sequenze di grande violenza che irrompono all’improvviso, sparate in faccia allo spettatore alla ricerca pura dello shock, sconvolgenti proprio perché fulminee e drastiche dove invece la loro moltiplicazione parossistica in Kill Bill ne depotenziava in parte la portata tramutandola in effetto fumetto.
L’uomo in questo film ci fa proprio una pessima figura, chiuso, autoprigioniero nella sua scatola di ferro per proteggersi e compensare la propria impotenza (sessuale) nei confronti delle nuove donne che masticano l’omo e lo sputano come per millenni l’omo ha fatto con la femina.
[questa nota finale non è un po’ troppo scontata? un po’ troppo freudismo spicciolo? o non è che Tarantino ha marciato un po’ su un vieto stereotipo psicanalitico? be’ certo però se lui lo fa diventa subito una roba profonda, acuta analisi cinefilo-sociologica… ma temo che gli freghi poco di queste cose. Semmai Stuntman Quentin si eccita facendo girare le pizze di qualche sconosciuta trashata anni 70, al suono del proiettore che fa zzz].
* non che abbia provato di persona, ma immagino debba fare la differenza.
** Com’è che io non conoscevo questa Vanessa Ferlito? A quanto pare presente pure ne La 25ma ora e Spider-man 2. Dove avevo gli occhi all’epoca? Come mi può essere sfuggita una tipa con tale carrozzeria (frontale, fiancata, sospensioni, cofano)?

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16 risposte a “Grindhouse – A prova di morte (Grindhouse – Death proof, Quentin Tarantino, 2007)

  1. souffle 15 giugno 2007 alle 10:31

    caro noodles, mi sono piegato in due nel leggerti. troppo divertente.
    Ti sei lasciato andare ad una recensione veramente, oserei dire… eccitante, ormonale, scritta molto bene. Complimenti.

    La Ferlito è CSI NY.
    Tra l’altro mi pare compaia con Grissom in una rivista tv sul bancone del drugstore nella seconda parte del film, ennesima citazione di Zia Quentin.

    PS. non solo le professioniste sanno fare bene un pompino (dice arrossendo). ^^

  2. sarathehutt 15 giugno 2007 alle 11:38

    Uffa non vale, volevo scriverti le stesse identiche cose che ti ha scritto Souffle, compreso i riferiemnti alla Ferlito, e comrpesa la battuta sui pompini…
    A sto punto c’e’ qualcosa di cosmico che unisce me e Souffle o forse si tratta di qualche messaggio subliminale nascosto tra le dispense che vengono consegnate al corso di scrittura creativa che abbiamo entrambi frequentato, anche se in anni diversi… MAH!

    Sono felice che ti sia piaciuto il film e non ti preoccupare, i cinebloggers sono buoni e non ti rinfacceranno mai le parole scritte sul pregiudizio pre-visione (dice ridendo a crepapelle)

  3. NoodlesD 15 giugno 2007 alle 12:33

    souffle, grazie, mi sembrava l’unico modo esatto x parlare di grindhouse. Ho letto che la Ferlito è in CSI NY ma la citazione m’è sfuggita.
    per l’affare… orale: non metto in dubbio che vi siano non professioniste/i che se la cavino benissimo (l’esperienza me l’ha anche confermato – madò dove sto andando a parare), era solo per sottolineare la maestria di Tarantino con un’altra artista che esplica il suo… mestiere. Insomma un’artista del campo deve per forza essere pratica, fosse anche solo per la frequenza con cui attua la… pratica.

    @sara le interconnessioni sono molteplici nell’universo, siamo noi piccoli umani a non captarle.
    grazie grazie x la fostra magnanimità *piange commosso*
    (ma le risate celano in realtà l’intento opposto? :|)

  4. utente anonimo 15 giugno 2007 alle 13:15

    Anche io ero pronto a stroncare Tarantino e già sghignazzavo per questo,non perchè i precedenti film non mi siano piaciuti (anzi),ma perchè un po’ mi sono rotto i coglioni di sentire parlare di lui.
    Ma durante la visione mi sono divertito e eccitato e questo è bene,solo che passato il post-sbornia da Grindhouse non mi è rimasto niente,e questo è male.
    Comunque bella recensione,sboccata e cool,il modo più adatto per parlare di Grindhouse.
    Edo

  5. deliriocinefilo 15 giugno 2007 alle 13:24

    ….un vanessaferlitofan su vassoiodiculturacinefilanoodles di passaggio…^^

    (unodip: ti ho fregato il commento!)

  6. NoodlesD 15 giugno 2007 alle 15:36

    grazie Edo, in effetti a volte mi chiedo se tutta questa pubblicità e alone cinefilo creato intorno a Tarantino non gli venga contro o non infici (troppo positivamente) i giudizi finali anche di noi cinefili-tarantiniani.

    @delirio ahahah aspettiamo la reazione di UdP (forse in auto che schiaccia sull’acceleratore facendo rombare il motore – truccato ovviamente)

  7. snaut 15 giugno 2007 alle 15:38

    Da “il guaio di alcune liners..” alla chiusura della parentesi c’è tutto il suo “odio” di base verso Tarantino 😉 Poi insomma fa piacere che abbia rovesciato i tuoi pregiudizzi, non ci avrei scommesso!

  8. agense 15 giugno 2007 alle 19:28

    un saluto al volo, sono impicciata, s epassi a “casina mia” capisci perche’… a presto! 🙂

  9. MrDAVIS 15 giugno 2007 alle 19:38

    Ma veramente!Pure io volevo distruggere tarantino stavolta e invece li ad adorarlo nuovamente!!!!
    Ti link..passa a trovarmi quando vuoi!

  10. NoodlesD 15 giugno 2007 alle 19:51

    @snaut, non ci avrei scommeso neanche io!
    @a presto agense!
    @mr davis, secondo me l’ha fatto a posta. Ti linkai con molto piacere dopo la visita piacevolissima sul tuo blog :p

  11. UnoDiPassaggio 15 giugno 2007 alle 23:57

    Delirio, ti concedo il furto facendolo passare per gustosa citazione e rielaborazione (dato il contesto). ^^

  12. utente anonimo 17 giugno 2007 alle 20:30

    Vanessona Ferlito ha la caratteristica di esser stata – fino a Death Proof – l’attrice più scarsa del globo terracqueo (*) senza ombra di dubbio. Se desideri verificare di persona, ti segnalo la sua partecipazione di rilievo allo scultissimo “Shadowboxer” uscito da noi l’altr’anno.

    (* sì, includendo pure le italiane)

    – vb –

  13. utente anonimo 17 giugno 2007 alle 20:49

    eccomi noodles, in pausa da sala cinematografica, ho riso moltissimo al tuo commento: ben ti sta! E’ bello sapere che ti sei divertito. Certo che quella vecchia volpe di Tarantino riesce a tirare fuori il meglio dai suoi attori o per lo meno fa i modo che si meritino il salario!

    la reine

  14. NoodlesD 17 giugno 2007 alle 23:29

    @violetta che onore vederla da queste parti. Azz a questo punto non so però se verificare o restare nell’ingenuo limbo tarantiniano e credere che la ferlito sia figa anche perchè bravattrice. [ma anche più scialba della bellucci? possibile? della bellucci in matrix?]

    @ reine come ti invidio codeste scorpacciate che non ti danno pausa… eeeh si.

  15. DrDoGood 18 giugno 2007 alle 23:27

    si, concordo sull’eiaculazione precoce, hai proprio ragione

  16. Parlardi 20 giugno 2007 alle 16:12

    questo è il tarantino che mi è piaciuto di più, l’ho trovato… malinconico

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