Noodles Journal

Solo il mio modo di vedere le cose

Mio fratello è figlio unico (Daniele Luchetti, 2007)

Che Luchetti fosse un regista di tutto rispetto, in continua crescita, lo si sapeva. Più che altro per il suo ultimo progetto sorgeva qualche dubbio a proposito dell’argomento trattato, su cui aleggiava l’alto rischio della retorica politica o – peggio ancora – del bignamino di due decenni di storia patria. Invece Mio fratello è figlio unico è una bella ventata di aria fresca e anche se oggettivamente deve semplificare in cento minuti un po’ di contrapposizioni di partiti, tuttavia questa semplificazione spesso serve per guardare con sana ironia a uno schieramente e all’altro, per sottolineare gli eccessi di entrambi. Ma Luchetti vince senza dubbio nel racconto familiare, nella delineazione dei caratteri, nel riportare lo scontro dialettico e politico dalle sedi dei partiti dentro una casa operaia, nell’opposizione tra due fratelli pure legati da un amore innegabile, sottolineato meravigliosamente in una delle ultime scene del film. Merito di cotanto sfarfallio va alla regia di Luchetti che punta quasi tutto sul racconto della camera a mano (a volte un po’ troppo, o forse sono io che sono allergico all’eccesso di rollio al cinema) e un geniale escamotage narrativo per raccontare in una sola inquadratura il trascorrere del tempo; e sulla performance di un cast praticamente perfetto, dai protagonisti ai comprimari, capitanati da un Elio Germano in formissima e da una bellissima scoperta, Diane Fleri, che da vita a una figura di donna familiare e complessa, dolce ed enigmatica, cardine di unione tra i due fratelli, fiancheggiati dalle prove maiuscole di Zingaretti, Finocchiaro e Bonaiuto. Non è perfetto come film, ma gli si vuole bene perché regala parecchie emozioni e fa ben sperare nelle capacità del nostro cinema di raccontarci, scavando nel nostro passato recente. <

Momento di pubblicità democratica, antiegoistica: se sapessi come, le fregerei la recinzione e la spaccerei per mia.

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11 risposte a “Mio fratello è figlio unico (Daniele Luchetti, 2007)

  1. snaut 9 maggio 2007 alle 20:43

    Tutti ameranno sempre di più Elio Germano 🙂

    D’accordo su quell’eccesso e sul tragico semplice come ha scritto unodipa, però si esce dalla sala con grande entusiasmo 🙂
    Lo stesso che è mancato dopo Spiderman3.. ma è n’altro discorso (che non riesce ad avere forma sul mio blog :-).

  2. UnoDiPassaggio 10 maggio 2007 alle 0:15

    Subito il David di Donatello a Elio Germano (anche se il Vincenzo Amato di “Nuovomondo”…)

    (“Unodipa” non l’aveva scritto mai nessuno però mi piace, geograficamente è anche esatto)

    (non sono centoquaranta minuti, sono un’ora e quaranta minuti ^^)

  3. sarathehutt 10 maggio 2007 alle 11:26

    Grazie per la sponsorizzazione. Tu e la Signorina Vendetta avete fatto di me una donna felice.
    Grazie ancora.
    Davvero.
    Commossa.

  4. NoodlesD 10 maggio 2007 alle 11:39

    @snaut, a furia di commenti un po’ negativi questo terzo spidey quasi quasi mi scoccia andare a vederlo ^^

    @uno, d’accordo sul david.
    errata corrige, grazie per la segnalazione :p

    @sara, menzioni meritatissime, meritatissime.

  5. souffle 10 maggio 2007 alle 11:44

    io da lungo tempo amavo Elio Germano. Sempre stato un grande Elio.

  6. snaut 10 maggio 2007 alle 18:10

    I commenti negativi li trovi ormai ovunque, nemmeno il tuo blog è stato risparmiato :O

    Dici che “unodipa” è azzeccato? Lo sono anche gli errori di battitura, allora :O

  7. latendarossa 11 maggio 2007 alle 15:10

    Mannagia stò film non l’ho visto! Però, bravo nood, hai fatto benissimo a non nominare neanche una volta l’attoruccolo giovanile che sta con la Golino 🙂

  8. MissBlum 11 maggio 2007 alle 20:50

    OT: bella la nuova immagine del template!

  9. NoodlesD 12 maggio 2007 alle 16:22

    @souffle, devo dire che io aspettavo una conferma e l’ho avuta con questo film.

    @snaut, viva la democrazia!

    @tenda, in realtà anche lui è bravo, eh. devo ammetterlo. Anche se forse un pelino sotto gli altri.

    @grazie miss, e dire che già sto pensando di cambiarla -_-“

  10. Avag 14 maggio 2007 alle 17:05

    in certi momenti la macchina a mano e’ perfetta per l’energia repressa del giovane Accio..peccatto che la bella Diane nel finale scompaia nel nulla..

  11. NoodlesD 14 maggio 2007 alle 18:00

    verissimo: ho avuto la stessa sensazione per Diane. Peccato perché il suo personaggio mi garbava un sacco.

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