Noodles Journal

Solo il mio modo di vedere le cose

L’ultimo inquisitore (Goya’s Ghosts, Milos Forman, 2006)

Per una volta sarei tentato di dire che il titolo italiano è più calzante di quello originale. Ma poi se ci penso un attimo mi dico che forse no, neanche. La verità è che mi sfugge il senso sostanziale dell’ultimo film di Forman, che, mi pare evidente, dev’essere del tutto rimbecillito per sfornare una tale sonora schifezza. L’intreccio divertito ed eretico che aveva fatto la fortuna di Amadeus si traduce qui in un guazzabuglio di storie e storielle nella più vieta definizione melodrammatica, insopportabile nella sua pretesa di riunire su un unico tronco storie che non c’entrano molto l’una con l’altra. Non si capisce neanche chi diavolo sia il vero protagonista, se l’inquisitore o il pittore, entrambi appanati, entrambi figurine un po’ distorte e senza nerbo. Così pure i presunti ribaltamenti, i colpi di scena che dovrebbero svegliare lo spettatore sono anticipabili almeno un’ora prima. Entrando in sala e conoscendo un po’ la trama m’ero addirittura prefigurato l’intero film svolta per svolta, sperando che Forman a un certo punto mi contraddicesse.
Be’, cari fratelli lettori, la contraddizione non è giunta e noi abbiamo appreso la cosa con magno rammarico, non potendoci consolare neanche con una figura di cattivo quanto meno credibile. Bardem è la versione Sette-Ottocentesca di uno pseudo-imbecille che vorrebbero spacciarci per un esempio di realpolitik tesa a destreggiarsi tra ultimi afflati dell’Inquisizione e prime avvisaglie di giacobinismo e che invece risulta essere solo un personaggio ridicolo fino al parossismo.
La noia è dietro l’angolo e soprattutto l’irritazione di doversi sorbire questa sequela di pacchianate con la folle pretesa di essere puro frutto di una lettura originale, poetica, “d’autore”; perché certo questa non è la biografia di Goya, né quella di un uomo qualunque che sfrutta i rivolgimenti della Storia per proprio tornaconto, né la storia di una povera derelitta nelle mani della ottusa crudeltà delle istituzioni. Il finale vorrebbe suggerire che la Storia si ripete e che le teste coronate – di qualsiasi credo, religioso o politico – saranno sempre lì a spezzare i più deboli… ma è raccontato con tale didascalica pesantezza che risulta del tutto innocua e libresca. Magari non è la cosa più brutta vista di questi tempi ma è carico di tale spocchia immeritata che si merita una stroncatura senza appello.

p.s. ma poi che mi rapprenseta la Portman – peraltro non male – che mi accetta un ruolo in cui deve apparire nuda e poi sceglie una controfigura? sei un’attrice o cosa? allora pure il minatore sceglie la controfigura quando deve scandagliare una zona sconosciuta? e poi che cavolo mi scegli la controfigura se tanto comunque non si vede nulla?

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10 risposte a “L’ultimo inquisitore (Goya’s Ghosts, Milos Forman, 2006)

  1. gaspad 26 aprile 2007 alle 12:56

    Per una volta non sono d’accordo con te, non la vedo così nera…certo non è un filmone ma comunque è difendibile già solo per le prestazioni di Bardem e Portman (anche se mi sono sfuggite risa sulle sue espressioni facciali da metà film in poi). Spesso,poi, le scene sono ispirate (con successo secondo me) dai quadri di Goya, quindi è come se il pittore forse l’osservatore partecipe attraverso i cui occhi vediamo lo svolgersi delle vicende.

    Ciao da uno che ti segue da tempo

  2. utente anonimo 26 aprile 2007 alle 13:09

    In effetti non c’è un protagonista e giustamente. La Storia con la S maiuscola è la protagonista. Noi stiamo sullo sfondo, spettatori inermi.

    deliriocinefilo

  3. mafaldablue 26 aprile 2007 alle 14:26

    oh beh! allora non devo dispiacermi per esseremelo perso!

  4. batgirl 26 aprile 2007 alle 15:16

    Il tuo post scriptum solleva interessanti spunti di riflessione. Credo che lo utilizzerò per proporre un sondaggio ad amici e conoscenti sul ruolo delle comparse nei film. Alla prossima cena, saprò di cosa parlare, almeno.

  5. utente anonimo 26 aprile 2007 alle 16:22

    mi trovi daccordo, non per niente scrivo con convinzione e riscrivo che il film è vulnerabile ergo attaccabile su ogni fronte, cui prodest una pellicola del genere? Ma se è per quello – se i film ci “servissero” – avremmo da mo’ esaurito tutto il dire/filmare. In ogni caso senza infamia nè lode a parte il buon recitare (va sempre a finire che ci si deve accontentare? no grazie) cheppalle ‘sti cineasti in panne….

    la reine

  6. NoodlesD 26 aprile 2007 alle 17:56

    @gaspard ovviamente non è tutto da buttare, ma la mia è una recensione di protesta. Da Forman mi aspetto molto molto di più e l’irritazione generale ha seppellito anche le indubbie sequenze buone del film.

    @delirio, si okay ma è una cosa più detta che mostrata. In arte e dunque al cinema non basta l’idea (per altro sfruttatissima e antichissima) ma conta il come. E qua il come m’è sembrato parecchio banale.

    @maf non ti sei persa nulla.

    @batgirl, fammi sapere i responsi della discussione poi ^^

    @reine, precisamente. Io con Forman NON voglio accontentarmi; Pretendo il Genio. Le vaccate le vado a vedere da altri.

  7. gaspad 26 aprile 2007 alle 19:34

    per favore gaspad no gaspard 🙂

  8. Parlardi 27 aprile 2007 alle 21:41

    la trasformazione della portman in un quadro di goya dovrebbe essere il vero senso del film, ma lei non riesce a supportare con la recitazione, mi sembra, e giustamente dici che il goya protagonista è scadente… comunque nella mia patetica ingenuità cinefila sognante ho avuto un fremito per il possibile incontro inesorabilmente e giustamente mancato tra le due portman, madre e figlia…
    p.s imperdonabile non aver fatto vedere per intero la scena di sesso nelle carceri, come dire, se anche forman è inquisito e censurato…

  9. NoodlesD 29 aprile 2007 alle 12:51

    in ammerega sesso fumo armi son cose pseudo-proibite, almeno da trattare, poi si può sparare, stuprare tranquillamente nella realtà.

  10. latendarossa 2 maggio 2007 alle 22:07

    Pensare che ero ad un soffio dall’andare a vederlo, attirato da Forman e da Goya poi me le sono perso…a giudicare dalla tua recensione, non mi sono perso niente! meglio così 🙂

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