Noodles Journal

Solo il mio modo di vedere le cose

Un mesetto fa mi ero sciroppato questo piccolo romanzo giovanile di Kerouac, Maggie Cassidy, che m’aveva colpito favorevolmente. La storia, l’ambientazione, l’atmosfera ricordava un po’ il mood di quei film giovanili anni ’50 ed scorreva in modo piacevole, garantiva facilmente le identificazioni.
Così, mi ero detto alla fine del romanzo, perché non prendere un po’ il Meridiano del Jack? E su via a rileggere On the road, che avevo letto più di dieci anni fa e di cui ricordavo soltanto che c’era un tizio che parlava in prima persona e che vagava per l’America in autostop. Ossia, sapevo ciò che sanno tutti anche senza averlo letto. Non m’aveva folgorato all’epoca, né posso dire che abbia avuto la visione alla seconda lettura. Ma m’è piaciuto. Sarò un pigro, un pantofolaio amante della comodità e dunque l’idea di andare a zonzo con mezzi di fortuna e arrangiarsi per strada mi attrae come un pugno dove non batte il sole, e questo forse limiterà per sempre le possibilità che On the road diventi la mia Bibbia. Ma stilisticamente parlando è la cosa più affascinante che abbia letto del signor K.
Perché poi son andato avanti. Ah sì. Via con I sotterranei, forieri di un certo sperimentalismo linguistico e stilistico che un po’ c’era anche in Maggie Cassidy. Io però ho dei problemi con le scritture sperimentali, specie quando sono eccessivamente lambiccate, con paragrafi enormi senza il punto e roba del genere o sequenze d’assoluto mimetismo dell’eloquio che si leggono con fatica. Però la storia d’amore tra il narratore autobiografico (as usually in mr K.) e la ragazza di colore era interessante.
Dunque, perché non provare con un altro? Ecco dunque I vagabondi del Dharma. E son cominciati i problemi. Kerouac-alter-ego che se ne va a zonzo per i monti e si lancia in conversazioni continue sul buddismo pare che cerchi di stilare un saggio sulla religione sotto le vesti di un romanzo. E a meno di non essere interessati al buddismo ci si annoia dopo un po’. O almeno, io mi sono annoiato.
Ma siccome sono un testa dura, ho comunque, a termine dei Vagabondi, provato a leggere Big Sur, confortato dall’introduzione in cui si citava Goffredo Fofi che lo definiva il libro più bello dell’autore. In questi casi non so mai se sono io a essere troppo ignorante e non capire, intendere la poesia di un testo o se più semplicemente certi romanzi non acchiappano certe persone. Fatto sta che l’ho mollato dopo cinquanta pagine di sbrodolamenti cui non riuscivo a stare dietro e mi son lanciato a leggere Miller. Ho detto torniamo a qualcuno di familiare, copriamoci le spalle. Che poi per certi versi Miller (Henry) è pure peggio, è capace di andare avanti a ciarlare di qualcosa senza capo né coda per venti pagine, e magari per venti pagine neanche eccezionali, fino a riscattarsi però poi con pezzi fulminei per genialità… però è una questione di gusti, e se entra tra le tue papille letterarie poi non ne viene più fuori.

Annunci

17 risposte a “

  1. MissBlum 9 aprile 2007 alle 0:08

    Io lessi in gioventù On the road. Ammetto che lo trovai noioso. Forse per questo ho abbandonato la lettura delle sue altre opere in prosa. Diverso il discorso per la sua opera in versi. Che mi è sempre piaciuta assai.
    Tropico del cancro invece giace lasciato a metà sulla mia mensola da almeno due anni. Non ho la forza di finirlo.

  2. contenebbia 9 aprile 2007 alle 8:03

    Trovo molto affascinante questa idea del rifugiarsi in pagine e parole conosciute; un vero scirttore, del resto, non cerca lettori, ma “complici”.

  3. SumireNoHasu 9 aprile 2007 alle 19:43

    Soccc”’ di corsa come sempre, ma mai assente troppo tempo da qui, ti leggo sempre appena possibile, lo sai, le tue recinZioni e quant’altro.
    Un bacio :*
    Vio.

  4. NoodlesD 10 aprile 2007 alle 1:05

    miss mi consigli le poesie dunque?
    miller è così. è uno scrittore massimalista, devi affrontarlo e berti un bel po’ di pagine noiose per scovare poi le perle all’improvviso.

    @conte, la complicità è tutto tra lettore e scrittore, non c’è dubbio.

    @socc grazie per i consigli di lettura. ti farò sapere al più presto. :*

  5. utente anonimo 10 aprile 2007 alle 9:42

    Miller è un grandissimo genio.
    di Kerouac ho appena preso la sua ultima biografia.

    deliriocinefilo

  6. latendarossa 10 aprile 2007 alle 11:15

    A me è capitato lo stesso con Banana Yoshimoto e Manuel Vázquez Montalbán…in certi periodi (peraltro documentati sul blog) ho letto di fila un sacco di libri dell’una e dell’altro. Perchè ti abitui ai personaggi, alle atmosfere e allo stile di quell’autore lì e il resto sembra fuffa. Tipo come quando ti innamori, e può sedersi accanto a te in treno Sharon Stone ma tu manco la vedi.
    Notare il riferimento non casuale a Sharon eh 😉

  7. NoodlesD 10 aprile 2007 alle 14:02

    Miller è un genio, senza dubbio, anche se colto a volte da improvvisi momenti di scrittura diarroica ^^

    Tenda, è proprio così, sono d’accordo. Anche se c’è anche il rischio inverso, capitatomi appunto con Kerouac, o forse Kerouac non è molto nelle mie corde. Che poi è una specie di iattura, è come se non riuscissi a leggere niente. Ho iniziato Primavera Nera di Miller e poi l’ho mollato dopo una ottantina di pagine perché annoiato a morte. E mi son lanciato su Max e fagociti bianchi, dico forse con la saggistica mi va meglio.
    Sull’affare di Sharon sarei meno propenso a darti ragione.

  8. latendarossa 10 aprile 2007 alle 14:09

    Va beh mettiamo che tu pigli il treno e sei fidanzato con Emmanuelle Béart. Alla prima fermata in stazione sale Sharon Stone e si siede nel tuo scompartimento: Posso? Poi alla successiva fermata salgono Gillian Anderson e Rossella Brescia…e così di seguito e tu cominci ad assomigliare in maniera paurosa a Renzo Montagnani…hihi.

    Senti, ma che treno prendi? Eh? 😉

  9. NoodlesD 10 aprile 2007 alle 14:18

    azz e questo è un vero problema…
    piuttosto dimmi dove si prende sto treno che vado subito a fare il biglietto! 😉
    magari avrei proposto un menage a trois a scèro ed emmanuelle. sai com’è, rileggendo Miller ormai sono ispirato da ste cose…

  10. Atomica 10 aprile 2007 alle 15:31

    finalmente qualcuno che contesta kerouac…

  11. UnoDiPassaggio 10 aprile 2007 alle 16:39

    “I sotterranei” è decisamente più bello e intenso e interessante di “Sulla strada”, per quel che mi riguarda. Quest’ultimo ha l’handicap di passare per lettura quasi obbligata dell’adolescenza ribelle mentre è un libro abbastanza ostico e forse non è neanche così liberatorio come si pensa. Miller l’ho letto quando non dovevo (quando credevo di essere diventato grande e invece ero ancora un pischello), mi piacque ma non credo di averlo capito veramente. E quando si prendono di queste sbornie letterarie da gggiovani raramente si riprendono gli stessi autori in seguito. Credo, eh.

  12. MissBlum 10 aprile 2007 alle 21:08

    Beh sì, le poesie sicuramente. Ma anche per un discorso più lungo sul rapporto tra scrittura e disfacimento fisico. C’è chi sostiene che la scrittura richieda impegno e fatica che certi sfattoni non si possono permettere, e così sulla lunga distanza perdono parte del loro essere brillanti. Nel breve quindi splenderebbero di più (come Hemingway con i racconti). Non ho ancora capito se condivido questo punto di vista, ma è il caso di rifletterci.
    Quanto al discorso del prendersi per un autore anche a me è capitato. Con Kundera. Qualche anno fa ho letto quasi tutti i suoi libri in un paio di mesi. Praticamente vivevo nei suoi libri con i suoi personaggi.

  13. NoodlesD 10 aprile 2007 alle 22:16

    atomica, distinguiamoci!

    uno, devo dire che On the road non m’è mai sembrato ostico, ma sono d’accordo sul resto che scrivi. Molti libri devono essere letti in una certa fase della vita per essere compresi-gustati a pieno.

    miss, be’ ci sono autori che vanno meglio sulla strada corta. Hemingway è un esempio eccellente. Pochi romanzi suoi io adoro integralmente; spesso hanno dei veri punti morti. Cosa invece che non c’è nei racconti.Sul fatto che la scrittura richieda impegno e fatica sono d’accordo con chi lo dice; tra l’altro uno dei motivi che mi fa dubitare sul fatto che prima o poi potrei farlo per mestiere.

  14. utente anonimo 11 aprile 2007 alle 13:44

    Preciso. Per ostico riferito a “On the road” intendevo dire che stilisticamente non è così fluido e immediato come si suppone comunemente pensando a strade libere e selvagge.

  15. souffle 11 aprile 2007 alle 16:20

    Adoro rileggere i libri che mi sono piaciuti, lo trovo rassicurante.
    I libri vanno letti a tempo debito, ma Ah! se sapessimo quale è questo tempo!
    Leggere Il piacere a 17 anni, o Dorian Gray a 16 o Il giovane Torless a 15 gioverebbe a molti adolescenti.
    Ma se lo si fa dopo, è lo stesso. Pazienza. Magari si fanno le esperienze di Dorian prima di averne letto, ed è molto più appagante.
    Trovo che un libro può anche annoiare in certi punti, come la vita. Basta ricordarsi di voltare pagina il prima possibile.
    Sospetto che uno scrittore usi questo modo di fare per darci l’idea del tempo che passa.
    Come Flaubert che stava ore dietro alle descrizioni minuzione per fare in modo che la sua eroina si muovesse, camminasse, e arrivasse dove doveva, insieme a noi.
    Nell’epoca essemmessiana di oggi essere descrittivi è una leziosità imperdonabile.

  16. utente anonimo 11 aprile 2007 alle 17:07

    complimenti per l’header!

    deliriocinefilo

  17. NoodlesD 11 aprile 2007 alle 19:40

    uno, si è vero, ha anch’esso una sua complessità, ma è carica di fascino e comunque… scorrevole.

    souffle, be’ se in un dato periodo della vita non t’ha preso il determinato libro perchè eri ancora acerbo, il dato positivo è che puoi comunque rileggerlo in un’altra fase e apprezzarlo a pieno; anche se hai superato magari la fase che quel libro descrive meglio.

    delirio, grazie, dovrò cambiarla un po’ però, farla più larga prendendo l’img direttamente dal dvd. 🙂

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: