Noodles Journal

Solo il mio modo di vedere le cose

Black book (Zwartboek, Paul Verhoeven, 2006)

L’ultimo film di Paul Verhoeven, visibilmente rinvigorito dal ritorno in patria, ci impone di ripensare la storia moderna facendo a meno delle nette distinzioni, confondendo i piani tra vittime e carnefici in una storia – si precisa – che si rifà a eventi realmente accaduti. Nelle file dei nazisti militano uomini rispettabili e razionali come gerarchi spietati ma pronti a rinnovarsi machiavellicamente l’immagine di fronte alla sconfitta; e il tradimento può essere l’ottimo compagno di strada di partigiani che celano dietro la lotta il desiderio d’accumulo personale vendendo invece alcuni compagni sinceramente impegnati. E tuttavia Black Book non è un film immorale, ma al contrario si rivela profondamente etico in linea con la sua impostazione da cinema classico, contaminato però nella struttura dalla violenza tipica del cinema di Verhoeven che esplode un paio di volte durante il film, rapida, inaspettata e per questo anche più sconvolgente e dall’erotismo dei suoi trascorsi americani, stavolta però servito con meno pruderie e con perfetta funzionalità alla storia. Così, Black book più che film storico è soprattutto un thriller ben congegnato, né quest’aspetto va inteso come un limite, perché è proprio il suo punto di forza. I ritmi hitchcockiani sono perfetti, i continui rovesci della sorta della nostra protagonista (una Carice Van Houten che unisce intensità interpretativa a una sensualità dirompente) creano una tensione insostenibile, quasi parossistica pur nel suo realismo. E anche lo spettatore attento che intuisce a volte dove si celi l’inganno, resta poi spiazzato perché la stessa situazione (o lo stesso personaggio) può subire un doppio o triplo ribaltamento. Ne deriva la raffigurazione di un’umanità abbruttita dalla guerra, resa cieca e disperata, pronta solo a difendere il proprio particolare, a qualsiasi prezzo. Persino la sua strutturazione come lungo flashback non annulla affatto la suspense, perché lo spettatore vive le vicende della protagonista con partecipazione e ansia, pur conoscendone (in parte) la sorte finale.

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15 risposte a “Black book (Zwartboek, Paul Verhoeven, 2006)

  1. latendarossa 1 marzo 2007 alle 10:14

    Se ho ben compreso un aspetto della tua recensione questo film rovescia mi pare le dinamiche tipiche dei film di guerra americani: dove gli yankes sono sempre belli e buoni eroici e invece i tedeschi nazistoidi e paranoici…

  2. utente anonimo 1 marzo 2007 alle 12:19

    maledizione me lo sono perso

    deliriocinefilo

  3. utente anonimo 1 marzo 2007 alle 12:48

    Questo è uno dei film usciti di recente che non potrò vedere causa orari impossibili dei cinemi che lo propongono. Uffaccia.
    MissBlum

  4. NoodlesD 1 marzo 2007 alle 15:06

    @tenda, sì le rovescia ma al contempo ne mantiene alcune; ma ripeto la sua vera forza è proprio la struttura “hitchcockiana” dell’intreccio.

    @miss & delirio, un vero peccato, perchè secondo me merita davvero.

  5. MissBlum 2 marzo 2007 alle 16:12

    Allora giriamo il coltello nella piaga…

  6. utente anonimo 2 marzo 2007 alle 18:34

    meine darling nudles, l’importante è che io e te siamo daccordo su robocop, il resto pazienza… 😉

    accodo la tua recensione al post

    la reine

  7. gbanks 4 marzo 2007 alle 15:11

    oddio, gli ho riservato una stroncatura con i fiocchi.
    l’ho trovato troppo simile alle fiction storiche nostrane, forzatamente revisionista e terribilmente presuntuoso.
    più che altro, l’ho trovato piatto e eccessivamente crasso negli effetti (tipo il bidone di letame che si rovescia sulla protagonista caduta in disgrazia! viva la delicatezza!)
    veroheven e il suo successo sono sempre stati un mistero, per me.
    mai visto un suo film che mi abbia convinto.

  8. NoodlesD 4 marzo 2007 alle 23:32

    invece a me Verhoeven piace, a parte sciògherls e robocop.

  9. PogoOpossum 6 marzo 2007 alle 13:49

    In pratica non ti piacciono gli unici due film per cui non andrebbe “fucilato”…

  10. NoodlesD 6 marzo 2007 alle 15:31

    Atto di forza? Basic Instinct? (che per quanto lo si possa accusare di difetti mantiene salda la tensione con la regia e non solo con le zinne di scèro) Starship troopers?

  11. deliriocinefilo 16 maggio 2007 alle 9:30

    visto ieri sera. sono abbastanza d’accordo con te. Lei è bellissima. Notato l’ulteriore riflessione sugli ultimi due secondi finali: la storia, qualunque essa sia si ripete.

  12. Cinemasema 7 gennaio 2008 alle 16:33

    Ecco, questo è un film che ho perso. Quand’è uscito avevo grossi problemi e poco tempo disponibile (poco quasi come ora, ma ancora meno). Però il film mi ha sempre incuriosito, anche se ho letto spesso recensioni negative. A questo punto devo vederlo prima della mia classifica anche perché lo hai messo in decima posizione.

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