Noodles Journal

Solo il mio modo di vedere le cose

Dreamgirls (id., Billy Condon, 2006)

Non sono mai stato un amante del musical a priori; dev’essere una specie di idiosincrasia personale nei confronti del genere, ma vedere un attore che mentre parla con un altro inizia a cantare mi ha sempre creato un minimo di imbarazzo. Non che seppellisca l’intero genere, tanto più che alcuni musical sono tra i film che prediligo (Grease, tanto per fare un nome). Il rischio – per un regista – dei musical è sostanzialmente quello di non riuscire a integrare bene i “numeri cantati” con il resto della storia; cosa che è anche uno dei difetti di Dreamgirls. Non solo, anzi non tanto, perché le canzoni non siano belle (anche se, ammetto, non ne canticchiavo nessuna all’uscita del cinema e temo non sia buon segno), quanto perché la regia di Condon non brilla mai in quelle sequenze, pare scegliere sempre la strada più facile, lontana da un certo barocchismo tipico del genere, ma neanche vicina a una spartana semplicità dettata da una precisa decisione autoriale.
Tuttavia Dreamgirls è un film che si salva, e Condon deve ringraziare di questo il suo cast all star (credo per la prima volta un intero film con solo negretti, roba che neanche Spike Lee forse ci arrivava – anche se, va detto, non c’è nessun intento “storico-sociologico” sulla questione dei brothas). Prima ancora di vederlo m’ero intestardito con un pregiudizio assolutamente positivo a proposito della performance di Murphy. E non avevo del tutto torto; ma il suo cantante drogato, condannato a un’inarrestabile discesa fallimentare, affascina soprattutto per una questione di segni extra-cinematografici: nel senso che è un personaggio atipico rispetto all’idea del personaggio-Murphy che tutti abbiamo in testa. Ma ciò non toglie che egli sia spesso straordinario (provate a ricordare la sequenza in cui l’amico gli chiede, fratello, perché ti fai? La risposta di Murphy è un semplice lungo sguardo fisso, inalterato, espressione di una vacuità disarmante di un personaggio in caduta libera. Da brividi), seppure penalizzato dal doppiaggio.
E qui veniamo a un punto polemico: perché non mandare in sala i musical in originale coi sottotitoli? Anche perché spesso la voce del doppiatore e quella dell’attore sono talmente diverse da creare una schizofrenia audiovisiva appena il personaggio dal dialogo passa al canto. E poi almeno si potevano sottotitolare la canzoni no? Col mio inglese claudicante sono riuscito comunque a estirpare brandelli di senso (la mia accompagnatrice è ben più anglofona di me, ma certo non potevo scassarle l’anima ogni due secondi per carpirle traduzioni neanche fosse stata un dizionario).
Ad ogni modo, la verità è che tutto sommato c’è piaciuto questo film qua. Non un capolavoro, ma neanche da buttare, anche se forse i gorgheggi di Jennifer Hudson (che da un punto di vista strettamente interpretativo è la migliore insieme a Murphy, senza nulla togliere ai grandi Glover e Foxx, perfetti, e cosa curiosa, pure Beyonce è brava) dopo un po’ scassavano un po’ i cosiddetti. Okay hai una gran voce soul, una gran voce nera, ma c’è bisogno di strafare ogni dieci secondi con urla a multi decibel? Che a volte si strizzava talmente, si piegava, stringeva i pugni con una forza che mi faceva preoccupare che la canzone l’avrebbe portata a partorire qualcosa di molto più intestinale che vocale.

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5 risposte a “Dreamgirls (id., Billy Condon, 2006)

  1. deliriocinefilo 7 febbraio 2007 alle 13:16

    non l’ho visto e non lo vedrò, il mio odio per i semi-musical è troppo forte.

  2. PogoOpossum 7 febbraio 2007 alle 14:34

    Anch’io non ho mai amato i musical… proprio per l’incoerenza di uno che si mette a cantare…
    Ma “Cantando sotto la pioggia” resta sfavillante. Un capolavoro.

  3. NoodlesD 7 febbraio 2007 alle 15:29

    @delirio, Be’ non ti perdi certo Quarto Potere questa volta :p

    @Pogo, be’ Kelly che balla sotto la pioggia tra lampioni e strade finte non si può archiviare mai.

  4. gbanks 7 febbraio 2007 alle 18:57

    è un film abbastanza sciatto.

    e io i musical li adoro!

  5. NoodlesD 7 febbraio 2007 alle 21:10

    sulla regia non c’è dubbio, che sia sciatta, però non so la bravura degli attori mi ha comunque convinto parecchio.

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