Noodles Journal

Solo il mio modo di vedere le cose

Tutto quello che ci eravamo perso l’anno scorso* – III (*ma non osavamo scriverlo)

Shortbus (id., John Cameron Mitchell, 2006).
Commuoversi e ridere (anche su se stessi) di fronte a orge, penetrazioni varie, a un inno nazionale cantato in un ano senza percepire il minimo ridicolo di sé o fuori di sé, sullo schermo, è un miracolo. In Shortbus avviene tutto questo e credo che per questo segni un bel record e soprattutto la definitiva dimostrazione che la pornografia non è tale per la quantità di pelo o di centimetri che mette in mostra. Shortbus azzera con un colpo solo tutte le vacue elucubrazioni sulle differenziazioni tra porno e cinema erotico d’autore.
Che poi, detto questo, è anche vero che il film è molto meno scandaloso di quanto si possa pensare, perché in fondo il racconto diviso più o meno equamente tra i suoi tre quattro personaggi indaga sì i loro rapporti col sesso ma finisce poi per sottolineare quanto altro ci sia sotto quei problemi, scavando attraverso l’apparente ricerca del piacere di un locale per scambisti, dove il tuffo generale nel sesso di gruppo è la disperata ricerca di singoli attanti di un’identità singolarmente sommersa o inafferrabile, tra ruoli di dominatrix che celano nella ripetizione meccanica un bisogno d’amore negato o auto-negato e uomini in fuga dalla depressione in rapporti a tre, che affidano il proprio male di vivere diventando personaggi di fronte a una telecamera digitale, in una confessione da lasciare a chi si ama ma che è prima di tutto un bisogno di oggettivarsi a se stessi attraverso un mezzo riproducente.
E per dire, quella rappresentazione surreale degli ultimi minuti, quell’orgasmo così liberatorio delicato e onirico stabilisce una tale pace ed equilibrio col mondo intorno che è difficile spiegare a pieno. Bisogna guardarlo.

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5 risposte a “Tutto quello che ci eravamo perso l’anno scorso* – III (*ma non osavamo scriverlo)

  1. utente anonimo 26 gennaio 2007 alle 13:21

    Mi hai fregato sul tempo! :-O
    E ti avviso che tra qualche giorno pubblicherò più o meno le stesse cose che hai scritto tu (e così diamo pure un indizio a UDP! ;-))

  2. UnoDiPassaggio 26 gennaio 2007 alle 13:57

    Lo sapevo che eravate dei bravi ragazzi.
    E questo post è bello e buono.
    Su, baciamoci tutti. ^^

  3. souffle 26 gennaio 2007 alle 14:57

    Giusto quello che dici. Aggiungerei che piùche un film porno (sono assenti la freddezza e la “tecnicità” delle pellicole pornografiche) qui siamo di fronte ad uno straordinario film sulla sessualità, che mostra senza nascondere, che provoca, nel senso di stimolare a guardarsi dentro, a non fermarsi alle figure stereotipate della (nostra) sessualità e ricerca del piacere.
    Il Pollock bagnato di sperma è una sintesi perfetta del film e la scena di sesso a tre con quei 3 stupendi ragazzi mostra come il sesso sia prima di tutto un grande divertimento e ti assicuro che non tutti hanno questa percezione ma altre (dovere coniugale e non, sfogo con sensi di colpa, prestazione e controprestazione ecc.). un saluto.
    Percorsi diversi
    http://percorsidiversi.blogspot.com/

  4. NoodlesD 26 gennaio 2007 alle 17:06

    @cooper tra qualche giorno giungerò sul tuo blog a dire che sei un copione allora gne gne gne LOL

    @udp, grazie, ma ti offendi se non ti bacio?

    @souffle, inutile dire che sono d’accordo 🙂

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