Noodles Journal

Solo il mio modo di vedere le cose

Happy Feet (George Miller, 2006)

I pinguini cinematograficamente parlando sono diventati dei veri divi, attraversano lo schermo in forma d’animazione così come in carne ossa e piume, in stile documentaristico. L’approccio di Miller sembra stendere un ponte tra le due forme: da un lato il conte morale di matrice fiabesca (il diverso rifiutato dal gruppo che deve poi riguadagnarne la stima e la fiducia) dall’altro una tecnica d’animazione che predilige il realismo più crudo, tanto da bandire (ed è questo uno dei suoi punti di forza) del tutto l’antropomorfismo dei tratti della scuola Disney. Ciò porta a un’interessante ibridazione quando nel campo entrano gli umani (assai raramente, a dire il vero), raffigurati nelle loro fattezze reali, fotografati e non disegnati, salvo oscurarne o distorcerne continuamente la percezione, cercando di inquadrarli nell’ottica dei pinguini: virate fotografiche bluastre, vetri, visioni da sotto l’acqua.
Ma Happy feet non è certo un documentario, più che altro una divertente rappresentazione cinefila dei pinguini, senza abolirne il realismo esotico. E così la madre di Mumble si chiama Norma Jean e i pinguini ballano e cantano in coreografie che farebbero invidia a Fred Aster, che nel suo classico frac era un “pinguino” perfetto. Così Miller mostra i pinguini che emulano gli umani che emulano i pinguini, senza alcuna tentazione di ridicolizzare o di “animatizzare” il processo. E lo dimostra raffigurando una natura selvaggia, dove la tecnica digitale raggiunge picchi davvero intensi di precisione (le orche e la foca sono raffigurate in tutta la loro brutalità predatoria, ovviamente perché li vediamo dagli occhi dei pinguini-prede) senza però perdere l’aggancio ludico, grazie ancora una volta a un gruppo di piccoli pinguini dalla loquela ispanica, invero assai gagliardi e goderecci, che ovviamente aiuteranno il nostro Mumble nella sua difficile scalata alla maturità.

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2 risposte a “Happy Feet (George Miller, 2006)

  1. Avag 18 dicembre 2006 alle 13:08

    questa settimana o vado a vedere questo o niente cinema, ho letto’ un comento sui cinebloggers di qualcuna che diceva che si aspettava solo balli e canti e invece no: non muore nessuno, vero? nessuna inutile tragedia stile disney, vero?
    gradire rassicurazioni, merci’! 🙂

  2. NoodlesD 18 dicembre 2006 alle 15:28

    non è proprio un capolavoro, ma è godibilissimo secondo me. E non c’è alcuna tragedia “disney” ^_^

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