Noodles Journal

Solo il mio modo di vedere le cose

Marie Antoinette (id., Sofia Coppola, 2006)

Tra i titoli di testa da un paio di fugaci fotogrammi la regina-bambina ci guarda, ci invita, ci seduce per renderci complici ma forse soprattutto comprensivi del suo stato di “prigioniera di lusso” e intanto un riff di chitarra elettrica che invece di scuotere i neuroni si amalgama perfettamente con il contesto. E così anche successivamente musica rock a profusione che sembra scritta a posta per la regina di Francia e sia prodotto di fine diciottesimo secolo, anziché del ventesimo. Musica per commentare la vita breve di una donna sola in mezzo alla folla, una teen-queen in tacita lotta contro un mondo che neanche comprende fino in fondo, chiusa nella sua ingenua gabbia dorata, il cui orizzonte si perde al massimo tra agnellini, giardini e fasto di palazzo e quando in fondo compare il “popolo” è ormai troppo tardi per comprendere, troppo per rimediare, la vita reale irrompe e la regina scompare in una funebre dissolvenza in nero.
Qui onestamente non ci creiamo neanche il problema della veridicità storica, perché c’è differenza tra storia e Storia, tra eventi documentati e il loro racconto artistico; e le licenze poetiche sono bene accette quando rispondono a una “verità” poetica incontrovertibile. Marie Antoinette non è che la progenitrice di Lux e di Charlotte, donne sole in un mondo immobile che sembra procedere a prescindere da loro stesse (e poi come si fa a non simpatizzare con una Maria Antonietta che ha il volto e le fattezze di Kirsten Dunst?). La Marie Antoinette della Coppola termina il suo periplo in tragedia perché suo malgrado al centro di un meccanismo inarrestabile che si chiama Storia o Progresso o Rivoluzione.
Tra balli, feste, quadri che si sostituiscono ai muri segnando lo scorrere del tempo e dei funerali, la regia della Coppola raggiunge forse lo zenit dopo le applauditissime opere precedenti (che il sottoscritto adora). Una conferma e un rilancio, dunque, in un’ambiziosissima rilettura di una figura controversa della Storia Moderna sotto la lente di un modernismo mai banale e mai scontato, in una fusione praticamente perfetta di glam & rock con corpetti e parrucche. Quasi un capolavoro.

In sala una coppia di mezza età ha parlato praticamente per tutti gli strafottutissimi centroventitré minuti – e non è un eufemismo, proprio hanno parlato per tutto il tempo; dopo la prima mezz’ora ho vissuto una crisi mistica in cui sognavo di decapitarli con una ghigliottina matrimoniale.
E poi nel film c’era la Argento, che per fortuna parla solo tre volte e per dire minimissime frasi. Ma dimmi te che ci fa una col volto spudoratamente post-duemila e da strafattona perenne con la voce di una che pare che s’è appena svegliata in un film in costume ambientato nel 700? Ecco, per una volta richiederei a gran voce il doppiaggio (con una voce che non sia la sua ovviamente).

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9 risposte a “Marie Antoinette (id., Sofia Coppola, 2006)

  1. agense 30 novembre 2006 alle 23:41

    uffa, ma com’è che non becco mai il post su un film che ho visto o che vorrei vedere in maniera da fare un commento adeguato? adesso vado a veder fra gli arretrati… ciao!!! ;D

  2. UnoDiPassaggio 1 dicembre 2006 alle 1:50

    Devo aggiungere qualcosa? Sì, l’aggiungo, a me piace anche la Argento-Du Barry. Penso che iconograficamente sia una trovata notevole. Comunque, benvenuto nella (piccola) reggia. ^^

  3. NoodlesD 1 dicembre 2006 alle 2:39

    @sorry agense, ma tra gli altri passati ce ne sarà di sicuro qualcuno che hai visto 😉

    @uno, iconograficamente… non so. sarà che la argento mi sta qua. non che non mi piaccia nel film… anche perché poi per fortuna non parla. Prima di accedere nella reggia vado a prendere il trono o rischio la ghigliottina?

  4. deliriocinefilo 1 dicembre 2006 alle 7:39

    Bellissimo post. “al centro di un meccanismo inarrestabile che si chiama Storia o Progresso o Rivoluzione.” siamo soli in mezzo all’universo del quasi capolavoro.

  5. NoodlesD 1 dicembre 2006 alle 20:59

    grazie delirio 🙂
    meglio soli che male accompagnati LOL

  6. utente anonimo 2 dicembre 2006 alle 5:29

    lol… ho scritto alcune cose che sono totalmente in linea con le tue pur essendo meno entusiasta della pellicola in generale… deja vu ^_^

    Non simpatizzare per questa Marie Antoinette vuol dire essere come quei due vecchietti che avrei ammazzato volentieri per te… l’altro giorno ero al cinema e una cafona si e’ anche incazzata quando, dopo una telefonata di 10 minuti 10 durante il film (non questo per fortuna) ho osato riprenderla… “lei non conosce la mia situazione”, mi ha detto dopo aver dettato una ricetta al telefono.
    “Ma conosco l’educazione”.
    Misato-san

  7. NoodlesD 4 dicembre 2006 alle 3:40

    mi sa che alle sale in cui è proiettato questo film dovrebbero davvero inserirci degli ghigliottine…

  8. Avag 11 dicembre 2006 alle 17:57

    anche per me la coppola ha raggiunto lo zenit.. della noia! 😛

  9. NoodlesD 12 dicembre 2006 alle 16:09

    avag questo film sarà al centro di una nuova guerra tra i cinebloggers credo ^^

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