Noodles Journal

Solo il mio modo di vedere le cose

Paolo Sorrentino alla Feltrinelli

Stasera, ore 18.00, alla Feltrinelli Libri & Musica di Piazza dei Martiri (Napoli) c’era l’incontro con Sorrentino, per la presentazione-discussione del suo ultimo film, L’amico di famiglia. L’introduzione è spettata a Valerio Caprara che, in controtendenza alla sua solita e apprezzatissima sobrietà telegrafica, s’è dilungato per venti minuti, che si sono sentiti tutti. Motivo di ciò credo dipenda dal fatto di voler sciogliere il regista dall’obbligo di parlare del suo film e del suo lavoro, perché Sorrentino appartenie a quei registi che non amano parlare del loro lavoro: l’ha dimostrato rispondendo alle domande con una certa riluttanza, senza mai essere spocchioso o tirarsela (anzi, spesso infilava notazioni assai ironiche e gustose), domande che poi a dire il vero non rilucevano per acume e intelligenza (c’era addirittura uno che faceva domande marzulliane e che evidentemente era Marzullo camuffato). In fondo come si diceva tempo fa, è anche contraddittorio per un regista parlare del proprio lavoro, perché equivale a parlarsi inevitabilmente addosso.
Ovviamente, prima di uscire dalla sala, come ogni spettatore cinefilo banale ho fatto apporre all’esimio regista la sua trascrizione anagrafica sul mio fogliettino.
Mi fa piacere che a questo “incontro” cinefilo ho potuto conoscere di persona un apprezzato cineblogger i cui scritti frequento da un po’ di tempo con una certa assiduità.

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5 risposte a “Paolo Sorrentino alla Feltrinelli

  1. utente anonimo 14 novembre 2006 alle 23:32

    Sorrentino sostanzialmente è così furbo da non sbilanciarsi mai ed è bravissimo a cavarsela tra divertite reticenze, dubbi, controdomande, abili svicolamenti: un paraculo insomma (in senso buono).

  2. Avag 15 novembre 2006 alle 13:34

    io l’ho visto piu’ prosaicamente dalla dandini domenica sera.. cmq mi ha fatto le vostre stesse impressioni. 🙂

  3. snaut 15 novembre 2006 alle 17:11

    Esatto, un paraculo 😀

    Anche a giugno, durante un incontro per il Napoli Film Festival al Warner, era restio a parlare; una risposta particolarmente lunga si rivelò poi una gaffe. Parlando della colonna sonora di Roma di Fellini appena proiettato, disse che il jazz è un genere per lui non adatto ai film, non solo i suoi.
    Sarà..

  4. NoodlesD 15 novembre 2006 alle 18:52

    la paraculaggine pare diffusa tra i registi. Leggendo Lynch on Lynch non facevo che pensarci LOL

  5. Pizzillo 17 novembre 2006 alle 12:38

    Anke io ero presente all’incontr al Napoli Film Festival lo scorso giugno…e sinceramente mi ha dato l’impressione di essere alquanto presuntuoso…un pò come dire ke il luogo comne sugli artisti è vero: se la tirano da paura!!!(mamma mia come parlo “giovanile” mi faccio skifo da solo…)

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