Noodles Journal

Solo il mio modo di vedere le cose

Ho visto S. oggi all’università – eh sì ogni tanto ci vado anche io (volevo prenotare l’esame di latino). Il suo professore-relatore forse le propone il dottorato… almeno lei ha fatto in modo che glielo proponesse. Cosa che mi piacerebbe ma non credo sia fattibile col mio beneamato prof, soprattutto perché negli ultimi due anni ha raccolto una marea d’assistenti (mi sa che sono tre, più il grande professore Esposito che c’è sempre stato, più l’altro assistente “anziano”).
L’alternativa sarebbe la SICSI che onestamente fuggo peggio della peste bubbonica. Altri due anni a seguire e fare esami (pare otto all’anno) non gliela fo. Da buon allarmista mi sto angosciando ancora prima di finire l’università per ciò che verrà dopo… ma tuttavia uno qualche calcolo lo deve pure fare prima no? Specie io che cado sempre dalle nuvole. Poi parliamoci chiaro: non mi ci vedo a fare tirocinio in un liceo, che magari la prof ti molla lì da solo in classe nel corso di un compito di latino e magari arriva lo studentello sbarbatello che ti chiede un aiuto sulla versione… e io che non son capace di tradurre all’impronta che gli dico a quello? Non mi pare il caso di esibirmi in un’escamotage nonsense da supercazzola.
Uno dice, puoi scegliere di fare la SICSI per gli istituti tecnici, non liceali/magistrali, così il latino si elimina. Ma onestamente l’idea di trovarmi di fronte una scolaresca come mio cugino (studente al Giustino Fortunato) che a quanto ho capito è pure la punta migliore della sua classe… preferisco la legione straniera.
Ma poi al di là di questo prima di arrivarci al tirocinio dovrei riprendere a studiare; nuovi esami; nuovi approfondimenti delle robe già affrontate e che ultimamente non riesco a reggere proprio più. Dove mi avvio con questo mio sfiduciato e totalmente vacuo senso della cultura universitaria? Dove vado io che sono diventato un Chisciotte di una causa senza causa?
«Vabbè non ti fasciare la testa prima del tempo…», diceva oggi S. «che ne sai poi cosa accadrà allora? magari finisci a lavorare col professore…».
Alla fine di questo discorso a dire il vero mi sembrava angosciante pure l’idea di lavorare col professore, cosa molto remota viste le opposte ricerche sul cinema che facciamo. Mi si dipanano davanti due strade, una sfocia in un fossato, l’altra in un baratro.
Speriamo di imboccare quella giusta.

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Una risposta a “

  1. utente anonimo 9 novembre 2006 alle 21:35

    “Alla fine di questo discorso a dire il vero mi sembrava angosciante pure l’idea di lavorare col professore, cosa molto remota viste le opposte ricerche sul cinema che facciamo. ”

    Il prof. Iaccio sarà bello buono e caro… (cosa che in realtà – con tutto il rispetto – comunque non è) ma usare il termine MONOTEMATICO per descriverlo è altamente eufemistico!

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