Noodles Journal

Solo il mio modo di vedere le cose

Nuovomondo (The Golden Door, Emanuele Crialese, 2006)

La foto di un mondo lontano, persino arcaico nelle prime sequenze, che si tuffa negli spazi geograficamente infiniti del Nuovo Mondo, una terra che accoglie ma che soprattutto sceglie, conferendo una patente di regolarità come fosse un Padreterno in terra a decidere chi può e chi non può avere una nuova chance nella vita, decidendo delle speranze e degli affanni di una famiglia siciliana, interpretata con tale realismo dagli attori che li crederesti personaggi approdati attraverso una magica porta (una golden door?) del Tempo tra i fotogrammi della pellicola. Crialese ci mette il suo e sa raccontare con rara sensibilità un mondo, sa creare immagini meravigliose e mai sciatte, senza incorrere in un leziosismo fastidioso, segnate da un ritmo lento e magniloquente, che mai eccede, grazie anche a un montaggio piano e posato.

Ma Nuovomondo non ha nulla della “cartolina”, mette in mostra il viaggio anche nelle sue crudezze e violenze (la sequenza della mareggiata, quella del neonato), mantenendosi però secco e lontano da ogni forma di vieto sentimentalismo, ma ugualmente lontano anche dalle freddezze di una regia perfetta ma anonima. Invece lo spettatore partecipa con calore alla titanica impresa del viaggio dei 5 personaggi lontani e due figure di donne che restano nella memoria, sole e isolate per motivi diversi: la vecchia nonna irrimediabilmente legata alle sue pietre cotte dal sole e alla vita agricola siciliana e la madame decaduta, prototipo della donna moderna alla ricerca della nuova occasione. Due figure opposte, quindi, anche e soprattutto nella loro scelta finale.

Il Nuovomondo del titolo non appare mai nell’inquadratura, viene negato a noi spettatori. È un salto nel buio, è la speranza per il momento congelata in attesa di essere rivelata (o sconfessata, il rischio fa parte del viaggio). L’America è così Ellis Island con le sue burocrazie kafkiane e il razzismo neanche tanto velato, dove i personaggi bloccati in un limbo, fluttuano tra visioni oniriche di una terra opulenta e bigger than life, tra racconti mitici e presenze moderne e tecnologiche, tra retaggio ineliminabile dell’Io della propria terra e l’approdo inevitabile alla coscienza del Nuovo e a una società multietnica.

p.s. splendido – come al solito – il cameo di Enrico Mahieux.

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5 risposte a “Nuovomondo (The Golden Door, Emanuele Crialese, 2006)

  1. latendarossa 5 ottobre 2006 alle 14:38

    Ho capito. Già volevo andare a vederlo ma mi hai dato il colpo di grazia. Vado, vado. Mi sembra geograficamente interessante… 🙂

  2. Avag 5 ottobre 2006 alle 17:08

    sottoscirvo tutta la recensione, ma.. non e’ Ellis Island?

  3. NoodlesD 5 ottobre 2006 alle 20:22

    lo è lo è, tenda 😉

    avag, è molto inquietante che abbia scritto parris al posto di ellis. che poi da dove arriva questo Parris?

  4. UnoDiPassaggio 7 ottobre 2006 alle 0:42

    E non è Ernesto Mahieux? ^^
    A parte questo, già lo sai, sottoscrivo. Belle parole e dosate bene, al solito.

  5. NoodlesD 7 ottobre 2006 alle 1:22

    okay, è evidente che la toponomastica e l’onomastica non sono stati proprio il lato forte di questo post ^^

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