Noodles Journal

Solo il mio modo di vedere le cose

Irreversible (id., Gaspar Noe, 2003)

Non mi va di scrivere molto, perché sarebbe come sparare sulla croce rossa per quanto è brutto questo film. Potrei limitarmi a elencarne i – pochi – punti positivi, ma a essere sinceri non ne vedo. Inizia con quei titoli di testa con le scritte al contrario che non ti fanno capire un tubo e che ti lanciano fra le sinapsi la brutta sensazione che stai per vedere uno di quei film fintamente autoriali con pretese da scene shock e via dicendo. Irreversible non è solo brutto – il che sarebbe anche accettabile – ma è soprattutto disgustosamente pretenzioso: Noé è un assassino della settima arte, probabilmente da bambino lo mettevano davanti alla tv a testa in giù o qualcosa del genere, altrimenti non si spiega la colossale confusione che il suo cervello ha elaborato, visto che dalle immagini del suo pessimo film pare che abbia confuso il cinema con una giornata prolungata alle montagne russe, con quelle sue spocchiosissime rotazioni continue (e a 360°!) della macchina da presa nei suoi pianisequenza “autoriali”. Ha avuto quest’idea “geniale” di ibridare la costruzione all’indietro di Memento con il tema kubrickiano di Eyes Wide Shut… Se c’è gente che osa sputare sul capolavoro del Maestro si vada a vedere questo coso qui e poi ne parliamo.
E alla fine risulta anche un film per niente scandaloso, obiettivo che probabilmente era primario per il regista: le presunte scene “forti” (lo stupro, la rissa nel locale) provocano solo una risata, ti dici oddio ma questo tizio regista è cerebroleso o cosa? Irreversible è comunque un film scandaloso: è difficile trovare un altro film così scandalosamente inutile e lontano da ciò che ipoteticamente si intende per cinema.
Però una cosa va detta: qui Cassel è talmente fuori parte e sbagliato che avviene un miracolo per cui la Bellucci nelle scene con lui da addirittura l’illusione di saper recitare e di capire quello che sta dicendo in quel momento. Ma poi chi li ha scritti i dialoghi? Li facevano leggere l’elenco del telefono, era meglio, eh no perché uno che giustifica il fatto di non ballare con una frase come “Sono appesantito dai segreti che mi porto dento” è punibile per reato penale (per non parlare della frase finale su schermo che dovrebbe chiosare autorialmente il senso del film, pessima).

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