Noodles Journal

Solo il mio modo di vedere le cose

The queen (id., Stephen Frears, 2006)

La corte d’Inghilterra secondo Frears non è tanto un covo di serpi, quanto un castello di freddo cinismo, ma compassato ed elegante, come si addice alla regalità. Il film alterna materiale originale (poco, a dire il vero) col girato della finzione e se un appunto lo si può muovere al film è proprio il mancato amalgama perfetto delle due anime, soprattutto quando Frears tenta di ibridarle (la scena della morte di Diana è di una bruttezza scandalosa, realizzata in finto-presa-reale, con ambizioni da suspense incalzante completamente mancate, le interviste finto-realtà alle persone del popolo che sono stucchevoli e un tantino melense – ma qui ci si mette molto anche il doppiaggio). Doppiaggio che però, va detto, per il resto della pellicola è di buonissimo livello, anche se immagino che la Mirren sia tutt’altra cosa ascoltata in originale con sfoggio di accenti e toni british.
Dove il film (e la regia) centra davvero l’obiettivo, però, per riallacciarmi alla frase d’apertura, è nel dipanarsi della vita di corte, nel pedinamento della regina e dei suoi accoliti, sorretti da una sceneggiatura splendida nello sbozzare un Tony Blair che certo non ci fa un’ottima figura, impacciato e servilista, Carlo perennemente dilaniato tra desideri centrifughi e sottomissione alla corona e tutti, tutti i personaggi danno lustro al film anche perché interpretati da un team d’attori perfetti al pari della regina del cast. Le scene più simbolicamente affascinante sono i due “incontri” tra la regina e il cervo reale, in due momenti che ne sottolineano lo scacco e la fine, fosco emblema dello scricchiolamento della corona d’Inghilterra.

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5 risposte a “The queen (id., Stephen Frears, 2006)

  1. Avag 30 settembre 2006 alle 14:28

    secondo me una delle poche volte in cui il mix tra immagini di repertorio e film e’ riuscito e’
    quando al funerale la regina assiste basita agli applausi e poi c’e’ un’immagine tre le meno diffuse di Diana in cui lancia uno sguardo di sbieco molto sarcastico: sembrava quasi sottolineare la vittoria del “suo” mondo su quello di Elisabetta

  2. NoodlesD 1 ottobre 2006 alle 14:37

    verissimo. be’ certo il film è abbastanza impietoso nei confronti del sistema reale odierno… come se l’avesse fotografato nel suo momento di decadenza.

  3. EchidnaArgenteo 5 ottobre 2006 alle 11:45

    D’accordo sul livello qualitativo e sulle sequenze migliori…però dissento per quanto riguarda Blair.
    Credo faccia un figurone, per uno in carica da pochi giorni. Si comporta da grande politico e da grande uomo. Forse, non da rivoluzionario ma…non era di un rivoluzionario che c’era bisogno in England. Specie con quella gran donna della regina.
    La moglie si…l’avrei strangolata alla prima apparizione. Di un’antipatia ed una bruttezza…superate solo dall’originale.

    Quanto al Servilismo del primo ministro, mi pare l’abbia messo in mostra con Bush…in più occasioni…però, chissà, magari aveva le sue ragioni…anche strategiche.
    Mi pare il fulcro del film. Tutti hanno delle valide ragioni per il proprio modo d’agire…e molti non le percepiscono nemmeno…ma son pronti a colpevolizzare.

    Ciao

  4. NoodlesD 5 ottobre 2006 alle 20:25

    echidna, io mi riferivo strettamente al Blair cinematografico, su quello reale non metto il naso. Su questo blog la politica è avulsa. :p

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