Noodles Journal

Solo il mio modo di vedere le cose

Ho ripreso a studiare e a tradurre. IV libro dell’Eneide. Inizio settimana, inizio Virgilio. E se continuassi così lo finirei – almeno alla prima lettura-traduzione – in una settimana. Ma ovviamente non terrò mai questo ritmo, perché sono uno sfaticato discontinuo. Dovrei andare in segreteria e capire quando devo consegnare i moduli per la seduta di laurea… In effetti sembra comunque più interessante del III, con Didone innamorata e la sorella che la consola e altre cose da telenovela ante-cristica.
Un’amica che s’è laureata mi ha detto che alla SICSI è quasi impossibile entrare così lei s’è iscritta a Scienze dell’educazione. Ma siamo pazzi??? Un’altra laurea?? La gente ha bisogno di cure. Neanche morto mi infilerei di nuovo in questo macchinoso percorso burocratico che di studio concreto ha realmente poco. Non fosse che leggessi i classici per i cazzi miei, l’università mi sarebbe servita davvero a poco.
Ma non voglio annoiare con le mie solite solfe da studente deluso. Ognuno ha le sue opinioni e queste sono le mie, dunque non rimarchiamole.
In attesa del film di De Palma tiro avanti col romanzo di Ellroy, che è davvero affascinante anche se ho la sensazione che dopo un inizio folgorante e una parte centrale coinvolgente si sta un tantino arrestando. Non che sia tendendo a perdere interesse, ma il mordente è come calato, dove invece, avvicinandosi alla fine, dovrebbe alzarsi. Prima ancora di vedere il film di De Palma mi pare di notare che, se una critica si può muovere a un romanzo davver ottimo, è quella di aver puntato molto sulla definizione del protagonista (e voce narrante) e un po’ meno sugli altri. Kay, Lee e altri personaggi che ruotano intorno a Bleichart sono un tantino opachi, non ben caratterizzati. Siccome ho sentito muovere qualche accusa di tal genere anche nei confronti del film, devo dunque dedurne che questi difetti siano d’origine letteraria?
Ho sognato che entravo in una cellula di Al Qaeda e incontravo Bin Laden che era un signore altolocato e somigliava a Ben Kingsley con pizzetto. Un signore distinto e gentile e propugnatore di idee pacifiste e gentili… quando poi irrompe una specie di polizia nazista e uccide tutti (anche me pare) e io – sotto il cadavere di uno dei tanti – mi dico ma proprio ora dovevano trovare Bin Laden? Ora che sono arrivato io? In cinque anni non l’hanno beccato… E tipo cambiavo anche idea, mi chiedevo che ci facessi io con Bin Laden e avrei voluto spiegare che ero italiano, ma non riuscivo a parlare, ma al tempo stesso quando il soldato-nazi mi sparava non mi colpiva mai.
Ho idea che ci sia un senso e una morale forse dietro a questo sogno, ma stento ad afferrarla.

Per chiudere una citazione di Cristicchi, frase che m’è piaciuta molto: Se la montagna viene da te e tu non sei Maometto, scappa perché è una frana.

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2 risposte a “

  1. SumireNoHasu 21 settembre 2006 alle 19:16

    Socio, i tuoi sogni sono sempre i migliori :asd:
    Quel libro prima o dopo mi deciderò pur’io a leggerlo, visto anche che ne hai parlato bene, seppure con una leggera vena critica sulla definizione dei personaggi. Oggi lo cercai ma non c’era, mmh.
    :*

  2. NoodlesD 23 settembre 2006 alle 5:04

    be’ ora ci ho aggiunto anche una breve-recinzione socia. se non ti convinco così… :p

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