Noodles Journal

Solo il mio modo di vedere le cose

Cars – Motori ruggenti (Cars, John Lasseter, con John Ranft, 2006)

Ammetto che all’inizio stavo storcendo il naso. L’incipit molto cool, molto pubblicitario, molto frenetico, in perfetta linea della classica regia delle corse a Indianapoli mi aveva fatto un po’ temere. Temevo che Cars sarebbe stato tutt’altro film, un film cittadino, rutilante, a ritmo di videoclip… e invece dopo questa introduzione il film prende una nuova piega, che è poi una svolta più che classica. Il nostro bolide-protagonista, infatti, mentre è in viaggio verso la prossima tappa della corsa (nonché sfida decisiva per la vittoria), si smarrisce e finisce in una vecchia dead town popolata di ruderi su quattroruote. Ed è qui che il film di Lasseter, pegno però qualche lungaggine e qualche accento troppo sentimentale, trova la sua natura lirica, la sua riflessione tra la città e la campagna, tra il mondo perduto del glorioso passato, che è indubbiamente un tema molto americano (così come il bildungsroman che vede l’evoluzione del protagonista), ma fa anche riferimento alla materia ancestrale del racconto, al motivo fiabesco del giovane perso nella “foresta”, cui segue l’incontro con “strani personaggi” defilati.
L’originalità di Lasseter e del suo team sta nel scegliere come protagonista non il candido ingenuo, ma un vanesio egotista, talmente preso dal suo successo da perdersi gli amici intorno. Niente di nuovo anche qui, per carità, altro motivo classico, così come il successivo “ammorbidimento” del personaggio, ma c’è da dire che il film riesce comunque a trovare la sua originalità in questo schema fisso (tra cui la scelta non da poco di non dare alcuno spazio all’elemento umano nel film e costruire un intero mondo fatto solo di veicoli), e molto deve anche alla sua geniale inventiva visiva.

p.s. splendido One man band, il corto che precede Cars. Da sbellicarsi.

Annunci

6 risposte a “Cars – Motori ruggenti (Cars, John Lasseter, con John Ranft, 2006)

  1. JerryGarcia85 27 agosto 2006 alle 19:33

    Sagace il riferimento al fatto che il mondo del film sia popolato solo di macchine… metaforico e pessimista? Non ci sono parole per One man band…

  2. deliriocinefilo 28 agosto 2006 alle 1:12

    se ti interessa ho postato una mini guida senza pretese sui film più attesi nella prossima stagione. ciao

  3. NoodlesD 28 agosto 2006 alle 9:16

    @ jerry se lo intendessimo in senso pessimista allora Cars diventerebbe molto meno edulcorato di quanti sembri…

  4. Avag 28 agosto 2006 alle 16:16

    La Tornabuoni trovava molto inquietante questo mondo di sole macchine, io non credo ci sia un sottinteso: inserire l’uomo non avrebbe avuto senso, gia’ in Nemo e’ una presenza minima e li’ si’ inquietante ma come si sarebbe potuto far interagire gli umani e l’umanizzazione delle auto?

  5. NoodlesD 29 agosto 2006 alle 6:35

    in effetti forse abbiamo siamo andati più in là delle reali intenzioni – più banali – dei realizzatori. Forse come dici tu, è solo la facile risultante per saltare a pié pari una altrimenti difficile interazione.

  6. UnoDiPassaggio 31 agosto 2006 alle 12:18

    La durata insolitamente lunga, il ritmo rilassato nonostante i motori ruggenti, lo sguardo lievemente malinconico ma mai ripiegato sul passato, le strade di notte e i semafori lampeggianti sono alcune delle cose che hanno reso “Cars” particolarmente prezioso ai miei occhi.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: