Noodles Journal

Solo il mio modo di vedere le cose

Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto (Elio Petri, 1970)

L’Indagine è un film di incontri: incontro del cinema di genere americano (il giallo investigativo) col cinema ideologico-politico nostrano e un incontro (ma non il primo) tra le sceneggiature di ferro di Pirro e la regia di Petri. Il connubio è perfetto come pochi, punto nevralgico di un cinema italiano che sapeva veicolare le idee dentro un incalzante struttura edonistica, un cinema che riusciva a conciliare l’impegno civile e di denuncia di Pirro con le istanze psicanalitiche di Petri. Espressione registica di una grammatica cinematografica che fa della sperimentazione uno dei suoi capisaldi ed è capace di concentrarsi sul linguaggio così come sulle idea che in esso geminano. Ed è per questo che ancora oggi questo film non invecchia, che affascina sempre sia per la sua indagine sui misteri delle istituzioni, sia per il ritmo perfetto dell’intreccio.
Anzi, se c’è qualche aspetto del film che oggi ha perso – parzialmente – in smalto, è quello psicanalitico e non – come ci si potrebbe aspettare – il j’accuse politico. È indubbio che il tema del potere come sublimazione di una sessualità infantile, l’esercizio del potere come delegittimazione statale di un empasse personale e privata, trova oggi qualche scena un po’ stantia. Né tuttavia esso si può archiviare così facilmente, perché allo stesso tempo è anche l’aspetto che rende il film meno freddo e che dona invece al suo protagonista un fascino nella sua ambigua e contraddittoria ricerca di “punizione” e contemporaneo esercizio del potere; gli dona una “minoranza” che lo salva da un’eccessiva quanto deleteria – ai fini della credibilità narrativa – invulnerabilità superomistica.
Merito di queste luci ed ombre sta ovviamente non ultimo nell’interpretazione di Volonté, di cui finora qui s’è volutamente trascurato di scrivere. Il motivo è semplice: Volonté è genio allo stato puro e nell’Indagine si assiste all’esplicarsi di questa genialità per ben 110 minuti (agevolati dall’imperante, continua presenza del personaggio nell’inquadratura). Tracciarne un elogio è impossibile senza tirare fuori “leccate” inutili. Basti sapere che il lemma genio istrionico troverebbe in questa – come altre – interpretazione di Volonté la sua più chiara esplicazione.

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2 risposte a “Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto (Elio Petri, 1970)

  1. utente anonimo 23 maggio 2006 alle 0:07

    spudoratamente ot: non leggere quei commenti, sono piu’ che spoilerosi ^^
    Cosa sia Lost lo scopriremo a fine serie… anche due stagioni sono poche, quel che posso dire e’ che dalla mia regge e regge bene… ^_^
    Misato-san

  2. Kazufai 26 maggio 2006 alle 16:44

    Capolavoro.
    E poi come non innamorarsi di un Volontè così…

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